04/08/2026
🔴L'incendio alla Multiservice segnala a tutti i soggetti che concorrono allo sviluppo del polo industriale di Porto Marghera, dalle aziende a Confindustria alle forze sociali fino agli organi di controllo, l'urgenza di dare risposte certe ai limiti strutturali nella gestione e programmazione del rischio industriale.
Adeguare il Simage all'attualità della struttura economica del polo industriale caratterizzata da un lato dal progressivo abbandono della chimica di base con i suoi cicli su scala macro dall'altro dall'intensificarsi dello sviluppo di piccole e medie imprese. Un Simage a tutto campo capace di intervenire non solamente sugli eventi più rilevanti come è stato programmato fino adesso ma capace di intervenire in tutte le sue funzioni in modo capillare in tutti gli eventi garantendo la completa sicurezza di lavoratori e popolazione.
Ampliare lo spettro d'azione del sistema è una scelta necessaria a fronte anche di un aumento dei vettori di rischio che concorrono alla messa in crisi degli impianti come ad esempio nel caso dell'incendio alla Multiservice causato dall'aumento straordinario delle temperature legate alla crisi climatica.
Un Simage efficiente in tutte le sue articolazioni dal controllo monitoraggio all'informazione e allertamento della popolazione non può avere zone grigie scoperte prive di intervento, a maggior ragione dove, per vicinanza alle fonti di rischio l'inquinamento è maggiore, vedi Malcontenta dove da anni la popolazione richiede una centralina fissa collegata ad un sistema di allertamento visivo e sonoro in caso dei picchi di benzene che da anni inquinano quotidianamente l'aria.
Un Simage efficiente in tutte le sue articolazioni dal controllo monitoraggio all'informazione e allertamento della popolazione non può avere zone grigie scoperte prive di intervento, a maggior ragione dove, per vicinanza alle fonti di rischio l'inquinamento è maggiore, vedi Malcontenta dove da anni la popolazione richiede una centralina fissa collegata ad un sistema di allertamento visivo e sonoro in caso dei picchi di benzene che da anni inquinano quotidianamente l'aria.
Un Simage efficiente in tutte le sue articolazioni dal controllo monitoraggio all'informazione e allertamento della popolazione non può avere zone grigie scoperte prive di intervento, a maggior ragione dove, per vicinanza alle fonti di rischio l'inquinamento è maggiore, vedi Malcontenta dove da anni la popolazione richiede una centralina fissa collegata ad un sistema di allertamento visivo e sonoro in caso dei picchi di benzene che da anni inquinano quotidianamente l'aria.
Malcontenta e il benzene sono il paradigma dei limiti del Simage e del vuoto dell’azione politica istituzionale nel trovare una soluzione al problema ma ci parlano anche della necessità che, a monte della riduzione del rischio industriale, ci siano investimenti adeguati in manutenzione e ricerca per garantire la sicurezza complessiva degli impianti da parte delle aziende, ENI in primis, e la volontà da parte degli amministratori nel mettere al bando quei progetti di alta pericolosità ambientale e sanitaria, come gli inceneritori di Veritas.
L'incendio alla Multiservice diventi d'occasione per trasformare questo territorio da sempre di sacrificio, dove i profitti vengono prima della salute, in una grande occasione di rinascita basata sulle bonifiche, sulla sua riconversione e sulla partecipazione diretta della popolazione, dei comitati sulle scelte programmatiche, a cominciare da questa vicenda che deve vedere la prossima riunione del coordinamento Simage aperta al confronto con i cittadini.
Coordinamento no inceneritore