Salviamo le Apuane

  ecco il podcast di Suole
07/04/2026

ecco il podcast di Suole

In questo primo episodio della seconda stagione di Suole Podcast, condotto da Leonardo e Andrea, ci addentriamo nei luoghi vicino casa, in un ecosistema estr...

Il pallone frenato...
02/03/2026

Il pallone frenato...

La Via del Volto Santo si rafforza grazie al fatto che il suo tracciato, collegandosi alla Via degli Abati a Pontremoli,...
25/02/2026

La Via del Volto Santo si rafforza grazie al fatto che il suo tracciato, collegandosi alla Via degli Abati a Pontremoli, è stato scelto come il tracciato di un Cammino internazionale (addirittura intercontinentale, fino ad Haifa in Asia) e cioè il Cammino di San Michele Arcangelo-Cammino di Cammini. Il tratto Pavia-Lucca (San Michele in Foro) sarà uno dei più suggestivi, la Via Langobardorum.

La scelta è stata fatta dal Comitato Promotore San Michele-Cammino di Cammini che ha creato l'azione e sta costruendo questo nuovo straordinario cammino spirituale e culturale.

Il 28 febbraio verrà illustrata la proposta che gli Enti dovranno discutere.

Alpi Apuane Emergenza Marmettola
23/02/2026

Alpi Apuane Emergenza Marmettola

Buon inizio settimana con questa foto di Tommaso Giannini!
23/02/2026

Buon inizio settimana con questa foto di Tommaso Giannini!

19/02/2026
Timeless Apua foto di Fabrice Bologna[FAB68_scars_²024]
19/02/2026

Timeless Apua foto di Fabrice Bologna

[FAB68_scars_²024]

19/02/2026

Trassilico
Uno dei punti più affascinanti della Garfagnana EPIC Trail 🏃

Panorami che ripagano ogni passo.
Emozioni che non si dimenticano!

Ponti sul Nulla... Foto di Megan Andrews
18/02/2026

Ponti sul Nulla... Foto di Megan Andrews

Ecco la nostra risposta al classico fenomeno che pensa di metterci in difficoltà su un tema a cui lavoriamo e studiano d...
17/02/2026

Ecco la nostra risposta al classico fenomeno che pensa di metterci in difficoltà su un tema a cui lavoriamo e studiano da quasi 20 anni. Se oggi la nostra montagna è in questa situazione non è per colpa di una maledizione o di fantomatiche leggi di mercato. Ma perché così abbiamo scelto.

Ecco la risposta: Meno poesia e più numeri?
Perfetto. Parliamo di numeri.
Se la montagna muore e si desertifica, la responsabilità è tutta politica.
Non è il destino, non è il clima, non è “la modernità”.
È una scelta precisa: concentrare investimenti, servizi, lavoro e infrastrutture nelle città e lasciare i territori interni al loro destino.
I nostri post vanno esattamente contro questa visione politica: quella che vorrebbe portare tutti nelle aree urbane, che oggi – guarda caso – sono al collasso. Traffico, costi abitativi fuori controllo, servizi saturi, qualità della vita in caduta libera. È questo il modello vincente?

Ora i numeri.

📍 Montagna parmense – filiera Parmigiano Reggiano
Nelle aree montane della provincia di Parma operano decine di caseifici di montagna. Il Parmigiano di montagna genera un valore aggiunto superiore rispetto a quello di pianura, tiene viva un’economia diffusa fatta di allevatori, trasformatori, indotto, manutenzione del territorio.
Il comparto Parmigiano Reggiano nel suo complesso vale oltre 3 miliardi di euro alla produzione e sostiene migliaia di aziende agricole.
È un’economia che non distrugge la montagna, la mantiene aperta, presidiata, viva.

📍 Trentino-Alto Adige
Qui parliamo di una provincia interamente montana che ha scelto un altro modello: turismo di qualità, agricoltura di valore, cooperazione, servizi decentrati, autonomia gestionale.
Il PIL pro capite della Provincia di Bolzano supera i 45.000 euro, tra i più alti d’Europa.
La disoccupazione è stabilmente tra le più basse d’Italia (intorno al 3% negli ultimi anni).
Il turismo genera miliardi di euro senza sventrare le montagne.
Le filiere agricole (mele, vino, latte) sono integrate e radicate.
Non è poesia.
È politica economica intelligente.
La montagna non vive di Airbnb e farro.
Vive di filiere strutturate, di infrastrutture adeguate, di servizi, di scelte pubbliche coerenti.
Il problema non è “come vivranno a Vispereglia”.
Il problema è che per decenni si è deciso che non dovessero viverci.
Quando si investe, la montagna vive.
Quando la si considera solo un serbatoio da svuotare o un luogo da abbandonare, muore.
La desertificazione non è naturale.
È il risultato di una visione politica sbagliata.
E noi stiamo criticando proprio quella visione.

Vispereglia non è solo un paese fantasma.È un monumento silenzioso.Case di pietra senza voce.Finestre che guardano il vu...
17/02/2026

Vispereglia non è solo un paese fantasma.
È un monumento silenzioso.
Case di pietra senza voce.
Finestre che guardano il vuoto.
Sentieri che un tempo erano strade di vita e oggi sono erba alta.
Non è la rovina a fare impressione.
È il silenzio.
Vispereglia ci parla dell’abbandono della montagna.
Di quando abbiamo smesso di credere che i paesi in quota avessero un futuro.
Di quando lo sviluppo è stato raccontato come una discesa obbligata verso valle, verso la città, verso altro.
Ma ogni casa chiusa è una storia interrotta.
Ogni tetto crollato è un sapere che non si è più trasmesso.
Ogni paese svuotato è una radice recisa.
La montagna non è rimasta indietro.
Siamo noi che l’abbiamo lasciata indietro.
E oggi, mentre parliamo di crisi climatica, dissesto, perdita di identità, forse dovremmo tornare a guardare luoghi come Vispereglia non con nostalgia, ma con lucidità.
Perché un territorio senza comunità è fragile.
E una civiltà che perde il legame con le sue montagne perde anche il legame con sé stessa.
Vispereglia resta lì,
non come cartolina malinconica,
ma come monito.
Le radici non si vedono.
Ma quando le perdi, te ne accorgi.

Indirizzo

Gallicano

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