07/01/2026
ACCADDE OGGI: il 7 gennaio del 1797, a Reggio Emilia, nasceva ufficialmente il vessillo della nostra nazione. Ma perché proprio il verde, il bianco e il rosso?
Spesso pensiamo alla nostra bandiera come a un simbolo statico, quasi scontato. In realtà, il Tricolore è un oggetto tecnico con parametri normativi severissimi, definiti per legge, che raccontano un’evoluzione storica e scientifica profonda.
Sapevate che i colori non sono "generici"? Dal 2006, un decreto del governo ha stabilito le coordinate cromatiche esatte secondo la classificazione Pantone:
- Verde felce
- Bianco brillante
- Rosso scarlatto
Anche le proporzioni non sono casuali: il rapporto tra il lato corto e quello lungo deve essere rigorosamente di 2:3.
Ma da dove arrivano queste scelte?
Dobbiamo tornare alla fine del Settecento. Sulla scia della Rivoluzione Francese, in Italia iniziarono a comparire coccarde e stendardi che ne ricalcavano lo schema (blu, bianco e rosso). Nel 1796, la Legione Lombarda scelse di sostituire il blu con il verde. Il motivo? Un mix di tradizioni locali: il bianco e il rosso venivano dallo stemma di Milano, mentre il verde era il colore della divisa della Guardia civica milanese sin dal 1782.
Quello che era nato come un segno di riconoscimento militare, durante il Risorgimento è diventato un simbolo di libertà e identità nazionale per un’Italia ancora divisa. Dai moti del 1848, passando per il Regno d'Italia con lo scudo dei Savoia, fino al referendum del 1946 che ha rimosso lo stemma monarchico, il Tricolore ha "pulito" la sua forma per diventare l'emblema della Repubblica che conosciamo.
Oggi, ogni volta che lo vediamo sventolare su un edificio pubblico (spesso accanto alla bandiera dell'Unione Europea, come previsto dalle norme del 1996), non guardiamo solo dei colori, ma secoli di storia e di tecnica normativa.