Biglie Sciolte

Biglie Sciolte Biglie Sciolte

Come associazione di genitori di bambini e ragazzi autistici abbiamo sentito il bisogno di intervenire su questa tragedi...
04/09/2026

Come associazione di genitori di bambini e ragazzi autistici abbiamo sentito il bisogno di intervenire su questa tragedia con grande dolore e, soprattutto, con grande rispetto.

Non possiamo e non vogliamo giustificare ciò che è accaduto. La vita di una bambina è stata spezzata e questo è un fatto terribile. Ma allo stesso tempo non vorremmo che questa vicenda venisse liquidata semplicemente definendo quei genitori come “assassini” e fermandosi lì.

Vorremmo che ci si interrogasse su ciò che può portare una famiglia, dopo anni di solitudine, fatica, paura e totale assenza di prospettive, a raggiungere un punto di disperazione così estremo.

Chi vive quotidianamente la disabilità sa quanto possa essere pesante il carico sulle famiglie. Mancano neuropsichiatri, terapisti, educatori, servizi adeguati, sostegni concreti. Le liste d’attesa sono interminabili, le risorse insufficienti e troppo spesso i genitori vengono lasciati soli a gestire situazioni che da soli non possono e non devono essere chiamati a sostenere.

Molti genitori vorrebbero continuare a lavorare, avere una vita, occuparsi anche degli altri figli, poter semplicemente dormire una notte intera. Ma spesso tutto questo diventa impossibile. E mentre i servizi diminuiscono, il peso della disabilità ricade sempre più interamente sulle famiglie.

In questi giorni sui social circola una frase: “Da soli non ce la facciamo più”. È una frase che abbiamo sentito profondamente vera che nasce da una tragedia avvenuta a Pietralata, a Roma, il 31 agosto 2026.

Una coppia è stata trovata morta insieme alla figlia Bianca, di 5 anni, che aveva una grave disabilità. Nei messaggi lasciati dai genitori compariva il senso di non riuscire più a sostenere da soli la situazione familiare, tra assistenza continua, difficoltà economiche e stanchezza.

Da lì la frase è diventata una sorta di appello collettivo dei caregiver: non significa semplicemente «sono stanco di occuparmi di mio figlio», ma «una famiglia non dovrebbe essere lasciata sola a reggere un peso così grande».

Non è una richiesta di compassione: è un grido d’allarme.

Quando si vive per anni senza dormire, senza respite, senza un progetto per il futuro, senza sapere chi si prenderà cura di nostro figlio quando noi non ci saremo più, la stanchezza può diventare disperazione. E nella disperazione possono affacciarsi anche pensieri terribili. Questo non significa che debbano essere messi in atto, né li rende accettabili. Significa però che dobbiamo avere il coraggio di riconoscere quanto sia pericoloso lasciare una persona o una famiglia completamente sola davanti a un carico insostenibile.

C’è però anche un punto importante: la frase non deve essere interpretata come una giustificazione della tragedia di Pietralata. C’è il rischio di confondere la legittima denuncia della solitudine dei caregiver con l’idea che la disabilità renda la vita della persona meno degna di essere vissuta.

Quindi non chiediamo di giustificare ma di comprendere.

Comprendere che dietro una tragedia come questa può esserci anche il fallimento di una rete di sostegno che avrebbe dovuto intercettare la disperazione molto prima che diventasse tragedia.

Non vogliamo assolvere nessuno.

Vogliamo evitare che la condanna di un gesto terribile diventi anche l’occasione per ignorare ancora una volta le famiglie che stanno gridando: “Da soli non ce la facciamo più”.

Perché questa tragedia non deve servire soltanto a chiederci “come hanno potuto farlo?”, ma anche a chiederci: “Perché erano arrivati a sentirsi così soli? E noi, come società, dove eravamo?” La nostra associazione vuole stare dalla parte delle famiglie, anche quando sono allo stremo. E proprio per questo chiede più servizi, più sostegno, più ascolto e soprattutto nessuna famiglia lasciata sola.

03/09/2026

Elena Chelotti di Biglie sciolte aderisce alla campagna "Da soli non ce la facciamo più": «Le famiglie sono lasciate sole».

02/09/2026

🌀🌀🌀 𝗟’𝗮𝘂𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼 è una forma di neurodivergenza, un disturbo del neurosviluppo che riguarda il modo in cui una persona percepisce, elabora e vive il mondo: suoni, luci, emozioni, relazioni possono avere intensità e significati differenti. Non “meno”, non “di più”: diversi.
Il termine “𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗿𝗼” indica che l’autismo, più che un insieme rigido di caratteristiche, è una condizione estremamente variabile, che si manifesta in modi diversi da persona a persona.
Non esiste “un tipo di autismo”: esistono mille traiettorie, mille combinazioni di abilità, bisogni, modalità comunicative, profili sensoriali e livelli di autonomia.
Alcune persone con autismo conducono una vita completamente autonoma, studiano, lavorano, costruiscono relazioni significative. Altre necessitano di supporti quotidiani, anche intensivi, per le attività di base, la comunicazione, l’organizzazione, la gestione sensoriale. Questa variabilità è la natura stessa dello spettro. Per questo ogni intervento educativo, sanitario o sociale deve essere personalizzato, flessibile, costruito sulla persona e non su categorie astratte.
👉🏼 In pillole:
- 𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮: il cervello segue percorsi propri, spesso più sensibili ai dettagli o ai cambiamenti.
- 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲: alcuni stimoli possono essere amplificati, altri attenuati; questo influenza comportamenti e bisogni.
- 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲: un linguaggio relazionale che può essere più diretto, più concreto, meno basato su sottintesi.
- 𝗦𝘁𝗶𝗺𝗺𝗶𝗻𝗴: movimenti ripetitivi che aiutano a regolare emozioni e sensazioni.
- 𝗦𝗵𝘂𝘁𝗱𝗼𝘄𝗻: una risposta di protezione quando il sovraccarico diventa troppo.
👉🏼 Quando il contesto si adatta, la persona autistica può esprimere competenze, interessi, sensibilità e creatività.
👉🏼 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲, 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼?
𝗣𝗿𝗲𝘃𝗲𝗱𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮​: ridurre l'ansia attraverso routine chiare, agende visive e preavvisi sui cambiamenti improvvisi della programmazione.
​𝗔𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲: gestire i rumori di fondo, le luci troppo forti o il sovraccarico visivo che possono compromettere la concentrazione (e il benessere) dello studente.
𝗩𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮:​ partire dagli interessi speciali e dalle passioni dei ragazzi per agganciarli agli apprendimenti e stimolare la loro motivazione.
𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗲: ​l'inclusione non riguarda solo il sostegno o il docente specializzato, ma l'intera comunità educante, è quindi fondamentale coinvolgere, in particolare, il gruppo classe per guidare ogni alunno alla scoperta dell'empatia e della neurodiversità.
​“𝙎𝙚 𝙪𝙣 𝙗𝙖𝙢𝙗𝙞𝙣𝙤 𝙣𝙤𝙣 𝙥𝙪𝙤̀ 𝙞𝙢𝙥𝙖𝙧𝙖𝙧𝙚 𝙣𝙚𝙡 𝙢𝙤𝙙𝙤 𝙞𝙣 𝙘𝙪𝙞 𝙞𝙣𝙨𝙚𝙜𝙣𝙞𝙖𝙢𝙤, 𝙛𝙤𝙧𝙨𝙚 𝙙𝙤𝙫𝙧𝙚𝙢𝙢𝙤 𝙞𝙣𝙨𝙚𝙜𝙣𝙖𝙧𝙚 𝙣𝙚𝙡 𝙢𝙤𝙙𝙤 𝙞𝙣 𝙘𝙪𝙞 𝙡𝙪𝙞 𝙥𝙪𝙤̀ 𝙞𝙢𝙥𝙖𝙧𝙖𝙧𝙚".

Anche quest’anno Vittoria Passini e Carolina Passini hanno scelto di ricordare il loro babbo nel modo che, per noi, ha u...
01/09/2026

Anche quest’anno Vittoria Passini e Carolina Passini hanno scelto di ricordare il loro babbo nel modo che, per noi, ha un significato davvero speciale: con una serata al Tartana all’insegna della musica, dello stare insieme e della solidarietà.

E per la seconda volta hanno pensato a noi di Biglie Sciolte APS, scegliendo di condividere con la nostra e un’altra società benefit una parte importante di questa serata.

Per noi non è soltanto un evento.
È un gesto che ci emoziona profondamente.

Perché dietro questa festa c’è una famiglia che continua a custodire con amore il ricordo di Silvio Passini e che ha scelto di trasformare quel ricordo in qualcosa di concreto, capace di regalare attenzione, sostegno e speranza a chi ne ha bisogno.

Grazie per aver pensato ancora una volta a Biglie Sciolte APS, per la fiducia che ci avete rinnovato e per aver deciso di camminare nuovamente al nostro fianco.

Per noi, che ogni giorno cerchiamo di essere accanto alle famiglie e ai bambini autistici, sapere di poter contare su persone che credono nel valore della nostra associazione è qualcosa di davvero prezioso. 💙

Ci sarà musica, voglia di stare insieme e divertirsi ma anche qualcosa di più: il ricordo di Silvio, l’amore della sua famiglia e un gesto di solidarietà che continuerà a parlare di lui.

Perché il modo più bello per ricordare qualcuno è forse proprio questo:
fare in modo che il suo ricordo continui a generare qualcosa di buono.

Grazie per aver scelto di farlo, ancora una volta, insieme a noi.

Biglie Sciolte APS 💙

Anche questa domenica mattina si chiude con il cuore pieno di gioia! I nostri figli si sono divertiti tantissimo al Big ...
23/08/2026

Anche questa domenica mattina si chiude con il cuore pieno di gioia! I nostri figli si sono divertiti tantissimo al Big Point di Follonica, dove i fantastici volontari ci hanno accolti ancora una volta a braccia aperte. Tra SUP, pagaiate in canoa, tuffi dai materassini e giochi in mare, i sorrisi oggi non si contavano più! Torniamo a casa felici e con tanta gratitudine. Un grazie di cuore a tutte le persone straordinarie che dedicano il loro tempo e la loro domenica mattina per regalare momenti speciali, spensierati e inclusivi ai nostri figli.
La vostra disponibilità e il vostro affetto sono un dono prezioso per tutta la nostra grande famiglia. Grazie da tutti noi di Biglie Sciolte!

02/08/2026
Onde di pura felicità! ☀️ Tra una pagaiata in SUP e un tuffo in compagnia, i nostri ragazzi hanno brillato di gioia. Gra...
02/08/2026

Onde di pura felicità! ☀️ Tra una pagaiata in SUP e un tuffo in compagnia, i nostri ragazzi hanno brillato di gioia. Grazie di cuore ai gestori del Surf Relax - Puntone Beach e a tutti gli splendidi e infaticabili volontari per aver reso magico questo terzo appuntamento al Big Point! La felicità si vede, e oggi era contagiosa!
E ancora tanti auguri al nostro Marlon!!🎂🎉

🛑Spoiler: anche i genitori si divertono e si rilassano 🤟🏻

28/07/2026

È morto Libero Berti, figura storica del rione. Sempre in canottiera e sandali, con il carattere schietto di chi diceva sempre quello che pensava

Indirizzo

Follonica
58022

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