Lac Umbria Lega Abolizione Caccia

Lac Umbria Lega Abolizione Caccia La Lega Abolizione Caccia O.D.V. è un'associazione di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente con D.M. U. Ente Terzo Settore.

del 15 Ottobre 1996 e pubblicato sulla G. n° 296 del 18 Dicembre 1996 e Iscritta come E.T.S.

SOTTRARRE I PROPRI TERRENI ALLA CACCIA: ISTRUZIONI PER L'USO!SENTENZA STORICA DEL TAR PESCARA: NESSUNO E' OBBLIGATO A TO...
28/05/2026

SOTTRARRE I PROPRI TERRENI ALLA CACCIA: ISTRUZIONI PER L'USO!

SENTENZA STORICA DEL TAR PESCARA: NESSUNO E' OBBLIGATO A TOLLERARE LA CACCIA SUL PROPRIO TERRENO!
ORA CONTANO ANCHE I MOTIVI ETICI.

Dopo 5 anni di battaglia legale, arriva una sentenza storica del TAR di Pescara: chi possiede un terreno può vietare la caccia anche per motivi etici e morali.
Un principio di civiltà giuridica finalmente nero su bianco: nessuno è obbligato a tollerare fucili, spari e uccisioni sul proprio fondo se questo contrasta con le proprie convinzioni personali.

Il TAR chiarisce inoltre che il famoso limite del 30% di territorio sottratto alla caccia NON è un tetto massimo, ma una soglia minima di tutela della fauna. E soprattutto stabilisce che le Regioni non possono più respingere le richieste con formule burocratiche standard: devono dimostrare concretamente perché quel divieto impedirebbe il raggiungimento degli obiettivi del piano faunistico.
Una cittadina abruzzese, sostenuta dalla Stazione Ornitologica Abruzzese e dai suoi legali, ha avuto il coraggio di non fermarsi davanti ai dinieghi della Regione.
Oggi quella battaglia diventa un precedente nazionale. È una vittoria per i diritti, per la proprietà privata, per la libertà di coscienza e per chi crede che la fauna selvatica non sia un bersaglio ricreativo ma è costituita de esseri viventi indifesi che meritano rispetto!

ATTENZIONE IN UMBRIA.
In Umbria è in corso la procedura del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale.
I proprietari dei terreni possono chiedere l’ESCLUSIONE DEL PROPRIO FONDO DALL’ATTIVITÀ VENATORIA entro e non oltre 30 (trenta) giorni dalla pubblicazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio.

Non serve più dimostrare soltanto danni agricoli o coltivazioni:la libertà di coscienza, la tutela degli animali, la sicurezza delle persone e il rispetto dell’ambiente sono diritti da tutelare.

PRO MEMORIA OPERATIVO.
Documenti utili da preparare:
- visure catastali aggiornate;
- planimetrie catastali;
- documenti di identità;
- stato di famiglia o visura camerale;
- fotografie dei luoghi;
- elenco particelle catastali.

ATTENZIONE ALLE TEMPISTICHE:
con D.G.R. n° 347 del 15/04/2026 la Giunta Regionale ha pre adottato la documentazione preliminare del Piano Faunistico Venatorio Regionale e avviato quindi la procedura di VAS.
Si attende quindi l'adozione del Piano, ragionevolmente, dopo settembre 2026.
Domande di esclusione da presentare a Regione Umbria Servizio Agricoltura.

ISTRUZIONI PER L'USO!
L’apertura dell’Umbria e le storiche sentenze giuridiche ci offrono una prospettiva luminosa.
Questa possibilità riaccende la speranza che i cittadini proprietari di terreni possano ritornare a essere i veri custodi della biodiversità.
Per aiutare chi intende mettere in sicurezza i propri spazi, ecco l’elenco dei documenti e il percorso da seguire:

1. Preparazione dei documenti: raccogliere la copia del documento di identità, la visura catastale aggiornata e la mappa o planimetria catastale con i confini della proprietà chiaramente evidenziati.

2. Motivazione: compilare l’istanza formale richiedendo l’esclusione del fondo per motivi etici, di obiezione di coscienza o per la conservazione della fauna e della natura, diritti ora pienamente riconosciuti dall’Articolo 15 comma 4 della Legge 157/1992 e validati dalle recenti sentenze.
3. Invio: inoltrare la documentazione all’Ufficio Regionale competente tramite PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno.

4. Tabellazione: ottenuta la delibera regionale, perimetrare il terreno, posizionando cartelli con la dicitura "Fondo sottratto alla caccia", collocati in modo che siano ben visibili l’uno dall’altro lungo tutto il perimetro.

Oggi ci sono finalmente le basi legali per trasformare una grande speranza in realtà: dare vita a una vera e propria Rete Natura Privata.

Al momento è un bellissimo progetto tutto da costruire, una visione che richiede l’impegno di ognuno di noi.
TMa proprio come la Rete Natura 2000 istituita dall’Unione Europea è stata concepita per proteggere gli habitat più preziosi, questa nuova rete deve nascere dal basso, dalla volontà etica dei cittadini. Immaginate la forza di unire i nostri fondi preclusi alla caccia, favorendo la nascita di corridoi ecologici sicuri: potremmo integrare le aree protette ufficiali creando un tessuto continuo di oasi di rifugio, significherebbe restituire la terra ai suoi legittimi abitanti.

LA VOLPE.6 COSE CHE LA SCIENZA NON AVEVA MAI DOCUMENTATO.La volpe è l'unico canide al mondo a possedere pupille a fessur...
28/05/2026

LA VOLPE.
6 COSE CHE LA SCIENZA NON AVEVA MAI DOCUMENTATO.

La volpe è l'unico canide al mondo a possedere pupille a fessura verticale come un gatto. Non è un tratto di famiglia — è una convergenza evolutiva isolata nel genere Vulpes. Queste pupille si chiudono con maggiore precisione di quelle rotonde, e abbinate al tapetum lucidum dietro la retina, le garantiscono una visione efficace tanto in pieno sole sulla neve quanto di notte in un fossato.

Sei cose che la scienza ha documentato su di lei negli ultimi decenni:

È il carnivoro terrestre più diffuso sul pianeta. Dal circolo artico al deserto d'Arabia, dalle foreste boreali ai centri urbani europei, nessun altro carnivore selvatico occupa una tale diversità di habitat.

Quando dorme nella neve, la coda non è un ornamento. La avvolge intorno al muso e alle zampe, creando una bolla d'aria tiepida intorno alla sua respirazione. Ecco perché una volpe può trascorrere una notte a -25°C senza interrarsi.

Quando dissotterra una riserva vuota, ci urina sopra. Non per marcare il territorio — per evitare a se stessa di tornare a scavare nello stesso posto. Il biologo canadese David Henry ha dimostrato nel 1977 che le volpi esaminano le riserve già marcate per meno di un secondo, contro sette secondi per quelle ancora piene. Tiene la propria contabilità olfattiva.

Porta alla base della coda una ghiandola che profuma di fiore di violetta. Non è una metafora poetica — è la stessa molecola aromatica, il beta-ionone, identificata per cromatografia gassosa nei fiori di violetta e nel pelo della volpe. Nessuno sa ancora esattamente a cosa le serva questa firma fiorita.

La volpe argentata, la volpe a croce, la volpe carbone — sono tutte Vulpes vulpes. Una sola specie, oltre settanta varianti di mantello documentate. Nessun altro canide selvatico mostra una tale diversità cromatica.

Non è nociva. È intelligente. E sta scomparendo dalle nostre campagne.

18/04/2026
*OMESSA CUSTODIA DI ARMI: LA CORTE COSTITUZIONALE BLINDA LE CONDANNE. Basta una distrazione per far scattare la denuncia...
16/04/2026

*OMESSA CUSTODIA DI ARMI: LA CORTE COSTITUZIONALE BLINDA LE CONDANNE.

Basta una distrazione per far scattare la denuncia.
La Corte Costituzionale (sentenza 33/2026) conferma: chi lascia il fucile incustodito, anche nel bagagliaio chiuso, commette reato ... addio quindi al porto d'armi, per negligenza!

Con la recentissima sentenza, la Corte costituzionale ha dichiarato che la custodia delle armi deve essere assicurata "con ogni diligenza nell'interesse della sicurezza pubblica", in quanto, afferma la Corte, è rispettato il principio di tassatività e determinatezza della norma penale.

L'espressione "ogni diligenza" ricalca la descrizione della fattispecie colposa, così come delineata dall'articolo 43 del Codice penale, richiamando il concetto di diligenza, logicamente implicato in tutte le fattispecie criminose punibili a titolo di colpa.

Dimenticare il fucile in auto per il tempo di un caffè?
Non è una leggerezza, è un illecito penale!
La Corte ha appena messo il sigillo sulla linea dura: la custodia delle armi deve essere totale.
Chi sbaglia non ha scuse: la norma sull’abbandono di armi (L. 110/1975 emanata negli anni di piombo) è legittima, chiara e non ammette zone grigie.

L’identikit del "superficiale di turno".

La sentenza punta il dito contro le "condotte allegre" di sportivi, detentori di armi per difesa personale e cacciatori. Trattare un'arma come un "ma**co di scopa" non è più tollerato.
Ecco i comportamenti che portano dritti davanti al Giudice,
il fucile "in vetrina": lasciare l'arma sul sedile dell'auto, anche se chiusa a chiave, è un invito a nozze per chiunque voglia spaccare un vetro.
Qualunque malintenzionato, anche senza particolari abilità da scassinatore, potrebbe rompere un finestrino e appropriarsi rapidamente dell’arma e/o delle munizioni.

Il caffè della discordia.

Fermarsi al bar abbandonando, seppur temporaneamente il fucile nel bagagliaio, anche se l'arma non è visibile, in caso di furto del fucile o anche dell'intero veicolo, rende la condotta penalmente rilevante e addio porto d’armi.
La falsa sicurezza: parcheggiare in luoghi poco frequentati non è una scusante, la "diligenza" richiesta è massima e costante.

Il pugno di ferro della legge

La logica della Consulta è semplice, la sicurezza pubblica prevale sulla comodità del singolo, la Legge è precisa: "Ogni diligenza" significa non lasciare mai margini al rischio.
La stragrande maggioranza di armi circolanti in Italia, sono di tipo venatorio o sportivo, seguono poi le armi corte per difesa personale, le quali però, senza giustificato motivo e apposita autorizzazione da parte del Prefetto, non possono mai essere portate fuori dalla propria abitazione.

Negligenza fatale.

Si viene puniti anche per semplice imperizia o colpa grave, quindi "tolleranza zero".
La disciplina del 1975, nata in piena emergenza terrorismo, resta un pilastro insostituibile per evitare che le armi finiscano nel circuito criminale.
Le ovvie conseguenze sono un disastro annunciato.

Per chi viene sorpreso in "difetto di custodia", il conto è salatissimo: denuncia penale per abbandono di armi; ritiro cautelare e sequestro di armi e munizioni; revoca immediata della licenza di porto d’armi.

Il punto chiave è la protezione della vita e dell'incolumità altrui, cosa che non ammette mai deroghe, se hai un'arma, la responsabilità è quell'ombra che non ti puoi mai staccare di dosso.

La stringente disciplina emanata nel 1975, in epoca di terrorismo e Brigate Rosse, è ancora vigente e severa in materia di circolazione di armi ed esplosivi e assolve al compito di evitare che tali cose possano in qualsiasi modo ve**re in possesso di altri soggetti, ovvero la norma vuole preventivamente evitare la diffusione e circolazione incontrollata di armi, anche se avvenuta in modo fraudolento e/o criminoso, in modo tale da non compromettere la protezione di altri beni giuridici superiori, come la vita e l'incolumità personale.

Tale precetto risulta sufficientemente chiaro.
Al detentore comune, è richiesto di adottare tutte le cautele, esigibili da una persona di normale prudenza.

La sentenza rischia di terremotare quindi le “condotte allegre” di qualche sportivo o cacciatore, i quali per abitudine e/o superficialità, detengono e trattano senza le debite cautele la propria arma, come se fosse un innocuo ma**co di scopa.
*di Sauro Presenzini

DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI, FINALMENTE, "DETTANO LEGGE".La LAC Umbria, prende posizione a tutela del patrimonio verde ...
15/04/2026

DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI, FINALMENTE, "DETTANO LEGGE".

La LAC Umbria, prende posizione a tutela del patrimonio verde pubblico.

Sono finiti i tempi degli abbattimenti liberi di alberi, di capitozzature illegali, di tombamento di radici, è finita l'epoca di assenza di regole e anarchia regolamentare.

Stop agli "scempi" botanici: le nuove linee guida CONAF sono legge, Stop agli "scempi" botanici: le nuove linee guida CONAF sono legge

*SVOLTA NELL’ORRORE DI SCOSSICCI PER I 55 CANI UCCISI. IL “BOIA DI SCOSSICCI” POTREBBE AVERE UN NOME.SCOSSICCI (MC) – De...
04/04/2026

*SVOLTA NELL’ORRORE DI SCOSSICCI PER I 55 CANI UCCISI.
IL “BOIA DI SCOSSICCI” POTREBBE AVERE UN NOME.

SCOSSICCI (MC) – Decapitati, bruciati, incaprettati e gettati tra i rifiuti come scarti industriali. Dopo due mesi di indagini nel "cimitero degli orrori" scoperto sopra il cavalcavia dell’A14, l’inchiesta è arrivata a un punto di rottura. Il "Boia di Scossicci" non è più un fantasma: potrebbe essere un cacciatore di 53 anni residente a Loreto, ora ufficialmente iscritto nel registro degli indagati dalla P.M. Stefania Ciccioli, questa l’ipotesi accusatoria.

L’ARTIGLIERIA DEL MALE.
Le prove rinvenute accanto alle carcasse delineano un quadro agghiacciante che punta dritto al mondo delle doppiette: munizioni da caccia, accette e mazze. Non si è trattato quindi di un gesto f***e e isolato, ma di un metodico sterminio.
Tra i 55 resti esumati, spicca anche un giovane esemplare da caccia di appena due anni: la prova che la lama del boia non risparmiava nemmeno animali nel pieno delle forze, stroncando vite colpevoli solo di non essere "abbastanza produttive".

UN "BOIA A PAGAMENTO" PER CANI INUTILI.
L’ipotesi investigativa dei Carabinieri Forestali di Macerata e Ancona è terribile: l’indagato avrebbe agito come un vero e proprio sicario della crudeltà.
Il sospetto è anche che molti proprietari, per risparmiare sui costi di smaltimento o semplicemente per sbarazzarsi di un "attrezzo" non più funzionante, consegnassero al 53enne cani ritenuti inidonei alla caccia, alla ricerca di tartufi, troppo vecchi o lenti, oppure magari cani da guardiania inidonei o inabili. Un business del sangue basato sull'idea che un cane, se non serve più e non aiuta a scovare prede per sparargli, diventi un peso economico da eliminare brutalmente.

PERQUISIZIONI E POSSIBILI CHAT SCOTTANTI.
I militari hanno rivoltato l’abitazione dell'uomo, sequestrando il cellulare, documenti e persino uccelli catturati illegalmente in gabbie anguste. Saranno ora i tabulati e le chat a rivelare quanto fosse ramificata questa rete dell'orrore e chi fossero i "clienti" che pagavano per far sparire nel nulla i propri compagni a quattro zampe, privati preventivamente del microchip per garantirne l'anonimato nella morte.

LA DIFESA DI FEDERCACCIA E IL MURO DELLA PROCURA.
Mentre il Presidente di Federcaccia, Massimo Buconi, grida alla diffamazione parlando di "illazioni inaccettabili" contro la categoria, i fatti odierni e la svolta delle indagini, sembrerebbero però smentire il vittimismo del settore.
La Procura di Macerata tira dritto: il passaggio dal "Modello 44" (ignoti) al "Modello 21" (indagati) conferma che i sospetti sul cacciatore loretano sono tutt’altro che suggestioni giornalistiche.

LA CONSULENZA TECNICA.
Mentre l’Istituto Zooprofilattico di Tolentino sta analizzando le ultime carcasse integre dei cani, la comunità attende giustizia per una strage che ha trasformato la fedeltà di 55 cani in un cumulo di ossa e buste di plastica.
Probabilmente concluse le indagini, se ci sarà il rinvio a giudizio in conseguenza di un quadro investigativo solido, le Associazioni animaliste ed ambientaliste si costituiranno parte civile, in massa, nel processo contro la mano criminale ...del “Boia a pagamento”!

*Sauro Presenzini
Delegato LAC Umbria

CACCIATORI ...BRAVA GENTE!!!Ammazzavano persone a caso in Bosnia, per strada, anziani e bambini e pagavano per farlo, pe...
26/03/2026

CACCIATORI ...BRAVA GENTE!!!

Ammazzavano persone a caso in Bosnia, per strada, anziani e bambini e pagavano per farlo, per provare emozioni forti.

E non é il solo cacciatore italiano scoperto, né è un caso isolato.

I famosi cacciatori dalla fedina penale immacolata ...si, fino a che non li scoprono!
😱😱🤢🤮

FEDERCACCIA COLPITA AL CUORE DALLE CRITICHE, RUGGISCE IN MANIERA SCOMPOSTA.Federcaccia, chi?? Sono forse quei soggetti a...
29/12/2025

FEDERCACCIA COLPITA AL CUORE DALLE CRITICHE, RUGGISCE IN MANIERA SCOMPOSTA.
Federcaccia, chi??

Sono forse quei soggetti armati, che difendono se stessi, che si dipingono come le sentinelle dell’ambiente, i veri ecologisti, quelli che ammazzano la natura …solo per divertimento?
Ah ok, allora è tutto chiaro chi essi siano e come cerchino di dissimulare la loro vera natura dietro sigle fantasmagoriche di pseudo centro studi e/o ricerche, senza però fornire basi e riferimenti scientifici certi, ricerche commissionate e condotte da loro stessi, che guarda caso, giungono invariabilmente alle conclusioni pro venatorie di chi le ha commissionate. Centro studi, osservatori faunistici in capo alle associazioni venatorie, censimenti faunistici senza arte né parte, senza metodi approvati, validati e revisionati, condotti dagli stessi cacciatori per avvalorare le loro tesi asfittiche. Per loro la natura, la complessità del mondo naturale, è tutto compresso, inizia e finisce con il Calendario Venatorio in corso.
Il Professor Dott. Andrea Mazzatenta, docente alla Facoltà di medicina veterinaria dell’Università di Teramo, nei sui studi e ricerche sulla specie cinghiale, smentisce le tesi creative e bizzarre di Federcaccia, ma non solo Lui, anche una ricerca europea, condotta assieme all’Università di Siena (Dipartimento scienze della vita) afferma che la caccia in battuta modifica i comportamenti sociali del cinghiale destrutturandolo, ricerca che si basa su una mole impressionanti di dati, composti da 1,3 milioni di localizzazioni Gps …altro che i censimenti venatori di 4 anziani di Federcaccia et similia, della Sez. di Roccacannuccia.
Capìta la struttura matriarcale del branco, anche un analfabeta funzionale, dal punto di vista scientifico, riesce comunque a comprendere che la braccata non riduce il numero di cinghiali, piuttosto ottiene l’effetto opposto, incrementarne il numero e disperderli nel territorio.
La risposta isterica, scomposta e forse disperata di Federcaccia, altro non fa che segnalare i loro nervi scoperti, dopo che un’ulteriore sondaggio della Fondazione Capellino conferma ancora una volta come il 94% degli italiani non sia favorevole alla caccia, complice di questa percezione diffusa, anche i comportamenti non esattamente eleganti e poco ortodossi dei componenti delle battute al cinghiale, i quali considerano il territorio da loro occupato “cosa loro”, area Off Limit, zona di guerra con divieto di passaggio …a rischio della propria incolumità.
L’età media molto avanzata dei cacciatori italiani, tra i 60-75 anni, non depone a favore di una categoria che maneggia armi potentissime, che sostanzialmente hanno riflessi appannati, spesso “ciechi, sordi e claudicanti” e che sono quotidiano stillicidio di cronaca per morti, feriti e invalidi …e questo non accade soltanto tra le loro file, vengono colpiti da pallottole vaganti passanti ignari, bambini, auto, case, che di certo non hanno accettato nessun rischio consapevole di essere ammazzati …il tutto poi, per un gioco!
Nonostante i vani tentativi di migliorare la loro immagine pubblica attraverso l’acquisto di spazi televisivi, di articoli di giornale e testi pseudo scientifici, la percezione dell’Italiano medio sulla caccia e sui cacciatori non è sicuramente positiva, in quanto è un’attività consentita e tollerata nonostante riguardi una esigua percentuale di praticanti che, tempo 10 anni, si estingueranno definitivamente per cause naturali!
LAC UMBRIA

https://www.canale3.tv/la-caccia-in-battuta-modifica-i-comportamenti-sociali-del-cinghiale-lo-rivela-una-ricerca-europea-sulle-popolazioni-dellungulato/?fbclid=IwdGRjcAOyE3RjbGNrA7ITTnNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHrvvirBDJ-aUGiAEAXoSs2MJMuNt9R-m0-6dVJ7Dq3jSMKvbCgPsBwkIs77t&brid=6EpVeW769TBVAyCqUs2TPg

Indirizzo

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