14/08/2026
𝐈 𝐭𝐫𝐢𝐦𝐞𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐨𝐠𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
La percezione corporea nel post parto rispecchia l’andamento adattamento-espansione-separazione legato ai differenti trimestri dell’esogestazione, proprio come abbiamo riscontrato nel vissuto relativo alla gravidanza (endogestazione).
È, però, allo stesso tempo, un’esperienza più confusa e più ricca, perché il bambino ora è presente: una persona da accudire, capire e con cui il legame evolve giorno dopo giorno.
❶ 𝗣𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼, 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮, 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝘁𝗿𝗶𝗺𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗼.
Quello della madre è un corpo che ha portato, che è passato per una prova impegnativa e a volte ne è uscito rinvigorito, ma anche lacerato, talvolta sofferente, spesso diverso da come era prima. I segni di tutto questo sono ben visibili e narrati dalle donne, soprattutto quando ci sono state lacerazioni, episiotomie o tagli cesarei, i quali comportano punti e una più lunga ripresa.
A volte, ma non sempre, come invece viene proposto dalla maggior parte della letteratura sulla maternità, le donne sentono “la nostalgia della pancia”, collegata alla nostalgia dell’avvertire il bambino muoversi dentro sé, ma anche a tutta la serie di attenzioni e coccole ricevute in gravidanza, che sembrano ve**re meno nel momento in cui si diventa madri.
Quanto detto viene riassunto ed espresso in un generale senso di benessere o malessere che si intreccia costantemente con la gestione delle necessità del bambino, alla ricerca di un equilibrio che possa soddisfare tutti il più possibile: il primo trimestre è infatti quello dell’adattamento.
La felicità del ritrovarsi finalmente il proprio bimbo fra le braccia si mescola alla preoccupazione per il futuro, alla stanchezza e alle difficoltà che può portare il prendersi cura di un essere così piccolo e indifeso, che richiede cure continue e prossimità fisica, al bisogno di organizzarsi.
L’interazione con il neonato passa, nei primi tempi, principalmente per questa gestione dei suoi bisogni fondamentali (tra cui vogliamo ricomprendere non solo il nutrimento in senso stretto, ma anche quello affettivo). A seconda delle esperienze, i bisogni del piccolo risultano più o meno comprensibili ed evidenti nelle modalità di manifestazione e soddisfazione.
La gestione del neonato e della relazione con lui si nutre anche dell’ambivalenza tra vicinanza e lontananza, tra voglia di stare sempre uniti e necessità di staccare anche solo per qualche momento.
L’allattamento è all’inizio, tutto da avviare, sperimentare, consolidare: questo è il periodo in cui purtroppo è più facile avere ragadi e in cui il bambino viene continuamente monitorato e pesato, di settimana in settimana, per verificarne la crescita.
La soddisfazione della donna che nutre il proprio piccolo e riesce in questo compito biologico si alterna alla fatica di avere un neonato costantemente addosso.
❷ 𝗜𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘁𝗿𝗶𝗺𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗲̀ 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘀𝗽𝗮𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲.
Tra madre e figlio e all’interno del loro contesto di vita, si è solitamente instaurato un certo equilibrio ed è più facile vivere insieme, capirsi, godere della presenza dell’altro.
Si instaura nuovamente la simbiosi, il legame si approfondisce, la relazione diventa più intima e gratificante. La donna è totalmente al centro dell’esperienza, vive un senso di pienezza, il bimbo cresce grazie al suo nutrimento.
Il corpo della donna inizia a tornare com’era prima, l’utero ha ormai ripreso le sue dimensioni normali, la muscolatura ha ripreso tono e, a volte, le donne iniziano a perdere i primi chili in eccesso.
Questo è il periodo in cui, generalmente, l’allattamento si stabilizza, perché le madri o i figli hanno preso un proprio ritmo e le donne hanno imparato a capire i segnali dei piccoli.
Ciò non accade sempre, soprattutto quando nel primo trimestre non si è instaurata una buona routine e se l’allattamento non è stato esclusivo e a richiesta.
Purtroppo, già in questo trimestre, alcune donne sono costrette a rientrare al lavoro, anticipando così la fisiologica tendenza alla separazione caratteristica del terzo trimestre e deprivando così mamma e figlio del momento più sereno e fruibile per l’espansione della relazione in direzione della pienezza.
❸ 𝗡𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗼 𝘁𝗿𝗶𝗺𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲, 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗺𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗲 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗮𝗰𝗰𝗮𝗿𝘀𝗶.
Il corpo della donna è tornato a essere proprio com’era prima del parto, la forma fisica spesso è riacquisita, ritornano le mestruazioni e la donna ha più tempo da dedicare alla propria vita.
Ai piccoli spuntano i primi dentini e così iniziano a mangiare da soli; l’allattamento non è più esclusivo (dai sei mesi circa si ha l’introduzione dei primi cibi e pappe) e spesso viene sospeso entro i nove mesi o l’anno al massimo (ancora poche sono le madri che mettono in atto un allattamento prolungato, anche dopo l’anno).
Il bambino esplora il mondo intorno a sé con maggiore autonomia e spesso la madre ha voglia di staccarsi e tornare a una vita che non sia esclusivamente dedicata al figlio, cosa che passa solitamente per la ripresa del proprio ruolo lavorativo.
I bambini vengono mandati al nido o affidati ai familiari e iniziano a raggiungere un piccolo grado di dipendenza dalla madre, che passa anche tramite il loro allontanamento fisico (almeno per parte della giornata).
Le competenze motorie del bimbo gli permettono prima di gattonare e poi successivamente di camminare sempre un po’ più lontano, tornando alla sua base sicura per ricaricarsi e poi allontanandosi nuovamente dalla mamma.
Non è detto che il distacco sia netto e indolore. A volte per le donne c’è sia la stanchezza del continuare a essere totalmente disponibili per i figli, sia la malinconia del separarsene.
Anche quest’ultimo trimestre è un percorso intenso e porterà alla nascita di un nuovo essere sociale, o meglio di due: un bimbo indipendente, capace di relazionarsi e aprirsi agli altri con fiducia nelle sfide quotidiane (perché ha avuto una base di accudimento sicura nella figura genitoriale), e la sua stessa mamma, che ritornerà alla vita “normale” sicuramente diversa da prima, grazie all’esperienza vissuta in questi mesi.
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𝐈 𝐭𝐫𝐢𝐦𝐞𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐧𝐝𝐨𝐠𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
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Nɪᴄᴏʟᴇᴛᴛᴀ Bʀᴇssᴀɴ, Eᴅᴜᴄᴀᴛʀɪᴄᴇ ᴘᴇʀɪɴᴀᴛᴀʟᴇ ᴇ ɪɴsᴇɢɴᴀɴᴛᴇ ᴅɪ ᴍᴀssᴀɢɢɪᴏ ɪɴғᴀɴᴛɪʟᴇ AIMI
𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑎 https://www.bambinonaturale.it/2018/12/i-trimestri-dellesogestazione/
📷 evarosebirth