11/08/2026
DIARIO DI BORDO DI UN’ASSOCIAZIONE
Giorno 4. Telefonata numero 10.
Ore 9:12.
Squilla il telefono.
«Buongiorno, ho salvato un gattino sotto casa. Volevo chiedervi se posso portarvelo.»
Certo. Partiamo.
— Signora, dove si trova il gattino?
«A Roma.»
— Bene. I gatti, salvo adozione, non si spostano dal territorio in cui sono stati trovati.
«Eh, appunto. Magari io lo porto da voi e voi lo tenete per farlo adottare.»
Silenzio.
— Certo signora. Come tutti gli altri. Lo teniamo in casa, lo curiamo, lo nutriamo, lo vacciniamo, lo testiamo, lo sterilizziamo, gli cerchiamo una famiglia e paghiamo tutto.
«Eh, ma allora qual è il senso delle associazioni? Io sono stata volontaria, ne ho curati tanti.»
Ah. Finalmente una collega.
— E dove li curava?
«In un canile pubblico vicino Mantova.»
Magnifico.
Noi invece abbiamo trasformato le nostre case in un reparto maternità, un ambulatorio, una pensione felina, una sala quarantena e un centro adozioni.
Tutto rigorosamente a nostre spese.
«Eh, ma io ho un gatto. Non posso proprio.»
Eccoci.
Lei ha un gatto.
Noi evidentemente abbiamo la Casa dei Miracoli.
Dove entrano tutti.
Quello trovato sotto la macchina.
Quello abbandonato nel giardino.
Quello “che non posso tenere”.
Quello “solo per qualche giorno”.
Quello “tanto voi siete un’associazione”.
E noi?
Noi abbiamo sempre una stanza libera.
Un bagno libero.
Un trasportino libero.
Un conto corrente inesauribile.
Tempo infinito.
E, soprattutto, una vita privata evidentemente opzionale.
Il concetto di associazione, ormai, sembra essere diventato questo:
👉 Tu trovi il gatto.
👉 Tu lo “salvi”.
👉 Noi lo prendiamo.
👉 Noi lo manteniamo.
👉 Noi lo curiamo.
👉 Noi lo sterilizziamo.
👉 Noi lo vacciniamo.
👉 Noi gli cerchiamo casa.
👉 Noi paghiamo.
Tu hai fatto la parte più bella.
Hai fatto la foto. ❤️
E allora forse bisogna dirlo.
Salvare un animale non significa semplicemente toglierlo dalla strada.
Significa assumersi la responsabilità di quello che succede dopo.
Perché se per salvare un gatto devi immediatamente trovare qualcuno a cui scaricarlo…
non hai salvato un gatto.
Hai semplicemente spostato il problema.
E noi, dopo quattro giorni e dieci chiamate …
siamo ufficialmente stanchi di essere
il “qualcuno” di tutti.
Perciò, cari salvatori seriali dell’ultima ora:
Salvate pure.
Salvate tantissimo.
Salvate con tutto il cuore.
Ma ricordatevi che il cuore ce l’abbiamo anche noi.
E pure il conto corrente.
Quello, però, purtroppo, non è infinito.
FINE DELLA TRASMISSIONE.
📞🐈⬛
Domani probabilmente richiamerà qualcuno con “un gattino trovato per caso”.
E noi, naturalmente, saremo ancora qui.
Perché i gatti non hanno colpa.
Ma noi cominciamo ad averne abbastanza.