29/12/2025
FEDERCACCIA COLPITA AL CUORE DALLE CRITICHE, RUGGISCE IN MANIERA SCOMPOSTA.
Federcaccia, chi??
Sono forse quei soggetti armati, che difendono se stessi, che si dipingono come le sentinelle dell’ambiente, i veri ecologisti, quelli che ammazzano la natura …solo per divertimento?
Ah ok, allora è tutto chiaro chi essi siano e come cerchino di dissimulare la loro vera natura dietro sigle fantasmagoriche di pseudo centro studi e/o ricerche, senza però fornire basi e riferimenti scientifici certi, ricerche commissionate e condotte da loro stessi, che guarda caso, giungono invariabilmente alle conclusioni pro venatorie di chi le ha commissionate. Centro studi, osservatori faunistici in capo alle associazioni venatorie, censimenti faunistici senza arte né parte, senza metodi approvati, validati e revisionati, condotti dagli stessi cacciatori per avvalorare le loro tesi asfittiche. Per loro la natura, la complessità del mondo naturale, è tutto compresso, inizia e finisce con il Calendario Venatorio in corso.
Il Professor Dott. Andrea Mazzatenta, docente alla Facoltà di medicina veterinaria dell’Università di Teramo, nei sui studi e ricerche sulla specie cinghiale, smentisce le tesi creative e bizzarre di Federcaccia, ma non solo Lui, anche una ricerca europea, condotta assieme all’Università di Siena (Dipartimento scienze della vita) afferma che la caccia in battuta modifica i comportamenti sociali del cinghiale destrutturandolo, ricerca che si basa su una mole impressionanti di dati, composti da 1,3 milioni di localizzazioni Gps …altro che i censimenti venatori di 4 anziani di Federcaccia et similia, della Sez. di Roccacannuccia.
Capìta la struttura matriarcale del branco, anche un analfabeta funzionale, dal punto di vista scientifico, riesce comunque a comprendere che la braccata non riduce il numero di cinghiali, piuttosto ottiene l’effetto opposto, incrementarne il numero e disperderli nel territorio.
La risposta isterica, scomposta e forse disperata di Federcaccia, altro non fa che segnalare i loro nervi scoperti, dopo che un’ulteriore sondaggio della Fondazione Capellino conferma ancora una volta come il 94% degli italiani non sia favorevole alla caccia, complice di questa percezione diffusa, anche i comportamenti non esattamente eleganti e poco ortodossi dei componenti delle battute al cinghiale, i quali considerano il territorio da loro occupato “cosa loro”, area Off Limit, zona di guerra con divieto di passaggio …a rischio della propria incolumità.
L’età media molto avanzata dei cacciatori italiani, tra i 60-75 anni, non depone a favore di una categoria che maneggia armi potentissime, che sostanzialmente hanno riflessi appannati, spesso “ciechi, sordi e claudicanti” e che sono quotidiano stillicidio di cronaca per morti, feriti e invalidi …e questo non accade soltanto tra le loro file, vengono colpiti da pallottole vaganti passanti ignari, bambini, auto, case, che di certo non hanno accettato nessun rischio consapevole di essere ammazzati …il tutto poi, per un gioco!
Nonostante i vani tentativi di migliorare la loro immagine pubblica attraverso l’acquisto di spazi televisivi, di articoli di giornale e testi pseudo scientifici, la percezione dell’Italiano medio sulla caccia e sui cacciatori non è sicuramente positiva, in quanto è un’attività consentita e tollerata nonostante riguardi una esigua percentuale di praticanti che, tempo 10 anni, si estingueranno definitivamente per cause naturali!
LAC UMBRIA
https://www.canale3.tv/la-caccia-in-battuta-modifica-i-comportamenti-sociali-del-cinghiale-lo-rivela-una-ricerca-europea-sulle-popolazioni-dellungulato/?fbclid=IwdGRjcAOyE3RjbGNrA7ITTnNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHrvvirBDJ-aUGiAEAXoSs2MJMuNt9R-m0-6dVJ7Dq3jSMKvbCgPsBwkIs77t&brid=6EpVeW769TBVAyCqUs2TPg