13/06/2026
L I B E R / A Z I O N I
Dal ghetto di Ciappe Bianche e dagli altri insediamenti informali di Paternò, negli ultimi due anni sono emerse decine di vittime di sfruttamento lavorativo e caporalato, che sono state accompagnate dall'Associazione Penelope. Coordinamento Solidarietà Sociale Ets attraverso la “via di fuga” costituita dalla nuova normativa di tutela introdotta dall'art 18ter che affianca, potenzia e rende universali le tutele già previste dall'art 18 per le vittime di grave sfruttamento lavorativo, tratta e riduzione in schiavitù.
Oggi, grazie a questo lavoro di prossimità, Catania e la prima provincia a Sud e la seconda in Italia per quanto riguarda il rilascio di permessi di soggiorno ex art 18ter per sfruttamento lavorativo.
Quando parliamo di superamento degli insediamenti informali, noi non facciamo riferimento ad una qualche forma di sgombero e/o di ricollocazione, non facciamo differenza fra migranti regolari e irregolari, perchè tutti gli occupanti sono lavoratori sfruttati: cerchiamo piuttosto di agire sugli interessi criminali e le convenienze sociali su cui essi si fondano.
I migranti nei ghetti non attendono di essere salvati da condizioni di vita indecorose, o non solo, attendono di potersi liberare dalla morsa mortale che li rende ostaggi, ad un tempo, del sistema illegale che li sfrutta e di quello legale che li esclude da ogni forma di assistenza e li sanziona come "criminali".
Stiamo provando a svuotare Ciappe Bianche, portando fuori, uno ad uno, ogni lavoratore migrante, garantendo accoglienza, assistenza e tutela legale e, al contempo, supportando l'azione di contrasto promossa dalla Procura di Catania che ci restituisce il quadro completo delle convenienze e delle connivenze che rendono possibile questa vera e propria tratta di schiavi.
A. è uno di loro.