08/10/2026
Ieri sera stavo guardando una serie su Netflix.
Si chiama ๐๐๐ฌ๐ญ ๐จ๐ ๐๐๐๐ง, ๐๐ ๐ฏ๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅโ๐๐๐๐ง.
ร una storia di fratelli, di padri, di figli che cercano di essere amati, di gelosia e rabbia. Ma soprattutto riprende, in modo potentissimo, quella di Caino e Abele.
E pensavo a quanto, in fondo, quella storia ci riguardi ancora.
Il dolore che diventa rabbia, la rabbia che cerca qualcuno su cui cadere, il male che rischia di generare altro male.
Poi, a un certo punto, รจ arrivata una parola.
๐๐๐๐๐๐๐.
โTu puoi.โ
Non so come spiegartelo, ma mi ha spiazzata.
Mi รจ sembrato di riconoscere qualcosa che conoscevo giร : non la parola, ma quello che cโera dentro.
Puoi avere rabbia e non lasciare che sia la rabbia a decidere per te. Puoi essere stato ferito senza dover diventare colui che ferisce. Puoi conoscere il male senza doverlo restituire.
E mi ha fatto anche un poโ male, pensando a tutte le volte in cui io per prima non ci sono riuscita.
Per questo mi รจ sembrata una specie di croce e delizia: da una parte โsรฌ, รจ proprio questo, รจ possibileโ; dallโaltra, quanto รจ difficile farlo davvero.
Quella parola lโho sentita cosรฌ tanto mia che, appena finita la puntata, me la sono scritta su un taccuino e non vedevo lโora che arrivasse il giorno dopo per raccontarla.
Non volevo tenermela, avevo bisogno di condividerla, di sapere cosa avrebbe mosso dentro unโaltra persona.
Dentro di te.
Perchรฉ penso che quando incontri qualcosa che puรฒ aiutarti a soffrire un poโ meno, a stare piรน in pace con te stesso, non dovresti tenertela stretta ma dovresti passarla.
Forse โtu puoiโ non significa smettere di soffrire, ma significa avere meno paura di quello che senti e quando hai meno paura di quello che hai dentro, forse hai anche meno paura di quello che cโรจ dentro gli altri.
Puoi guardare il dolore di qualcuno senza scappare, ascoltarlo senza giudicarlo, riconoscerlo.
Forse รจ lรฌ che qualcosa cambia: il dolore non scompare, ma smette piano piano di comandare.
๐๐๐๐๐๐๐.
๐๐ข ๐๐ข๐๐.
Forse รจ anche questo ๐๐ฅ ๐
๐ข๐ฅ๐จ ๐๐จ๐ฌ๐ฌ๐จ.
Io e te, alla fine, siamo molto meno lontani di quanto pensiamo.
Per questo te la racconto.
Perchรฉ questa parola, adesso, non voglio che sia piรน soltanto mia.
๐๐ข๐ฆ๐ฆ๐ข ๐๐จ๐ฌ๐ ๐๐ ๐ ๐ญ๐.๐น
Martina Righetti Officina delle Emozioni - Silvia Tedaldi Psicologa