Dojo Zen Sanrin

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Dojo Zen Sanrin Un dojo Zen è il "luogo in cui si pratica la Via" dando spazio innanzi tutto a zazen. In tal caso, si può farlo tramite bonifico bancario: Banca di Credito Cop.

SPAZIO AL SILENZIO da noi fondato nel 1990
-centro di tradizione Mahayana Zen Sōtō
-dal 1997 consociato all’Unione Buddhista Italiana

ZAZEN i lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)

Informazioni: [email protected]
via tel.: da lun a ven ore 8:00-18:00 DOJO ZEN SANRIN
Associazione Sanrin - Fossano (CN) - Piemonte - www.sanrin.it
Contatto: via e-mail [email protected]
oppure via posta-Facebook o Instagram

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"Il vento che attraversa
le porte del dojo,
nessuno lo trattiene." Il Dojo Zen Sanrin è un centro di Dharma, non residenziale, che appartiene alla tradizione buddhista Mahayana Zen Soto, l'antica scuola originariamente fondata in Cina da Tozam Ryokai e Sozan Honjaku, poi, portata in Giappone dal grande Maestro Dogen Zenji Sama (1200–1253), ed infine in Europa alla fine degli anni '60 del secolo scorso dal Maestro Taisen Deshimaru Roshi (1914–1982). Anche se zazen può essere praticato ovunque, il dojo, soprattutto agli inizi, è il luogo più appropriato nel quale praticare sotto la guida sicura di un maestro di riferimento e di insegnanti praticanti ordinati più anziani. Un dojo Zen offre ed esprime le condizioni ideali per la pratica: andare insieme agli altri al di là del proprio "io", al di là delle discussioni, attraverso la concentrazione sulla postura, sui gesti e ogni azione, armonizzandosi con gli altri, con se stessi e con la realtà che ci circonda, seguendo millenarie regole tradizionali. Zazen nella sede del dojo inizia sempre all'ora esatta ed è pertanto necessario ritrovarsi nel dojo per favore almeno un quarto d'ora prima, o all'orario di apertura quando un principiante desidera essere introdotto alla pratica per la prima volta. Questi sono i nostri orari settimanali (attualmente di nuovo ripristinati in questa fase di miglioramento durante la corrente pandemia) :

- lunedì, apertura della sede alle19:15; zazen 20:00-21:30
(martedì, apertura alle19:45; zazen 20:30-22:00 ORA TEMPORANEAMENTE SOSPESO)
- sabato, apertura alle 7:30; zazen 8:15-9:45

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Oltre agli orari di zazen, il Dojo Zen Sanrin da molti anni offre anche altre attività parallele alla pratica le quali, però, a causa della pandemia sono rimaste sospese quest'anno sin dal mese di marzo: la pratica del rilassamento "la ciotola vuota" eseguita con le campane nepalesi-tibetane le quali sono state introdotte anni fa da noi in città, la pratica mensile della calligrafia "shodo", quella dello yoga per bambini, ecc., tutte quante su previa prenotazione visto la limitata capacità della sede di questo dojo Zen e del numero dei monaci che si rendono disponibili a guidare le attività. Quando si sarà certi della conclusione della pandemia e dell’esito della campagna vaccinale in sviluppo, alcune fra quelle attività forse potrebbero ritornare nella programmazione di questo dojo. Attualmente, restiamo comunque presenti e disponibili via online sia tramite e-mail ([email protected]) e sia in tre reti sociali:
► Pagina Facebook: https://www.facebook.com/DojoZenSanrin
► Canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCiXY5L-Em5rsI86-YARZczA/about
► Pagina Instagram: https://www.instagram.com/dojozensanrin/

Essendo una associazione senza scopo di lucro, in accordo con l'INTESA firmata dallo Stato Italiano con l'Unione Buddhista Italiana, si informa che secondo la disposizione di legge è possibile fare donazioni a sostegno del Dojo Zen Sanrin. di Benevagienna BCC - agenzia di Fossano - IBAN: IT61T0838246320000030191951, inserendo nella causale "donazione per il sostegno al culto" e il nome dell'associazione che supporta il dojo ovvero Associazione Sanrin. A mani giunte, in gassho, grazie

“La prima neve…nata sulle montagneche ci abbracciano.L’amore è quinella Natura sempree anche in noi.”🙏*Nella quotidianit...
11/10/2026

“La prima neve…
nata sulle montagne
che ci abbracciano.

L’amore è qui
nella Natura sempre
e anche in noi.”

🙏

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Nella quotidianità di tutti quanti, particolarmente dí chi si apre alla pratica del Dharma nella propria vita, vedere i fenomeni per ciò che sono - la visione vasta e profonda verso ogni dove - non può che svelare il terreno su cui si manifesta il mistero cosmico trasparente: l’amore ne è la sostanza.
Come piccoli bambini egocentrici, milioni di esseri umani ancora si perdono fra i nodi oscuranti della matassa delle proprie emozioni afflittive.
Nulla è importante se non l’imparare a districarli, a districarsi, a andare oltre in pacifica gioia amorevole.

Buona giornata.

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(Immagine: gli Alpi qui attorno; foto e haiku di DDF)

Ci uniamo alla gioia di tanti oggi per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla giurista sudafricana Navy Pillay...
09/10/2026

Ci uniamo alla gioia di tanti oggi per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla giurista sudafricana Navy Pillay.

🙏

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“Che bel premio Nobel per la Pace. Finalmente… Dopo gli scivoloni, I tanti scivoloni degli scorsi anni, questo è un premio che ricorda il Nobel alla Campagna contro le mine antiuomo (antiumani) di decenni fa.

È il riconoscimento a quella lealtà verso la verità dei fatti e verso le regole che la comunità internazionale si è data. Pur nelle mille difficoltà di un ‘condominio’ imbrigliato nelle dimensioni del singolo potere statuale, nel sovranismo di fatto.

Il premio Nobel per la pace alla giurista sudafricana Navy Pillay non è solo il riconoscimento dovuto a una biografia incredibile, seria, coraggiosa, tutta al servizio della giustizia. Giustizia tout court, compresa la giustizia internazionale. È il riconoscimento a quelle persone, funzionari/e, che lavorano nelle organizzazioni internazionali o per le organizzazioni sovranazionali, avendo come unica barra dritta il mondo. Non il singolo paese, non l’identità nazionale, non il ripiegamento verso I differenti poteri.

Non tutti I funzionari afferiscono a questo piccolo, bel mondo. Ma il fatto che una di loro abbia ricevuto il Nobel per la Pace dice e afferma che quel piccolo mondo non è piccolo, e soprattutto è quello in cui si riconosce il grande mondo delle persone, dei senzapotere, dei popoli.

Grazie Navy Pillay, anche per quel rapporto del 16 settembre 2025, della commissione indipendente di esperti chiamata dal Consiglio per I diritti umani dell’Onu a dire parole definitive, fondanti sul genocidio palestinese a Gaza. È lo Stato di Israele che lo compie, e non solo gli individui. Navy Pillay presiedeva quella commissione, e si è assunta l’onere di presentare il rapporto in pubblico. Mettendoci la sua persona e la sua storia.”

- Paola Caridi

LA PORTA SENZA PORTA DA ATTRAVERSARE...Condividiamo oggi qui queste parole di Corrado Augias perché, così come ciò che d...
08/10/2026

LA PORTA SENZA PORTA DA ATTRAVERSARE...

Condividiamo oggi qui queste parole di Corrado Augias perché, così come ciò che disse il suo professore di Filosofia a giovani studenti liceali, esattamente lo stesso vale in pari misura per tutti noi studenti della Via: l'ignoranza, a più livelli, a partire da quella interiore più profonda, spirituale, è la radice della prigione peggiore, similmente, lo è anche per quel che riguarda gli insegnamenti di Dharma trasmessi da Buddha Shakyamuni; capire il loro senso profondo - sapere "leggerli" e comprenderli -, è di fondamentale importanza.

Non importa da quanto tempo si frequenti un centro di Dharma o si segua una guida spirituale, si compiano ritiri, si ricevano precetti, si ricoprano ruoli e titoli indossando abiti peculiari, si rimanga seduti in silenzio davanti ad un muro per eoni: se non comprendiamo ed applichiamo costantemente il significato del Dharma ovvero cosa esso implichi nel nostro proprio quotidiano, si rimarrà intrappolati comunque nell'ignoranza interiore (spirituale), nei tre veleni (mentali), nel meccanismo del samsara (karma), cioè si imprigionati dentro le proprie illusioni, privi spazio interiore libero dove sviluppare amore e saggezza compassionevole, al comando forte resta l'ego.
Il Dharma è la porta della liberazione: per vederla ed attraversarla ci vuole abbandono di ogni appiglio dell'ego, ci vuole ascolto, umiltà, fiducia lungo il cammino, insieme a coloro che da più tempo procedono nella stessa direzione.

🙏

"Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: «A che serve studiare? Chi sa rispondere?»
Qualcuno osò rispostine educate: «a crescer bene», «a diventare brave persone» Niente, scuoteva la testa. Finché disse: «Ad evadere dal carcere» Ci guardammo stupiti.
«L’ignoranza è un carcere. Perché là dentro non capisci e non sai che fare. In questi cinque anni di scuola dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta?»
Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza. Uno Stato democratico deve salvarli perché è giusto. E perché il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte."

- Corrado Augias



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(Immagine: "La victoire", di René Magritte)

Il caro Maestro Roland Yuno Rech intervistato dalla rete televisiva francese "Saggesses Bouddhistes" a proposito della n...
06/10/2026

Il caro Maestro Roland Yuno Rech intervistato dalla rete televisiva francese "Saggesses Bouddhistes" a proposito della nuova edizione del suo libro "Le 108 porte del Risveglio" (*). Condivisi qui di seguito i due links:

– 1ère partie
www.youtube.com/watch?v=HGEEozkb9Jc&list=PL7P7zvpql9nONJ54_9-T-shOwlQYE0s_q&index=12

– 2éme partie
www.youtube.com/watch?v=FyNZA0Z-1eU&list=PL7P7zvpql9nONJ54_9-T-shOwlQYE0s_q&index=11

Les 108 portes de l’Eveil | Invité : Roland Yuno Rech
Dans cette émission, Maître Roland Yuno Rech poursuit ses commentaires des « Lumineuses Portes de l’Eveil », citées dans la précédente émission, et inclues dans l’œuvre majeure de Maître Dôgen, le Shobogenzo. Il évoque ainsi la suite des 108 aphorismes rassemblés dans son propre ouvrage, qui invitent à voir le monde autrement, à habiter l’instant présent, pas à pas, souffle après souffle, afin de conduire le pratiquant vers l’Eveil. Un ouvrage à découvrir et garder à son chevet.
Réalisation : Christophe Coutens
Présentation : Aurélie Godefroy

🙏

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(*) Nella Biblioteca Sanrin è disponibile - in prestito per i praticanti - la prima edizione del libro di Roland Roshi "Le 108 portes de l'Eveil".


Une émission disponible sur france.tv : https://www.france.tv/franc...

04/10/2026
Dojo Zen Sanrin di Fossanosabato 3 ottobre 2026, zazen delle 8:15kusen del monaco Yushin  (canto della capanna dal tetto...
03/10/2026

Dojo Zen Sanrin di Fossano
sabato 3 ottobre 2026, zazen delle 8:15
kusen del monaco Yushin (canto della capanna dal tetto di paglia)

Questa mattina termino il commento del Canto della capanna dal tetto di paglia di Sekito Kisen.

Migliaia di parole e un’infinità di idee
esistono soltanto per liberarvi dai vostri attaccamenti.

Un ossimoro... Il paradosso, l’assurdo, la trasgressione sono il nostro retaggio taoista. Migliaia di parole e un’infinità di idee sembrerebbero più che altro causare confusione, altro che liberare dagli attaccamenti. È il mito della torre di Babele, attualissimo con l’aumento del rumore mediatico e l’agitazione collettiva della mente.
Sekito Kisen è anche l’autore del Sandokai, L’armonia di diversità e uguaglianza, incentrato proprio su questo tema, dove dice:

Un linguaggio raffinato e un linguaggio volgare si confondono nell’oscurità,
ma alla luce le parole chiare ben si distinguono da quelle ambigue.

Il Buddha ha pronunciato migliaia di parole ed enunciato un’infinità di idee. Lo diciamo ogni volta recitando i Quattro Grandi Voti del Bodhisattva: “homon muryo”, gli insegnamenti sono infiniti. E al di là del linguaggio umano sconfinano nei rumori, nei suoni della natura. Questa molteplicità di messaggi è completamente contenuta nel silenzio, che è l’essenza della trasmissione del Dharma. È solo la mente dell’ego che percepisce le parole separate dal silenzio, l’apparente confusione dalla profonda comprensione, le illusioni dal Risveglio. Lo spirito del Risveglio, la mente del Buddha riconosce proprio nella trasbordante diversità l’unità e la completezza originaria.

Se volete incontrare l’immortale che vive nella capanna,
qui e ora, non sfuggite a questo sacco di pelle.

Così termina il canto. Dopo aver parlato di pensieri e di parole, di idee e di comunicazione, conclude parlando di azione/non-azione, di fisicità. Nel corpo sta l’unico segreto non segreto della nostra pratica, così come trasmessa dal nostro Maestro, Roland, e a lui dal Maestro Deshimaru.
L’immortale che vive nella capanna... Chi è l’immortale? Chi è che non muore? “Chi non nasce” non muore. Il Buddha è il non-nato.
Ognuno di noi può riconoscere in se stesso qualità spirituali “innate”, non-nate appunto, impersonali, una per tutte la Saggezza che va al di là, la Saggezza trascendente, la Prajnaparamita. Immortale è il Risveglio stesso, il Buddha in noi. La capanna è il nostro corpo seduto in zazen. Il nostro corpo, così fragile, impermanente, possiede una natura cosmica, contiene in sé il mistero dell'infinito e dell’eternità. Qui e ora questo corpo è il corpo del Buddha. I fenomeni, questo sacco di pelle, sono il corpo del Buddha. È per questo, per realizzarlo abbandonando l’ego, che vi esorto a concentrarvi sulla postura, drizzare la colonna vertebrale, ergere il capo, tendere la nuca, rientrare il mento, toccare il cielo con la sommità del capo, ruotare il bacino in avanti e spingere le ginocchia contro la terra, rilassare il ventre, le spalle e il volto, adesso!

🙏

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(Immagine: zazen)

03/10/2026

MAKA HANNYA HARAMITA SHINGYO
"Sutra del Cuore della Perfezione della Suprema Saggezza"

KANJI ZAI BOSATSU
GYO JIN HANNYA HARAMITA JI
SHO KEN GO ON KAI KU
DO ISSAI KU YAKU
SHARISHI
SHIKI FU I KU
KU FU I SHIKI
SHIKI SOKU ZE KU
KU SOKU ZE SHIKI
JU SO GYO SHIKI
YAKU BU NYO ZE
SHARISHI
ZE SHO HO KU SO
FU ZO FU GEN
ZE KO KU CHU
MU SHIKI
MU JO SO GYO SHIKI
MU GEN NI BI ZE SHIN NI
MU SHIKI SHO KO MI SOKU HO
MU GEN KAI NAI SHI
MU I SHIKI KAI
MU MU MYO
YAKU MU MU MYO JIN
NAI SHI MU RO SHI
YAKU MU RO SHI JIN
MU KU SHU METSU DO
MU CHI
YAKU MU TOKU
I MU SHO TOKU KO
BO DAI SATTA
E HANNYA HARAMITA KO
SHIN MU KEI GE
MU KEI GE KO
MU U KU FU
ON RI ISSAI TEN DO MU SO
KU GYO NE HAN
SAN ZE SHO BUTSU
E HANNYA HARAMITA KO
TOKU A NOKU TA RA
SAN MYAKU SAN BO DAI
KO CHI HANNYA HARAMITA
ZE DAI JIN SHU
ZE DAI MYO SHU
ZE MU JO SHU
ZE MU TO DO SHU
NO JO ISSAI KU
SHIN JITSU FU KO
KO SETSU HANNYA HARAMITA SHU
SOKU SETSU SHU WATSU
GYATE GYATE
HARA GYATEI
HARA SO GYATE
BO JI SOWA KA
HANNYA SHINGYO

🙏

Il Bodhisattva della Vera Compassione
attraverso la pratica della Perfezione della Saggezza
comprende che il corpo e i Cinque Aggregati non sono altro che Vacuità,
e grazie a questa realizzazione aiuta tutti gli esseri che soffrono.
O Shariputra,
i fenomeni non sono diversi dalla Vacuità,
la Vacuità non è diversa dai fenomeni,
I fenomeni diventano Vacuità,
la Vacuità diventa i fenomeni;
e per la percezione, il pensiero, la volontà e la coscienza
vale la stessa cosa.
O Shariputra,
ogni esistenza ha il carattere della Vacuità:
non c'è né nascita né morte,
non c'è impurità né purezza, non c'è crescita né declino.
Perciò nella Vacuità
non vi sono né fenomeni,
né percezione, né pensiero, né volontà, né coscienza,
né occhi, né orecchi, né naso, né lingua, né corpo, né mente,
né colori, né suoni, né odori, né gusti, né sensazioni tattili, né concetti,
né conoscibile,
né conoscenza,
né ignoranza,
né fine dell'ignoranza,
né degenerazione e morte,
né fine della degenerazione e della morte,
né Sofferenza, né Causa, né Cessazione, né Via,
né saggezza,
né profitto,
né non-profitto.
Per il Bodhisattva,
grazie alla Perfezione della Saggezza
che conduce al di là,
non esistono né ostacoli
né paura;
illusione ed attaccamento vengono allontanati,
e può così raggiungere il Nirvana.
Tutti i Buddha dei tre Mondi,
grazie alla Perfezione della Saggezza,
ottengono
il completo Risveglio.
Si può comprendere la Perfezione della Saggezza attraverso
il Mantra sublime,
il Mantra autentico,
il Mantra ineguagliabile,
il Mantra incomparabile,
che libera da ogni sofferenza,
vero, senza errori,
il Mantra della Perfezione della Saggezza.
Ecco il Mantra:
Andare, andare,
andare insieme
andare al di là dell'al di là,
fino al Satori.
Sutra del Cuore della Saggezza.

Luna Aṭṭhamī Uposatha o del Risveglio di Mahāpajāpatī Gotamī Therī 2-3 ottobre 2026il quarto di luna ricordato come de...
02/10/2026

Luna Aṭṭhamī Uposatha o del Risveglio di Mahāpajāpatī Gotamī Therī
2-3 ottobre 2026
il quarto di luna ricordato come della Liberazione della Madre Fondatrice della Bhikkhunī Saṅgha buddhista e prima donna Arahantī.

Ringraziando molto la Venerabile Tathālokā Therī condividiamo qui le sue parole, uniti a tutte le bhikkuni e praticanti buddhisti che in giro nel mondo celebrano questa data incredibilmente ancora sconosciuta ai più anche in Italia:

“Rendiamo omaggio e celebriamo Rattāññūnam Bhikkhunī (la più anziana e saggia tra le bhikkhunī) nell'anniversario del pieno Risveglio della prima donna nel Buddhismo a raggiungere la completa illuminazione, la nostra prima Arahatī secondo gli insegnamenti originari del Buddha.

Rattaññūnaṁ' bhikkhunīnaṁ Gotamī jinamātuchā
Ṭhapitā aggaṭṭhānamhi sadā sotthiṁ karotu no. / Tra le bhikkhunī più anziane vi è Gotamī, zia materna del Buddha. Avendo raggiunto la posizione suprema, possa il potere delle sue qualità portarci sempre benedizione."

(- Il verso Rattaññūnaṁ è il primo di tredici *gāthā* (versi) del canto in lingua pāli Aggasāvikā Bhikkhunī)

🙏





Unione Buddhista Italiana
European Buddhist Union
Chiara Lia Myoen Koren Yeshe Dorje Doju

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(Immagine: la Molto Venerabile Mahāpajāpatī Gotamī Therī, prima ordinata monaca da Buddha Shakyamuni e, una settimana dopo, la prima anche a realizzare il Risveglio entrando nello stato di Arahantī; illustrazione grafica di Vikas Singh)

LUNEDI 5 ottobre ore 20:45 su ZoomVOLTI DELL’ETICA E DELLA SPIRITUALITÀ DEL NOSTRO TEMPOUn incontro dedicato alla memori...
30/09/2026

LUNEDI 5 ottobre ore 20:45 su Zoom
VOLTI DELL’ETICA E DELLA SPIRITUALITÀ DEL NOSTRO TEMPO

Un incontro dedicato alla memoria e all’eredità della Dr. Jane Goodall, una delle più importanti scienziate ed etologhe degli ultimi decenni, e al suo insegnamento sul rapporto tra esseri umani e altre forme viventi.
Online su Zoom – incontro gratuito (vedi link qui di seguito nel post dell'Unione Buddhista Italiana)

🙏

VOLTI DELL’ETICA E DELLA SPIRITUALITÀ DEL NOSTRO TEMPO
Un incontro dedicato alla memoria e all’eredità della Dr. Jane Goodall, una delle più importanti scienziate ed etologhe degli ultimi decenni, e al suo insegnamento sul rapporto tra esseri umani e altre forme viventi.

Lunedì 5 ottobre 2026
Ore 20.45
Online su Zoom – incontro gratuito
Accesso libero e gratuito, senza iscrizione, fino a esaurimento posti.

🔗 PARTECIPA SU ZOOM
https://us02web.zoom.us/j/81936516814
ID Zoom: 819 3651 6814

A partire dagli studi pionieristici condotti negli anni Sessanta nella foresta di Gombe, in Tanzania, la Dr. Jane Goodall ha rivoluzionato la nostra conoscenza degli scimpanzé, del loro comportamento e delle loro modalità di comunicazione. Il suo lavoro ha contribuito a trasformare non solo la ricerca scientifica, ma anche il modo di guardare alla relazione tra esseri umani, animali e ambiente. Nel 1991 ha dato vita a Roots & Shoots, programma educativo dedicato alle nuove generazioni e alla promozione della sostenibilità, della pace e della responsabilità verso il pianeta, oggi presente in numerosi Paesi nel mondo. Fondatrice dei Jane Goodall Institute, presenti anche in Italia, e Messaggera delle Nazioni Unite.

Grazie al JG Institute Italia, durante l’incontro sarà possibile vedere e ascoltare una delle ultime conferenze pubbliche della Dr. Jane Goodall, organizzata nel 2022 dall’Unione Buddhista Italiana https://unionebuddhistaitaliana.it/news/esseri-senzienti-le-ragioni-di-una-speranza-lappuntamento-a-milano-con-jane-goodall/, nella quale racconta la propria esperienza e i valori che hanno guidato il suo percorso.

A seguire, una conversazione tra Daniela De Donno, fondatrice e presidente del JG Institute Italia e una delle più significative collaboratrici della Dr. Jane Goodall, e Marco Manzoni.

“Volti dell’etica e della spiritualità del nostro tempo”
Un progetto di Marco Manzoni – Studio Oikos, in collaborazione con Philo – Pratiche filosofiche, Frigoriferi Milanesi e JG Institute Italia.

Foto di Luca Dammicco.
In foto: Dr. Jane Goodall durante l’evento organizzato da Ecologia UBI “Cambiare si può. Incontro con Jane Goodall”, 2 maggio 2024, Cinema Troisi, Roma.

Nello stile che caratterizza questa pagina, fra altri aspetti, si privilegia la profondità e bellezza di contenuti pubbl...
29/09/2026

Nello stile che caratterizza questa pagina, fra altri aspetti, si privilegia la profondità e bellezza di contenuti pubblicati, pertanto la dimensione di un testo non è una nostra preoccupazione.
Nessuno è obbligato a leggere i testi che qui condividiamo, anche da altre pagine.
Lacuna di pazienza o dí sufficiente tempo di attenzione per letture oltre pochi secondi da parte di chi frequenta le reti sociali non sono nostra responsabilità, invece lo è l’avere noi cura di diffondere qui dei contenuti che possano offrire inspirazione o riflessioni così come pure molte altre pagine scelgono di fare attraverso testi non telegrafici o da slogan promozionali.
Nutrire la non sana tendenza dilagante nelle reti sociali di promuovere solo testi telegrafici non appartiene allo stile di questo profilo online del Dojo Zen Sanrin: se non si ha tempo per leggere un contenuto interessante che richieda più di frazioni di secondi o pochi secondi di lettura e attenzione, questa pagina non fa per voi.
Sulla base di questa visione riguardo ad un preciso stile di comunicazione, condividiamo ora qui questo post dalla pagina di una giovane scrittrice, Elena Giappone, raccontando uno fra i giardini più famosi al mondo.

Buona lettura…

🙏

* * *

“A Kyoto c'è un giardino che hai visto in tutti i libri sullo Zen. Solo sabbia bianca rastrellata e quindici sassi. Niente fiori. Niente alberi. Niente acqua. Sembra il giardino più semplice del mondo.

Ed è la cosa più sofisticata che il Giappone abbia mai costruito.

Si trova al Ryōan-ji, un tempio Zen della scuola Rinzai nella parte nord-occidentale di Kyoto. Lo costruì nel 1450 un signore feudale di nome Hosokawa Katsumoto, uno degli uomini più potenti del Giappone della sua epoca. Quando morì, ventitré anni dopo, la sua villa di campagna venne convertita in tempio. Il giardino di pietre, quello che oggi conoscono in tutto il mondo, fu aggiunto alla fine del Quattrocento. Non si sa nemmeno con certezza chi l'abbia disegnato. Le fonti più antiche fanno il nome di un artista chiamato Sōami, ma è un'attribuzione contestata. È uno dei monumenti più famosi del pianeta, e non sappiamo di chi sia la firma.

Ed è già strano così.

Ma la cosa che, di quel giardino, quasi nessuno sa, è il suo segreto più importante.

Il giardino è un rettangolo di circa venticinque metri per dieci. È circondato da un muro basso di terra cruda, scuro, macchiato dal tempo. Dentro, sulla sabbia rastrellata ogni mattina dai monaci, ci sono quindici pietre, disposte in cinque gruppi: cinque, due, tre, due, tre. Le puoi guardare dal verandone di legno del Hōjō, l'antica abitazione dell'abate, che corre lungo un lato del giardino. Puoi sederti, spostarti, alzarti, cambiare punto di vista cinque, dieci, venti volte.

E in nessun caso, da nessun angolo, riuscirai a vedere tutte e quindici le pietre insieme.

Ce n'è sempre una nascosta. Sempre. Cambia quale, a seconda di dove sei seduta. Ma una manca, sempre.

Non è un caso. Non è un difetto di progettazione. Non è la prospettiva che ti gioca un brutto scherzo. È stato fatto apposta. Per cinquecento anni, milioni di persone si sono sedute davanti a quel giardino, e milioni di persone hanno cercato la quindicesima pietra. Si sono chinate. Si sono spostate a destra. Sono andate all'angolo. Hanno provato a salire in piedi. E nessuna l'ha mai vista tutte insieme.

Per capire perché, devi sapere una cosa.

Nel buddhismo, il numero quindici è il numero della perfezione. Viene dal calendario lunare: la luna impiega esattamente quindici giorni per passare dalla luna nuova alla luna piena. Quindici è il numero del compimento. È la cifra dell'illuminazione, del raggiungimento, della completezza. Nella tradizione, vedere tutti e quindici significherebbe aver toccato il punto in cui non manca più niente. Significherebbe aver finito.

Il giardino del Ryōan-ji è progettato perché tu non ci arrivi.

Chi ha disegnato quei cinque gruppi di pietre non voleva farti un quiz visivo. Voleva farti un'esperienza filosofica. Voleva che ti sedessi lì, contassi le pietre, ne trovassi quattordici, e poi capissi, lentamente, che la quindicesima non si vedrà mai. Non perché ti manca qualcosa tu. Perché la condizione umana è esattamente questa: c'è sempre una pietra che non vedi.

Ti dico cosa mi ha attraversata quando l'ho capito.

Noi viviamo come se le quindici pietre fossero là fuori da qualche parte, e fosse colpa nostra se non riusciamo a vederle. Come se il problema fossimo noi, il nostro angolo, la nostra postura, il nostro punto di osservazione. Se solo lavorassi un po' di più, se solo fossi più sveglia, più disciplinata, più organizzata, più presente, più consapevole, le vedrei tutte. Vedrei la mia vita per intero. Capirei chi sono, dove sto andando, cosa significa quello che mi è successo, perché le persone che ho amato si sono comportate così. Le vedrei tutte. Avrei la foto completa.

Il Ryōan-ji ti dice, con cinquecento anni di pietre e sabbia, che non funziona così. Che non è una questione di angolo. Che il giardino, cioè la realtà, cioè la tua vita, è progettato in modo tale che una pietra resti sempre nascosta. Sempre. Per chiunque. Per la donna sgambata di settant'anni che è venuta qui ogni domenica per quarant'anni. Per il monaco che ci dorme accanto. Per i milioni di turisti che ci sono passati. La pietra mancante non è un tuo fallimento. È il design.

E qui, a un certo punto del giardino, c'è una seconda cosa che nessuno racconta.

A pochi metri dal Hōjō, dietro l'edificio, c'è una vasca di pietra rotonda, una di quelle vasche dove un tempo i monaci si lavavano le mani prima delle cerimonie. Si chiama tsukubai. Su questa, intorno al foro centrale a forma di bocca, sono incisi quattro caratteri giapponesi che, letti insieme al simbolo della bocca, formano una frase: ware tada taru wo shiru. La traduzione letterale è: "io, soltanto, conosco l'avere abbastanza." Più libera: "io so solamente bastarmi."

Quattro caratteri. Sette parole italiane. Cinque secoli.

È il messaggio gemello del giardino delle quindici pietre. Le pietre ti dicono che non vedrai mai tutto. La vasca ti dice che è già abbastanza così.

Pensaci.

In Italia, oggi, viviamo dentro un sistema che ci dice il contrario, ogni giorno, ogni ora, ogni notifica. Devi sapere di più. Devi vedere di più. Devi tenere sotto controllo tutto. Devi capire chi sei. Devi avere la situazione in mano. Devi essere informata, presente, sveglia, ottimizzata. E noi giriamo, giriamo, giriamo intorno al verandone della nostra vita, cambiando angolo, cercando il punto da cui finalmente vedremo tutte le quindici pietre insieme. E ogni volta che ne contiamo solo quattordici pensiamo: forse il problema sono io.

Il monaco che cinquecento anni fa ha messo quei sassi su quella sabbia ti sta dicendo: no. Non sei tu. È il giardino. È fatto così. Sediti. Conta le quattordici pietre che vedi. Lascia che la quindicesima, quella che non vedi, esista comunque, da qualche parte, sotto il tuo sguardo, senza darti tregua. È la prova che sei umana. Non la prova che sei rotta.

E forse, dopo qualche minuto seduta lì, capisci anche un'altra cosa. Che le persone che, nella tua vita, ti hanno fatto sentire incompleta, sbagliata, sempre indietro di una pietra, ti stavano vendendo un giardino che non esiste. Ti stavano facendo pagare il senso di colpa per non vedere una cosa che nessuno, da nessun angolo del mondo, può vedere.

Smettila di cercare la quindicesima pietra.

Conta le quattordici che hai. Sono già un giardino.

Ho scritto un libro con 19 storie su parole, luoghi e gesti come questo. Su cose che il Giappone sa raccontare meglio di chiunque altro perché ha cinque secoli di vantaggio nel pensarci.”

- Elena Giappone
(“Le crepe sono fatte per l’oro”)

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(Immagine: veduta del giardino di Ryōan-ji)

Indirizzo

Via Don Minzoni N° 12 FOSSANO (CN)
Fossano
12045

Orario di apertura

Lunedì 19:00 - 22:00
Sabato 07:15 - 10:00

Telefono

+393386965851

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