Biblioteca Pietro De Seta

Biblioteca Pietro De Seta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Biblioteca Pietro De Seta, Organizzazione no-profit, Via Lattari 5, Fuscaldo.

L'associazione culturale Biblioteca Pietro De Seta nasce per promuovere la produzione letteraria di Pietro e Gianni De Seta e valorizzare il patrimonio librario di famiglia attraverso la catalogazione degli 8.000 volumi presenti.

E se Dante parlasse fuscaldese?È un’intuizione affascinantema soprattutto il risultato di un lavoro impegnativo e appass...
24/08/2026

E se Dante parlasse fuscaldese?

È un’intuizione affascinante
ma soprattutto il risultato di un
lavoro impegnativo e appassionato: Santino Cappadone ha tradotto l’Inferno della Divina Commedia
nel dialetto di Fuscaldo
restituendoci con “U mbèrnu”
un Dante sorprendentemente vicino.

Così la Commedia entra nelle
case dei fuscaldesi.
Farinata degli Uberti, Paolo e Francesca, e gli altri indimenticabili personaggi dell’Inferno sembrano accorciare le distanze dei secoli
e parlare con le parole che appartengono alla nostra terra
quelle ascoltate dai nonni
nelle case, nelle strade e
nelle piazze del paese.

Non è soltanto una traduzione.

È un modo originale per avvicinarsi
alla bellezza delle terzine dantesche attraverso una lingua familiare e
nello stesso tempo per riconoscere
al dialetto la dignità di una lingua capace di misurarsi persino con uno dei testi fondativi della letteratura italiana.

Dietro questa operazione ci sono studio, sensibilità e una sfida tutt’altro che semplice: conservare nel passaggio da Dante al fuscaldese il senso e la forza dei versi facendo incontrare due patrimoni
che appartengono alla nostra
identità culturale, quello della grande letteratura e quello della
lingua della memoria.

Ne parleremo domani sera
martedì 25 agosto alle 21.30
nella Piazzetta del Pescatore a Fuscaldo Marina, insieme all’autore
che accompagnerà l’incontro anche con letture e brani musicali
con la presenza di Marco Trifilio.

Interverranno Gianni De Seta
curatore dell’introduzione, Marco Marchese delle Officine Editoriali da Cleto e Lara Ramundo che dialogherà con l’autore. I saluti saranno affidati
al sindaco Giacomo Middea.

20/08/2026

Nel nostro Viaggio nell’invisibile
non volevamo lasciarvi soltanto una poesia, una musica o una storia.

Volevamo provare a lasciarvi
uno sguardo diverso.

Perché l’invisibile non è qualcosa
da cercare lontano.
È ciò che impariamo a riconoscere quando scopriamo quanto di noi vive nei legami che abbiamo costruito.

E allora il viaggio non poteva
finire davvero lì.
Continua con voi.

Noi, invece, abbiamo scelto di chiuderlo esattamente da dove
lo avevamo iniziato.

Con Debussy.

Da Clair de lune a En bateau.

Antonello Maio e Luigia De Seta, pianoforte a quattro mani.
La voce di Francesco Trifilio

19/08/2026

Forse amare davvero qualcosa significa anche smettere
di idealizzarlo.

Una terra può essere bellezza
e contraddizione.
La vita può essere diversa da
come l’avevamo immaginata.
Una persona può avere bisogno di
noi proprio nella sua fragilità.

Eppure restiamo legati.
Non perché tutto sia perfetto
ma perché lo riconosciamo
come parte di noi.

Abbiamo parlato anche di questo
nel nostro Viaggio nell’invisibile: appartenenza, accettazione, cura.

Tre canzoni, tre modi diversi di raccontare il nostro legame con ciò che siamo e con ciò che viviamo:

Pino Daniele, Napul’è.
Brunori Sas, La vita com’è.
Franco Battiato, La Cura.

Ad affidare loro una veste nuova
sono stati Marco e Claire
in un dialogo intimo tra voce e musica
con arrangiamenti capaci di rispettare brani così conosciuti e
allo stesso tempo di farceli
ascoltare con una sensibilità diversa.

Tre modi di amare senza chiedere alla realtà di essere diversa da ciò che è

18/08/2026

Ci sono legami che ci tengono uniti
a una terra, a un luogo, alle nostre origini, anche quando la vita
ci porta lontano.

Sono i luoghi della memoria.
Quelli che custodiscono una parte
di ciò che siamo e ai quali, in qualche modo, continuiamo ad appartenere.

Nel nostro Viaggio nell’invisibile
questo legame ha avuto le note di Nuovo Cinema Paradiso.

Giorgio Distilo e Francesco Gagliardi, accompagnati al pianoforte da Antonello Maio, hanno dato voce
a una delle pagine più
emozionanti di Ennio Morricone.

E forse, ascoltandola proprio a Fuscaldo, quel legame con le radici, con la memoria e con la propria terra ha avuto per tutti noi un significato ancora più profondo.

17/08/2026

Scrive Pietro De Seta:

«Ogni cammino sarà nuovo.
Sento la via ogni giorno rinnovarsi
tra la penombra estrema
del crepuscolo
e la luce dell’alba,
sempre attesa.»

E quel cammino nel nostro
Viaggio nella invisibile
è diventato musica.

Con Antonello Maio e la Suite
da La leggenda del pianista sull’oceano di Ennio Morricone.

Poi ancora Morricone
con L’eredità Ferramonti.

Un titolo che nel nostro racconto sembrava quasi suggerire un altro passaggio: ciò che ereditiamo
ciò che resta, ciò che continua a
vivere dentro di noi e contribuisce
a renderci ciò che siamo.

Due pagine di Morricone
affidate alla sensibilità e allo straordinario talento del
Maestro Antonello Maio.

16/08/2026

Quando un legame entra nella nostra vita non chiede il permesso.

Travolge.
Confonde.
Ci costringe a rincorrere domande che fino al giorno prima non esistevano.

Poi, per un istante, tutto tace.

È quell’istante brevissimo in cui comprendiamo che qualcosa è cambiato e che non torneremo più indietro.

Nel nostro Viaggio nell’invisibile, quell’irruenza ha avuto
la voce e il genio di Chopin.

Luigia De Seta - Francesco Trifilio
Fantasia-Improvviso.

15/08/2026

Poi lasciate che sia la musica a fare il resto.

Ed è stato così.

Le parole si sono fermate, il Belvedere è rimasto in silenzio e le prime note di Clair de lune hanno aperto il nostro Viaggio nell’invisibile.

Un inizio sospeso, delicato, quasi fuori dal tempo.

Debussy.. Luigia De Seta
E il viaggio ha avuto inizio.

VIAGGIO NELL’INVISIBILE. QUANDO MUSICA E PAROLA DIVENTANO UN UNICO RACCONTONon volevamo costruire semplicemente un conce...
15/08/2026

VIAGGIO NELL’INVISIBILE.
QUANDO MUSICA E PAROLA DIVENTANO UN UNICO RACCONTO

Non volevamo costruire semplicemente un concerto. E non volevamo neppure mettere in successione musiche, poesie e parole.

La sfida di Viaggio nell’invisibile era un’altra: provare a costruire un unico racconto attraverso linguaggi
autori ed epoche lontanissimi
tra loro, cercando quel filo invisibile capace di tenerli insieme.

Quel filo sono i legami.

Quelli che irrompono nella nostra vita e la cambiano. Quelli che diventano appartenenza. Quelli che ci legano alle persone, ai luoghi, alle nostre radici. Quelli che ci chiedono di proteggerci meno e di prenderci cura di più.

Da Debussy a Chopin, da Kreisler a Morricone, da Pino Daniele a Brunori Sas e Franco Battiato, la musica ha attraversato forme diverse del legame, mentre le parole e i versi di
Pietro De Seta hanno provato
ad aprire spazi nei quali quelle
musiche potessero assumere
un significato nuovo.

Questo e’ stato il cuore del nostro esperimento: non spiegare la musica
ma creare le condizioni perché
potesse raccontare qualcosa che appartenesse anche a chi ascoltava.

E ieri sera questo racconto ha avuto il privilegio di essere affidato a musicisti e interpreti di altissimo livello
capaci non soltanto di una straordinaria qualità tecnica
ma di entrare nel senso del progetto
e restituirlo con sensibilità
misura e intensità.

Antonello Maio, Claire Briand
Marco Trifilio, Giorgio Distilo, Francesco Gagliardi, insieme alla voce narrante di Francesco Trifilio
hanno trasformato un’idea scritta
sulla carta in qualcosa che poteva finalmente essere ascoltato e vissuto.

E poi c’era il pubblico.

Attento, partecipe, numeroso.

Un pubblico che ha accettato di seguirci senza sapere esattamente dove lo avremmo portato.

Forse è proprio questo il risultato
più bello della serata.

Abbiamo provato a rendere visibile
per il tempo di uno spettacolo, qualcosa che normalmente non lo è.

Perché i legami non si vedono.
Ma sono ciò che tiene insieme una vita.

Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con noi questo viaggio.

Grazie a Le Meraviglie del Borgo
Al Comune Di Fuscaldo
Grazie alla Confraternita della Santissima Immacolata.
Grazie alla professionalità di
Giovanni Gatto.

L’esperimento è riuscito.
Il prossimo anno si fa sul serio!

Come si racconta ciò che non si vede?Abbiamo provato a farlo mettendo insieme linguaggi, epoche e sensibilità molto lont...
08/08/2026

Come si racconta ciò che non si vede?

Abbiamo provato a farlo mettendo insieme linguaggi, epoche e sensibilità molto lontane tra loro.

Un pianoforte.
Un violoncello.
Una tromba e un trombone.
Una voce, una poesia, una canzone.

Ma non sarà una successione di brani.

Abbiamo provato a costruire un unico racconto, nel quale la musica comincia dove le parole si fermano e le parole ritornano quando la musica
ha aperto uno spazio nuovo.

Il filo che attraversa tutto sono i legami.

Quelli che arrivano all'improvviso.
Quelli che scegliamo.
Quelli da cui veniamo.
Quelli che ci chiedono di restare, di partire, di cambiare.
Quelli che, senza fare rumore, contribuiscono a costruire ciò che siamo. Non vi raccontiamo altro.

Perché Viaggio nell'invisibile è un piccolo esperimento e vorremmo
che chi sarà con noi il 14 agosto lo scoprisse mentre accade.

C'è però un luogo in cui questo
viaggio non poteva che cominciare:
il Belvedere Pietro De Seta.

E ci sarà anche la voce poetica di Pietro De Seta ad attraversarlo, entrando in dialogo con musiche
nate altrove e in altri tempi.

Con Luigia De Seta, Antonello Maio, Giorgio Distilo, Francesco Gagliardi, Claire Briand, Marco Trifilio e Francesco Trifilio.

In collaborazione con l’associazione
Le Meraviglie del Borgo e il patrocinio del Comune Di Fuscaldo.

Forse alla fine non avremo dato
una definizione all'invisibile.
Ma potremmo aver imparato
a riconoscerlo.

Non mancate!

IL PALIO DEI QUARTIERI. QUANDO A SFIDARSI È LA MEMORIAMiseria e nobiltà.Due parole che sembrano raccontare mondi opposti...
07/08/2026

IL PALIO DEI QUARTIERI.
QUANDO A SFIDARSI È LA MEMORIA

Miseria e nobiltà.

Due parole che sembrano raccontare mondi opposti e che, invece, nel Quartiere Castello hanno abitato per secoli le stesse strade.
La povertà di tante famiglie e il prestigio delle dimore patrizie.

La fatica del lavoro e l'eleganza dei salotti. Le botteghe artigiane e i palazzi. Le partenze e i ritorni.
Le giornate trascorse nei vicoli
e quella vita che, dentro le case, seguiva ritmi, gesti e
consuetudini differenti.

Il Palio dei Quartieri ha permesso di tornare dentro quella storia con uno sguardo particolare:
non per riprodurre nostalgicamente
un passato che non esiste più
ma per ricercarlo,
comprenderlo e restituirlo.

Ed è forse questo uno degli aspetti più belli di un'iniziativa così particolare: una competizione sana nella quale
ci si sfida a colpi di cultura, memoria, ricerca e recupero delle tradizioni.

Dietro ogni scena c'è stata
grande attenzione ai dettagli.
Un oggetto recuperato da una casa.
Un mestiere ricostruito.
Un'abitudine ricordata.
Un racconto tramandato.
Un gesto che qualcuno aveva visto fare da bambino e che, per qualche istante, è tornato a vivere.

E poi le parole.

Quelle di Pietro De Seta, che nei suoi scritti ha raccontato Fuscaldo,
le sue pietre, la montagna, i luoghi e quell'umanità che li ha abitati.

Pagine che, rilette oggi negli stessi vicoli che le hanno ispirate, acquistano un significato ancora più profondo:
la letteratura diventa memoria viva
e torna nel luogo dal quale è nata.

E le parole di Gianni De Seta
nel suo struggente acrostico
dedicato a Carmelina Quirino
figura rimasta nel cuore di
tutta la comunità.

Un ricordo personale che diventa memoria collettiva, perché attraverso una persona può tornare alla luce un intero modo di essere comunità.

È questo, forse, il valore più
grande del Palio.

Far riemergere ciò che rischierebbe di rimanere soltanto nei ricordi di chi c'era e consegnarlo a chi viene dopo.

E allora anche la contrapposizione
tra Miseria e Nobiltà diventa
soltanto apparente.
Perché questo percorso ci ricorda che la miseria appartiene alle condizioni della vita, mentre la nobiltà può appartenere alle persone:
alla dignità del lavoro, alla sapienza delle mani, alla solidarietà, alla cultura, alla capacità di custodire le proprie radici senza trasformarle in nostalgia.

Per qualche ora torna così
a raccontarsi attraverso i suoi quartieri.
E a sfidarsi non sono soltanto
colori e contrade.
A sfidarsi sono memoria, cultura, creatività e amore per la propria storia.

Ed è una competizione nella quale, comunque vada, a vincere è il patrimonio di un'intera comunità.

Grazie a chi ha sempre creduto
in questa manifestazione e
a tutta l’organizzazione
per questo prezioso dono.

Indirizzo

Via Lattari 5
Fuscaldo
87024

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