15/08/2026
Ferragosto, il capodanno d’estate dal riposo di Augusto ai giorni nostri.
Il Ferragosto rappresenta il culmine dell’estate? Quell’attimo fuggente dove, il mare e i monti incontrano grandi abbuffate fuochi d’artificio e spensieratezza. In attesa della seconda metà del mese dove tutto inizierà a normalizzarsi. Ma quali son le sue origini?
L’origine del termine risale al 18 a.C., quando l’imperatore Ottaviano Augusto istituì le Feriae Augusti (il riposo di Augusto). La festività si inseriva nel solco di antichi riti rurali legati alla fine dei principali lavori agricoli estivi (come la mietitura) e si affiancava alle festività tradizionali dei Consualia, dedicate a Conso, dio della terra e della fertilità. Ma ovviamente c’è di più, nel mentre delle Feriae, le nostre ferie antelitteram, durante l’intero mese di agosto tutto entrava in regime di sospensione. Giusto così si dirà e Augusto non lasciò certo passare inosseravata questa ricorrenza, anzi, negli anni la utilizzò pro domo sua per legare in maniera indissolubile nonchè di conquista positiva la festività, che, con il compimento dei secoli assunse un’accezione positiva, foriera di bellezza e prosperità, soprattutto con la cristianizzazione della festa che arrivò a celebrare l’Assunzione della Vergine Maria. E per giungere ai giorni nostri, fu durante il ventennio fascista che questa data assume i crismi della festa popolare, con incentivi ai viaggi e lo scopo di facilitare le gite e spostamenti. Per assumeere quella dimensione popolare che oggi noi tutti riconosciamo e attendiamo, complice graditissima la gita ferragostana fuori porta, simbolo che regge anche l’urto dei giorni nostri e assimila l’overtourism tanto vituperato. E allora, via tra riposo e festeggiamenti che si concludono con i fuochi d’artificio che rimandano al capodanno, al gran finale, con le perturbazioni che vanno e lo sguardo proteso verso la quiete dell’autunno.