02/05/2026
Giù le mani da Bella ciao
Ieri al Concerto del Primo Maggio a Roma una giovane e sconosciuta cantante ha interpretato a suo modo la canzone "Bella ciao" sostituendo il termine "partigiano" con quello di "essere umano", perché, a suo dire, partigiano è divisivo e per allargare il senso della canzone e non relegarla al passato.
Forse la ragazza non sa che Bella ciao è cantata in lingua italiana in tutto il mondo, è il simbolo universale di chi resiste e lotta per la libertà.
Tutti siamo esseri umani, ma non tutti sono partigiani. Essere partigiano significa scegliere da che parte stare, non essere indifferente, l'indifferenza è complicità. Partigiani erano i ragazzi e le ragazze di vent'anni che salivano sulle montagne a combattere, anche a costo della loro stessa vita, per liberare il Paese dal fascismo e dal nazismo e permettere a tutti, anche a chi era complice dei nazifascisti, di vivere in libertà e in democrazia.
Bella ciao è certamente divisiva, divide chi era contro i partigiani e chi lo è ancora, i fascisti, non è una canzone anche per loro, è una canzone contro di loro e contro tutti gli oppressori. Bella ciao non è una canzone ecumenica, chiede di scegliere, di essere di parte, di essere PARTIGIANO.