21/05/2026
A SPASS PAR AL 'BIELEIS
Questa CROSA che vi VEGLIO raccontare è una STRONA storia di PRALUNGO data, che forse non PORTULA a nulla di buono, ma che ha DONATO parecchio SOSTEGNO a chi SORDEVOLO non è mai stato, e che per MEZZANA notte sognava che un di qualche fanciulla VERRONE a rapire il suo CREVACUORE.
Ma stanco di VIVERONE un'esistenza così PIATTO, dopo aver PONDERANO bene vantaggi e svantaggi, il nostro personaggio decise di partire.
Egli era un signorotto appartenente alla dinastia dei conti GIFFLENGA, che da generazioni e generazioni dimoravano in un cervo CASTELLETTO, dove a sud QUAREGNA su due valli, la VAL-DENGO e la VAL-LANZENGO, ed a nord fino a SOPRANA della vetta del MONGRANDO.
MASSERANO quasi le 6, quando una mattina di inizio estate MOSSO da SANTA MARIA, da SAN PAOLO CERVO e da SAN DIGLIANO, suoi protettori, lasciò la TORRAZZO della reggia dove trascorreva gran parte del tempo libero, scese sotto, attraversò la cucina. passò dalla SALA, a salutare i suoi genitori che a lume di CANDELO, stavano MAGNANO un piatto di grasse AILOCHE, e li davanti appoggiati sul TAVIGLIANO c'erano due bicchierini di san ZIMONE per poter digerire il tutto.
Abbandonò così il CERRETO CASTELLO, SAGLIANO a DORZANO del suo PIEDICAVALLO, indossò un MIAGLIANO per proteggersi dalla BORRIANA proveniente da nord-est e VANDORNO verso nuove avventure.
Prese con sé la sua inseparabile PISTOLESA, già appartenuta a suo zio conte BRUSNENGO, che teneva ben nascosta in soffitta all'interno di una BENNA incastrata in un COSSATO di un vecchio comodino.
Mise l'arma nella fodera della ZUMAGLIA di VALDILANA e parti.
La prima tappa fu nei paraggi di una VILLA DEL BOSCO, in particolare una VILLANOVA di recente costruzione, con tutto intorno una VALLEMOSSO sulla quale svolazzava uno stormo di CALLABIANA che pareva fare da guardia ad un gregge di CAPRILE che pascolava in compagnia di un grosso POLLONE, il quale girovagando in quella oscura SELVE MARCONE stava VIGLIANO che non giungesse nessuna feroce ZUBIENA a catturare il resto del bestiame.
Quando vide il nostro personaggio venirgli incontro si mise a gloglottare più di un tacchino, e dal suo becco uscì una frase:
< gulugulugu...., gulugulugu !!!vade NETRO satana >
ed egli rispose: