16/08/2026
Il 16 agosto del 1924, con una strategia ben orchestrata, nella Macchia della Quartarella, nei pressi di Riano al 25 chilometro della Via Flaminia, il corpo disfatto di Giacomo Matteotti, sul quale si erra accanita la Ceka fascista, veniva restituito alla famiglia, ai compagni, agli inquirenti. Era stato rapito sotto casa e assassinato più di due mesi prima, il 10 giugno del 1924, mentre si recava alla Camera dei deputati.
Le spoglie del Martire venivano così affidate alla storia, che avrebbe tentato invano di occultarne il ricordo sotto il fascismo, e poi alla nostra ritrovata memoria, perché divenisse monito civile e bandiera di libertà, di democrazia, di dignità dell’uomo e del lavoro.
Così oggi lo ricordiamo, grati. Consapevoli che la memoria non è soltanto un doveroso esercizio di virtù civile ma un impegno che si dispiega ancora oggi a difesa dei principi per i quali Giacomo Matteotti ha dato la vita.