14/06/2026
Frosinone e la Valle del Sacco soffocano nello smog ogni inverno. La causa principale non è il traffico: è il riscaldamento domestico a biomassa, lo dicono i dati CNR, ARPA Lazio e Università La Sapienza.
Per questo comitati e associazioni del territorio hanno chiesto formalmente a Regione Lazio, ministeri e amministrazioni comunali la revisione del piano di risanamento della qualità dell'aria, con misure strutturali: incentivi per la sostituzione delle stufe e dei caminetti con tecnologie moderne, controlli più capillari, monitoraggio in tempo reale.
Oggi Il Messaggero di Frosinone riporta l'iniziativa.
Come Comitato No Biodigestori, vogliamo ringraziare Luciano Bracaglia di Frosinone Bella e Br**ta (Blog) di cittadini attivi per la tenacia con cui ha portato avanti questa battaglia, e Giorgio M Minotti per il monitoraggio costante dei livelli di PM su Frosinone e la Valle del Sacco, un lavoro di ricerca e documentazione che dovrebbe competere agli organi istituzionali, non essere lasciato a volontari.
Un ringraziamento particolare al direttore Stefano Di Scanno di per aver reso possibile la collaborazione tra le associazioni.
Siamo grati ai media che stanno dando voce a questa iniziativa. Il nostro impegno è contribuire a un'informazione libera, indipendente e fondata sui dati affinché cambi finalmente la narrazione pubblica sulle cause delle polveri sottili: finché si parlerà solo di traffico i cittadini continueranno ad avere idee confuse su cosa inquini davvero l'aria che respirano e a subire l'inefficacia delle soluzioni adottate finora nel tutelare la salute della comunità.