04/06/2026
In un contesto ideale, chi frequenta la montagna la rispetta e la lascia esattamente come l’ha trovata, senza lasciare tracce del proprio passaggio.
Allo stesso modo, chi utilizza un bivacco dovrebbe averne cura e lasciarlo in condizioni almeno pari, se non migliori, rispetto a quelle trovate al proprio arrivo.
Purtroppo la realtà è diversa.
Negli ultimi anni il bivacco Baita Angelini è stato oggetto di ripetuti atti di vandalismo e incuria. Sono stati danneggiati o bruciati materiali e attrezzature, compresi i manici degli utensili e parte dell’arredamento in dotazione.
In più occasioni i nostri volontari hanno dovuto raccogliere e trasportare a valle numerosi sacchi di rifiuti abbandonati da chi ha utilizzato la struttura senza alcun rispetto per il luogo e per gli altri frequentatori.
Non sono mancati episodi di utilizzo improprio del bivacco, trasformato da alcuni in un semplice punto di ritrovo per grigliate e momenti conviviali, con il risultato di lasciare la struttura in condizioni inaccettabili.
Questa volta un sentito ringraziamento va ai nostri soci e amici giunti da Verona e Roncade, che hanno restituito al bivacco un aspetto dignitoso, ripristinando quanto era stato danneggiato e portando a valle tutta l’immondizia accumulata. 👏👏👏
È importante ricordare che tutto ciò che il CAI realizza, mantiene e mette a disposizione della collettività in ambiente montano è il risultato dell’opera di volontari che dedicano tempo, energie e risorse personali al bene comune, senza alcun tornaconto.
La crescente mancanza di rispetto verso la montagna e verso il lavoro volontario rappresenta un problema serio.
Il rischio concreto è che comportamenti irresponsabili e ripetuti compromettano la motivazione di chi, da anni, si impegna con passione nella manutenzione e nella tutela di queste strutture e del territorio.
Ricordiamo infine che i bivacchi sono ricoveri di emergenza e devono essere utilizzati come tali.
Chi ne usufruisce ha il dovere di lasciare gli ambienti puliti, ordinati e di riportare sempre a valle i propri rifiuti.
Si tratta di una regola fondamentale di rispetto nei confronti della montagna, del lavoro dei volontari e delle persone che utilizzeranno il bivacco dopo di noi.
Il rispetto della montagna non si misura dalle parole, ma dai comportamenti.
Ognuno è responsabile delle tracce che lascia dietro di sé.