16/06/2026
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Gaeta, Marsiglia e Pisa: i trattati che inserirono la città nelle grandi reti del Mediterraneo medievale
All'inizio del XIII secolo Gaeta era uno dei principali porti del Tirreno e partecipava attivamente alle grandi reti commerciali del Mediterraneo. A dimostrarlo è un documento conservato negli archivi di Marsiglia: il Trattato di pace e alleanza tra i consoli della città di Gaeta e la città di Marsiglia, stipulato a Gaeta il 6 gennaio 1208.
Non si trattava di un semplice atto formale. Un trattato di pace e alleanza tra due città marinare serviva a regolare rapporti concreti: la sicurezza delle navi, la protezione dei mercanti, la risoluzione delle controversie, l'accesso ai porti, la tutela dei beni e delle persone impegnate nei traffici commerciali. In un Mediterraneo attraversato da rivalità, guerre locali, corsa marittima e concorrenza tra scali, questi accordi erano strumenti essenziali per rendere possibile il commercio.
Il documento del 1208 è particolarmente importante perché fu stipulato direttamente tra i consoli di Gaeta e la città di Marsiglia. Questo significa che la città tirrenica veniva riconosciuta come interlocutore politico ed economico autonomo, capace di rappresentare i propri interessi e quelli dei suoi mercanti attraverso le proprie istituzioni cittadine.
L'accordo con Marsiglia non fu un episodio isolato. Pochi anni dopo, negli stessi ambienti diplomatici mediterranei, compare il trattato tra Marsiglia e Pisa del 1210. Nel 1214, poi, Gaeta stipulò un ulteriore accordo con Pisa. Si delinea così una rete di rapporti che collegava tre grandi protagoniste della navigazione medievale:
Gaeta – Marsiglia (1208)
Marsiglia – Pisa (1210)
Gaeta – Pisa (1214)
Il trattato Gaeta-Pisa aiuta anche a comprendere meglio la natura di questi accordi. In quell'intesa i consoli gaetani si impegnarono per venticinque anni a mantenere la pace con Pisa, a garantire giustizia ai cittadini pisani eventualmente danneggiati da abitanti di Gaeta e a non accogliere nel porto navi ostili alla città toscana. Sono clausole molto concrete, che mostrano come la diplomazia delle città marinare fosse legata alla sicurezza dei traffici, alla tutela degli operatori economici e al controllo degli spazi portuali.
È probabile che anche il trattato con Marsiglia rispondesse a esigenze analoghe. Gaeta e Marsiglia avevano interesse a garantire ai propri mercanti condizioni favorevoli di navigazione e di scambio, evitando rappresaglie, ostilità e contenziosi che avrebbero potuto danneggiare i commerci. La pace, in questo contesto, non era soltanto un valore politico: era una condizione pratica per far viaggiare navi, merci e capitali.
Questi accordi si collocano in una fase particolare della storia del Mezzogiorno. Tra la fine della dominazione normanna e l'affermazione di Federico II, diverse città del Regno di Sicilia conobbero margini di autonomia più ampi e stipularono trattati con città straniere. Gaeta fu tra le realtà più attive, forte di una tradizione comunale e consolare che le consentiva di muoversi con notevole capacità nello scenario mediterraneo.
Il ruolo della città emerge con chiarezza: Gaeta non era soltanto un porto locale, ma un nodo di collegamento tra il Tirreno meridionale, la Provenza, la Toscana e le rotte più ampie del Mediterraneo occidentale. I suoi mercanti operavano in un sistema di relazioni che richiedeva protezione giuridica, alleanze, garanzie reciproche e riconoscimento istituzionale.
Anche Marsiglia, nello stesso periodo, stava costruendo una propria rete di rapporti con le città marittime italiane. Il fatto che Gaeta compaia accanto a Pisa conferma il prestigio raggiunto dal porto tirrenico all'inizio del Duecento. Per la città provenzale, Gaeta rappresentava un interlocutore utile lungo le rotte del Tirreno e verso il Mezzogiorno; per Gaeta, Marsiglia apriva invece una porta verso la Provenza e il Mediterraneo occidentale.
A oltre ottocento anni di distanza, il trattato conservato negli archivi francesi restituisce l'immagine di una Gaeta capace di trattare da pari con due delle maggiori città marittime del tempo. Tra il 1208 e il 1214 il porto tirrenico si trovò al centro di una rete che collegava direttamente Marsiglia e Pisa, confermando il ruolo internazionale raggiunto dalla città nel pieno Medioevo.
Fonti e studi consultati
Archives départementales des Bouches-du-Rhône, Marsiglia, Serie AA, fascicolo AA 11, Traité de paix et d'alliance entre les consuls de Gaète et la ville de Marseille, 6 gennaio 1208.
Cristina Carbonetti Vendittelli, «Duas cartas unius tenoris per alphabetum divisas scripsi». Contributo a una geografia delle pratiche documentarie nell'Italia dei secoli XII e XIII.
Maria Teresa Caciorgna, Una città in espansione. Aspetti sociali.
Maria Teresa Caciorgna, Una città di frontiera. Terracina nei secoli XII-XIV.
Enrica Salvatori, Boni amici et vicini. Le relazioni tra Pisa e le città della Francia meridionale dall'XI secolo agli inizi del XIV secolo.
Enrica Salvatori, Marsiglia, il Midi e la costa campana tra XI e XIII secolo.
Studi sulle autonomie comunali del Mezzogiorno medievale e sui rapporti diplomatici tra le città del Mediterraneo occidentale nel XIII secolo.