27/05/2026
La rubrica di consigli letterari di “Segni e Sogni” in collaborazione con La Botteghina del Libro per il mese di maggio consiglia “𝗟𝗲 𝗺𝗮𝗱𝗿𝗶 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗲” 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗣𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶, edito da people nel 2024.
𝘓𝘦 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘪 𝘭𝘰𝘯𝘵𝘢𝘯𝘦 nasce dal reportage realizzato dalla giornalista e fotografa Stefania Prandi con oltre 70 interviste che hanno coinvolto non solo le braccianti e le loro famiglie, ma anche insegnanti, sindacalisti/e e personale sanitario, tra l'Italia, la Romania, la Moldavia e la Bulgaria, per raccontare le storie di tante donne che lavorano come operaie stagionali del settore agricolo in Italia, Spagna, Germania e Austria. Il reportage racconta le 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗽𝗼𝗿𝗮𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲, costrette a lasciare figli, anche molto piccoli, alle cure di altri familiari (di solito nonni) in patria per affrontare all’estero condizioni di lavoro prive di ogni tutela di base.
Per raccogliere la frutta e la verdura che arriva nei nostri supermercati, queste donne lavorano spesso in nero, in condizioni terribili, senza potersi prendere cura della propria salute, senza alcuna libertà di movimento, dormendo in alloggi non dignitosi, sottoposte al volere dei "padroni" e a punizioni per chi protesta e non accetta di stare al proprio posto. Il reportage evidenzia l’alta incidenza delle malattie professionali, sia a livello fisico che psicologico (la cosiddetta “sindrome Italia”), l’impossibilità di accedere a tutele per la gravidanza, l’alto numero di aborti provocati dalle condizioni di lavoro, oltre all’altissima frequenza di molestie e violenze subite da parte dei capi uomini, con l’impossibilità di denunciare, dato che chi denuncia viene segnalata e corre il rischio di non lavorare più, mentre i molestatori la fanno sempre franca.
Il dolore e il senso di colpa che opprime le vite di queste donne, costrette a lasciare per lunghi periodi i carichi di cura familiari, pesa sui loro figli, i cosiddetti “orfani bianchi”, e sul loro futuro: si stima che siano migliaia i bambini e le bambine che crescono lontani dalla propria madre. Le donne che riescono a portare con sé i figli all’estero non godono naturalmente di nessuno dei servizi a supporto della genitorialità: per lo più, anche a causa degli orari di lavoro, spesso notturni, sono costrette ad affidarli ad amiche o conoscenti oppure a lasciarli alle cure di asili improvvisati, servizi in nero svolti da personale non qualificato.
Del lavoro di ricerca di Stefania Prandi il libro non è che una sintesi, ma riesce a fare luce su meccanismi perversi che alimentano un sistema ingiusto e a dare voce a queste donne, private di ogni tutela e relegate nell’invisibilità.
Contributo di Francesca French Abbiati