29/10/2024
⭕️⭕️ 𝗖𝗛𝗜𝗨𝗗𝗘 𝗟𝗔 𝗦𝗜 𝗣𝗨𝗢❜ 𝗙𝗔𝗥𝗘 𝗦𝗢𝗖.𝗖𝗢𝗢𝗣.𝗦𝗢𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘 ⭕️⭕️
Tredici anni fa nasceva la Si Può Fare Soc. Coop. Sociale da un gruppo di educatori appassionati che fondano la Comunità Educativa “La Collina”: non solo un servizio, ma un sistema di accoglienza per minori privi di un’adeguata rete famigliare e parentale. Solo un servizio non basta…
“𝑃𝑒𝑟 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑜 𝑐𝑖 𝑣𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑢𝑛 𝑣𝑖𝑙𝑙𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜” è un antico proverbio africano e anche un assioma dell’educazione. In ragione di questo, in questi anni, la cooperativa ha operato per essere 𝗖𝗔𝗦𝗔, per consentire ai ragazzi/e accolti di crescere con senso di appartenenza e di partecipazione responsabile ad ogni frangente quotidiano e della propria vita:
- 157 i minori accolti, 157 storie diverse, 157 progetti individualizzati;
- una collaborazione quotidiana con Servizi Sociali e ASP di vari territori, AUSL e il Tribunale per i Minorenni; realtà che in queste settimane ci hanno tributato riconoscimenti per la qualità del lavoro e rammarico per l’esito di chiusura del servizio;
- un costante lavoro di raccordo con le scuole del territorio, tradotto in 8 progetti che hanno coinvolto più di 60 studenti in percorsi personalizzati;
- 63 operatori, in parte soci, che in questi anni hanno messo professionalità e impegno nella gestione di servizi e progetti sicuramente complessi e che hanno costantemente sfidato la ricerca di qualità.
La Comunità per minori ha sempre orientato verso direzioni di sviluppo; ne evidenziamo due:
- l’apertura, nel 2014, degli Orti di Itaca: un servizio residenziale rivolto a neomaggiorenni che in questi anni ha accompagnato 31 giovani all’autonomia lavorativa e abitativa;
- dal 2023, il Si Può Bistrò: non solo un bar, ma un laboratorio di formazione al lavoro per giovani con necessità di sostegni.
Candidato al bando “PA.TTO. per il territorio” di Fondazione Cariparma, il Bistrò nei prossimi anni sarebbe stato l’epicentro della riqualificazione di p.zza IV Novembre e del borgo di Fornovo Taro: uno spazio che ha necessità di riprendere vita e di favorire relazioni per la comunità e per chi è di passaggio.
𝗘𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗹’𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗱𝗶 𝗩𝗜𝗟𝗟𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢, la volontà di essere costruttori di un paese vitale e accogliente, anche quando l’accoglienza si fa più complessa perché incontra persone, minori o adulti, che hanno percorsi di fatica e quindi maggiore necessità di sguardi positivi.
𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑟𝑜𝑡𝑡𝑜?
Un progetto educativo ha successo se collocato dentro ad una comunità e se è sostenuto da una volontà politica che oggi non percepiamo su questo territorio.
L’attuale Amministrazione Comunale ha chiesto alla cooperativa di cambiare l’utenza della comunità (negli ultimi anni ospitava minori stranieri non accompagnati) o di trasferire la comunità stessa in un altro territorio; le motivazioni sostengono una rappresentazione di parte della cittadinanza: i minori stranieri sono percepiti come pericolosi o comunque problematici, fonte di insicurezza generalizzata e causa di episodi di microcriminalità.
QUALI EPISODI DI MICROCRIMINALITA’? In 13 anni di accoglienza e 188 giovani ospitati nei progetti della cooperativa, sono 6 i ragazzi denunciati per atti compiuti sul territorio di Fornovo di cui 3 agiti all’interno della struttura e segnalati dagli educatori stessi in una proficua collaborazione con le Forze dell’Ordine locali. Tanti episodi di cronaca recente sono stati imputati in maniera pregiudizievole ai nostri ragazzi; episodi di cui eravamo completamente estranei, come le indagini hanno poi confermato.
La base sociale della cooperativa sociale Si può fare ha scelto di non aderire a questa linea diseducativa, fondata su pregiudizi, deresponsabilizzazione e rappresentazioni infondate. Anche quella della cooperativa è una scelta che è atto politico di chi crede che non investire in una comunità inclusiva, in una comunità capace di interrogarsi e di cercare soluzioni anche di fronte alle difficoltà, significhi assecondare l’isolamento, l’individualismo, l’incapacità di confrontarsi. Una comunità che esclude non può educare perché non cresce.
È stata una scelta impegnativa, ma che ha rinforzato queste convinzioni e che ci ha dato l’occasione per aprire confronti politici, educativi con le reti cooperative a cui la cooperativa appartiene, con le Istituzioni e i Servizi, con parte della cittadinanza.
Confronti che continueremo, convinti che quanto sta succedendo a Fornovo di Taro riguardi un’idea di territorio e di comunità che travalica i confini comunali e che non siamo disposti ad assecondare.
𝐼𝑙 𝐶𝑑𝐴 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑖 𝑃𝑢𝑜̀ 𝐹𝑎𝑟𝑒 𝑆𝑜𝑐.𝐶𝑜𝑜𝑝.𝑆𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒