30/08/2026
Ferite nel cuore del territorio: colpite le nostre chiese, ferita la nostra comunità
Dopo la paura e l’incredulità, arriva il momento più difficile: guardare negli occhi i danni lasciati dal violentissimo nubifragio che venerdì 28 agosto ha colpito Cremona e il territorio circostante.
Non sono solo tetti scoperchiati, vetrate infrante, croci cadute o campanili spezzati.
Sono ferite che toccano luoghi che per noi rappresentano memoria, identità, bellezza, spiritualità e appartenenza.
Da San Luca, con il suo rosone completamente distrutto, a Sant’Ambrogio, duramente colpita nel tetto e nella facciata.
Dai danni ai Ss. Marcellino e Pietro, al Centro pastorale diocesano, al Seminario di Cremona, fino alle chiese e alle comunità del territorio, come Ca****la de’ Picenardi e Vighizzolo, dove i segni della tempesta sono profondi e dolorosi.
Per chi ama questo territorio, tutto questo non è una semplice cronaca.
È un colpo al nostro patrimonio più caro.
Perché le chiese non sono solo edifici: sono custodi di storie, di volti, di tradizioni, di momenti vissuti insieme. Sono parte viva della nostra terra.
Oggi è il tempo della vicinanza, dell’attenzione e della responsabilità.
Il tempo di stringerci attorno alle nostre comunità e ai luoghi che da sempre custodiscono l’anima del nostro territorio.
Le chiese colpite sono ferite di tutti.
E proprio per questo, tutti siamo chiamati a non voltare lo sguardo.
Con affetto, gratitudine e speranza, restiamo accanto a queste pietre vive della nostra storia.
Perché prendersi cura delle nostre chiese significa prendersi cura della nostra identità.
❤️ Cremona e il suo territorio meritano memoria, tutela e amore. Oggi più che mai.
(foto Diocesi di Cremona)