16/06/2026
PORTO DI GAETA - COMUNICATO STAMPA
Mercoledì 10 giugno il Comandante della Capitaneria di Porto ha ricevuto i rappresentanti di alcune Associazioni attive sul territorio sui temi dell’inquinamento ambientale del Golfo. Nel corso dell'incontro sono stati affrontati diversi aspetti riguardanti:
• lo stato generale dell'ambiente marino e costiero,
• gli effetti derivanti dalle attività di piscicoltura e le prospettive
di delocalizzazione offshore delle gabbie di allevamento dei pesci, nonché dei reflui del depuratore di Gaeta con trattamento primario e senza condotta di allontanamento dalla riva,
• le problematiche legate alla movimentazione delle merci polverose nel porto commerciale e, più in generale, del suo assetto futuro, anche in considerazione della vasta “privatizzazione” dei suoi piazzali.
I rappresentanti delle Associazioni hanno evidenziato la necessità di mantenere elevato il livello di attenzione sulle ricadute ambientali derivanti dalla dispersione di polveri durante le operazioni portuali, sottolineando l'importanza di monitoraggi costanti e di adeguate misure preventive. Sul punto il Comandante ha dato ampia disponibilità e ha ricordato le ripetute azioni ispettive messe in campo.
Egli ha inoltre suggerito alcune modalità operative per rendere “chiuse” le operazioni di movimentazione, anche se la loro adozione attiene ai regolamenti dell’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia, del cui network Gaeta fa parte. Sulla pericolosità di alcuni tipi di merci (es. petcoke, sottoprodotto solido e ricco di carbonio derivante dalla raffinazione del greggio.) egli ha dichiarato di attenersi a quanto riportato nelle relative schede, ma di essere pronto a recepire eventuali differenti valutazioni scientifiche e normative.
Sulla delocalizzazione degli impianti di pescicoltura il Comandante ha spiegato di essere intervenuto con la Regione Lazio per rendere fattibile lo spostamento offshore delle gabbie, rinunciando ad un punto di fonda e prevedendo il riallineamento di alcune delle rotte delle navi in ingresso e in uscita dalla rada. “La parte gestionale degli spostamenti però non è in capo alla Capitaneria”, ci ha tenuto a sottolineare.
Sull’assetto dei piazzali del porto il confronto è stato ampio e franco. Le Associazioni (in particolare la Caponnetto) hanno ribadito le conseguenze derivanti dalla paventata maxi concessione delle aree portuali che si sta prospettando in sede di Autorità di Sistema Portuale. L’assegnazione, di fatto, sancirebbe il quasi monopolio dei piazzali in capo ad una sola azienda, non tenendo conto dei principi di concorrenza, parità di accesso, libertà di stabilimento.
Ovviamente il Comandante non ha espresso giudizi, ma ha sottolineato come il problema vada inquadrato in un contesto più ampio, comprendente l’assetto viario interno dell’area portuale (anche ai fini della sicurezza) e l’uso stesso delle banchine che, se troppo prossime alle aree da dare in concessione, sarebbero di fatto “privatizzate”.
Nel corso dell’incontro è emersa la comune volontà di favorire un dialogo costruttivo tra tutti i soggetti interessati alla salvaguardia dell’ecosistema del golfo e dei territori che vi prospettano.
Il Comandante ci ha tenuto a sottolineare come la Capitaneria debba essere interpretata come luogo in cui si risolvono i problemi e non luogo solo di uffici burocratici o di vigilanza del mare.
Le Associazioni hanno preso atto delle dichiarazioni del Comandante e, per quanto possibile, non mancheranno di dare il loro contributo di idee e di conoscenza a eventuali sue iniziative.
Associazione Antonino Caponnetto - Comunità Lazio Meridionale e Isole Pontine - Associazione Incontri & Confronti - Associazione La Piazza