Associazione Italia-Israele di Foligno

Associazione Italia-Israele di Foligno Sostegno ad Israele: Popolo e Istituzioni. Informazione corretta per sionismo, storia e attualità.

L'“Associazione Italia-Israele di Foligno” aderisce alla "Federazione delle Associazioni Italia-Israele", è un'associazione laica, democratica, apartitica ed aconfessionale che sostiene il concetto di Israele come “Stato nazionale ebraico” con Gerusalemme capitale unita ed indivisibile, ed ha lo scopo di:

- Sostenere lo Stato d'Israele, il suo Popolo, le sue Istituzioni e chi li rappresenta
- Sv

olgere attività di hasbara
- Promuovere lo sviluppo di relazioni sempre più amichevoli tra lo Stato d'Israele e l'Italia, con rapporti in qualsiasi campo della cultura, della scienza, dell'arte, dell'educazione, dell'informazione, dell'economia, del commercio e del turismo.
- Diffondere una corretta informazione riguardo ogni aspetto dello Stato di Israele
- Contrastare la disinformazione e le insorgenze di antisemitismo.
- Diffondere e divulgare la cultura ebraica
- Stabilire contatti con le Comunità e le associazioni ebraiche.
- Promuovere iniziative o manifestazioni educative, culturali, artistiche o turistiche.
- Promuovere la ricerca storica specifica.

18/06/2026

IL DISCORSO DI BIBI IN CONFERENZA STAMPA
Dopo tutte le manovrate informazioni che vengono diffuse da "h" e loro sostenitori, il seguente discorso di Netanyahum, che riassume i successi ottenuti da Israele nella guerra in corso, ci rincuora e ci rinnova la fiducia.
Non possiamo chiedere l’impossibile, ma ciò che è stato ottenuto è già un traguardo al di sopra di ogni aspettativa.
Certo che in primis, per raggiungere la Pace, è indispensabile che tutti coloro che mirano alla distruzione di Israele rinunzino all’ambito progetto e ripongano le armi, sicuramente ne raccoglieranno anche benefici.
Pubblicato da Maria Teresa Anfossi:
“IL DISCORSO DI BIBI IN CONFERENZA STAMPA "Cari cittadini di Israele, da decenni combatto contro gli sforzi dell’Iran di dotarsi di armi nucleari. Posso definirla la missione della mia vita. Ho affrontato questa sfida fino a oggi, e continuerò ad affrontarla in futuro. Con un accordo, senza un accordo - l’Iran non avrà armi nucleari. Non oggi, e non domani. Finché sarò primo ministro di Israele, questo non accadrà.
Sento persone chiedere: che cosa abbiamo ottenuto? E la mia risposta è: “Che cosa abbiamo ottenuto”?! Abbiamo respinto una minaccia immediata di annientamento.
Insieme ai nostri amici americani, abbiamo lanciato la più grande operazione aerea offensiva nella storia di Israele. Abbiamo neutralizzato scienziati nucleari, decapitato i vertici del regime del terrore, polverizzato impianti nucleari, distrutto missili e la stragrande maggioranza delle fabbriche che li producono, colpito innumerevoli industrie e infrastrutture militari, distrutto la loro marina, la loro aviazione, neutralizzato comandanti Basij che massacravano il popolo iraniano, e provocato danni enormi. Li stimiamo in centinaia di miliardi di dollari, e alcuni li stimano persino più vicini a mille miliardi di dollari - danni enormi all’economia dell’Iran, che avevano impiegato decenni a costruire.
Ma questa è la cosa più importante: abbiamo salvato lo Stato di Israele dalla minaccia dell’annientamento nucleare. Perché, è fondamentale capirlo, l’Iran stava correndo verso un’arma nucleare appena prima dell’Operazione Leone Nascente; stava correndo verso un’arma nucleare e stava correndo per seppellire la sua industria missilistica e nucleare in profondità nel sottosuolo.
Se non avessimo agito nel momento in cui abbiamo agito, e con la forza travolgente con cui abbiamo agito - sia nell’Operazione Leone Nascente sia poi nell’Operazione Leone Ruggente, in una cooperazione storica con il presidente Trump e l’esercito americano - se non avessimo agito in questo modo, l’Iran avrebbe già bombe atomiche. E che cosa significa questo?
Significa che milioni di cittadini israeliani, voi che mi state ascoltando ora, sareste stati tutti in un terribile pericolo di morte di massa. Tutti noi saremmo stati in quel pericolo. E questo pericolo, quello dell’eliminazione della popolazione di Israele, lo abbiamo respinto per gli anni a ve**re. Questo è ciò che abbiamo ottenuto: abbiamo salvato lo Stato di Israele dall’annientamento.
Ma vi dico, cittadini di Israele: la lotta non è finita e archiviata.
Dovremo mantenere la nostra vigilanza, restare forti e determinati a difenderci secondo necessità. Questo vale non solo nei confronti dell’Iran. Vale anche nei confronti dei proxy terroristici dell’Iran, che abbiamo colpito in modo senza precedenti. Lo abbiamo fatto a Gaza, lo abbiamo fatto in Libano, in Siria, in Yemen, lo abbiamo fatto nei campi profughi in Giudea e Samaria - lo abbiamo fatto ovunque.
Abbiamo eliminato Deif, Haniyeh e Sinwar, insieme a molti dei leader di Hamas. In realtà, quasi tutti quelli che erano presenti durante l’orribile massacro; penso che ne sia rimasto ancora uno, anche lui sarà eliminato. Abbiamo distrutto migliaia di terroristi e innumerevoli infrastrutture del terrore. Abbiamo riportato a casa tutti i nostri ostaggi da Gaza, fino all’ultimo. Nessuno credeva che l’avremmo fatto. Io sì.
Mi dicevano: primo ministro, dobbiamo arrenderci, non entri a Rafah, metta fine alla guerra - riporteremo gli ostaggi e presenteremo la nostra uscita da Gaza come una vittoria. Non ho accettato queste sciocchezze. Siamo entrati a Rafah, siamo entrati a Gaza City, contro l’opinione di molti - e abbiamo riportato indietro tutti gli ostaggi, fino all’ultimo. E non solo: abbiamo fatto esplodere i cercapersone, abbiamo eliminato l’acerrimo nemico Nasrallah, abbiamo impedito l’invasione della Galilea da parte della Forza Radwan, abbiamo distrutto la stragrande maggioranza dei 150.000 razzi e missili che Nasrallah aveva costruito per devastare le città di Israele.
Ricordate cosa ci veniva detto: se andiamo allo scontro con Hezbollah, avremo decine di migliaia di vittime, i grattacieli crolleranno a Tel Aviv, ad Haifa, a Gerusalemme, a Be’er Sheva; le città israeliane saranno ridotte in macerie. Lo ricordate. Io non l’ho accettato, li abbiamo combattuti, e li abbiamo combattuti duramente; abbiamo anche conquistato le loro posizioni chiave, come il Beaufort, che Hezbollah aveva usato per anni per minacciare le comunità del nord, e in realtà l’intero Paese.
Allo stesso tempo, abbiamo fatto un’altra cosa: abbiamo stabilito profonde zone di sicurezza attorno allo Stato di Israele. Lo abbiamo fatto a Gaza, in Libano, in Siria - dove, tra l’altro, abbiamo distrutto tutto l’armamento dell’esercito di Assad, che era un anello centrale dell’Asse del Male. E desidero chiarire: resteremo nelle zone di sicurezza per tutto il tempo necessario a difendere il nostro Paese. Perché dopo il 7 ottobre ho stabilito un principio semplice: Israele non permetterà alle organizzazioni terroristiche di accamparsi sui nostri confini; di scavare tunnel nel nostro territorio; di preparare un massacro vicino ai nostri cittadini. Oggi, gli eroici combattenti dell’IDF si ergono come barriera tra i terroristi e i nostri cittadini.
Ciò che abbiamo fatto, in realtà, è stato cambiare tutta la nostra dottrina di sicurezza; cambiare anche noi stessi. Abbiamo infranto la barriera della paura. Prendiamo l’iniziativa, attacchiamo, sorprendiamo e colpiamo coloro che minacciano le nostre vite.
Israele è più forte che mai, e l’Asse del Male dell’Iran è più debole che mai.
Se qualcuno vi avesse detto all’inizio della guerra che avremmo ottenuto tutto ciò che ho elencato, e non ho elencato tutto, avreste detto che stava delirando. Solo parole, solo promesse - no, abbiamo fatto tutto questo. E oggi, dopo aver ottenuto tutto questo, ci sono persone che vogliono minimizzarlo, liquidare i nostri risultati straordinari. E io vi dico: otterremo molte altre grandi cose.
Continueremo a neutralizzare le minacce nella regione, costruiremo nuove alleanze con Paesi della regione e oltre. Garantiremo la nostra indipendenza interna negli armamenti, questo è un altro principio che ho stabilito, e sto investendo in questo 350 miliardi di shekel, in aggiunta al bilancio della Difesa. Svilupperemo tecnologie che superano i confini dell’immaginazione, e trasformeremo Israele in una potenza ancora più forte. Perché la nostra forza è la chiave del nostro futuro, è la chiave della nostra sicurezza, è la chiave della nostra economia, è la chiave delle nostre alleanze. Perché le alleanze si fanno con i forti, e Israele oggi è un Paese molto forte. È forte grazie a voi, cittadini di Israele.
Desidero ringraziare voi, cittadini di Israele, per la vostra fermezza, per il sostegno che date al governo e per il sostegno che date a me come primo ministro. E soprattutto, desidero ringraziare i nostri eroici combattenti, uomini e donne in servizio attivo e nella riserva, in mare, a terra e in cielo, nell’IDF e in tutti gli apparati di sicurezza. Non c’è nessuno come voi, eroi di Israele. Insieme continueremo a resistere, e insieme continueremo a vincere.
“Non temere, Giacobbe, mio servo, e non sgomentarti, Israele!”.
Insieme, con l’aiuto di Dio, assicureremo l’eternità di Israele".
IL DISCORSO DI BIBI IN CONFERENZA STAMPA "Cari cittadini di Israele, da decenni combatto contro gli sforzi dell’Iran di dotarsi di armi nucleari. Posso definirla la missione della mia vita. Ho affrontato questa sfida fino a oggi, e continuerò ad affrontarla in futuro. Con un accordo, senza un accordo - l’Iran non avrà armi nucleari. Non oggi, e non domani. Finché sarò primo ministro di Israele, questo non accadrà”.

14/06/2026

A chi gioverebbe la Pace in MO.
A tutti coloro che potrebbero usufruire nuovamente dei passaggi delle navi Cargo attualmente bloccate, riprendendo gli scambi commerciali.
A Trump per un successo di un altro obiettivo raggiunto.
Agli Stati che impegnano soldati, spese sanitarie, libera fornitura di beni energetici e si troverebbero un nuovo mercato per la ricostruzione.
Ai vari gruppi terroristi che avrebbero il tempo di riarmarsi e limitare le loro perdite.
Gli unici che non avrebbero vantaggi sono gli israeliani, in quanto non cambierebbe nulla sul progetto di chi la vuole distruggere e continuerebbero a minacciarla.
Ogni accordo di Pace, che con molta probabilità verrà eluso da parte araba, non potrà garantire la Pace se non verrà riconosciuto il diritto di Israele di esistere e non ci sarà un completo disarmo di hamas, hezbollah ed altri gruppi terroristi dando il potere ai Popoli di autogestirsi.

Con Shalom - Ho appena ottenuto un riconoscimento come fan più attivo/a! 🎉
08/06/2026

Con Shalom - Ho appena ottenuto un riconoscimento come fan più attivo/a! 🎉

07/06/2026

Se non Netanyahu chi per lui?
Davanti ai problemi che si trova ad affrontare Netanyahu, non credo che altri avrebbero potuto risolverli con successo.
Si tratta di uscirne con minore danno possibile e garantendo maggiore probabilità di sicurezza.
Per arrivare a ciò occorre avere una lunga esperienza sul campo.
Troppo facile criticare l’operato di altri senza dovere rendere conto di propri eventuali errori.
Per ora non vedo chi possa essere in grado di sostituirlo.

06/06/2026

Una guerra senza fine.
Non ho più sentito parlare dei tunnel ancora attivi a Gaza, quanti si presume che siano e quanti al confine col Libano?
Certo questi più l’attacco del 7 Ottobre 2023, la campagna mediatica contro Israele, la strategia di diffamazione, l’influenza sui media, il coinvolgimento della politica, l’indottrinamento dei giovani, l’infiltrazione in Europa con l’immigrazione, tutto questo ha ruchiesto strategia e tempo, non è possibile si tratti di improvvisazione, dietro c’è stata una regia molto bene organizzata.
Se si dovesse attendere a rendere inoffensive tutte queste minacce la guerra è ancora lontana dal terminare.
Si potrebbe arrivare ad una tregua ma restando sempre in stato d’allarme, col timore che questi criminali si possano rafforzare.
Che HaShem vegli su di noi ebrei e su Israele.

Con Progetto Dreyfus - Ho appena ottenuto un riconoscimento come fan più attivo/a! 🎉
06/06/2026

Con Progetto Dreyfus - Ho appena ottenuto un riconoscimento come fan più attivo/a! 🎉

Con Michi Nazrolai - Ho appena ottenuto un riconoscimento come fan più attivo/a! 🎉
01/06/2026

Con Michi Nazrolai - Ho appena ottenuto un riconoscimento come fan più attivo/a! 🎉

01/06/2026

Da – Ariella - Levi - Rotshild..
Mi viene segnalata la seguente testimonianza.
Riporto questo post chiarificatore di -Marco - Baroni-.. 1 febbraio 2026
su Hussam Abu Safiya . .
“Il medico di Gaza che ha accusato Israele di genocidio, firmando due editoriali sul New York Times, era un colonnello di Hamas, fotografato con tanto di uniforme.
L’organizzazione “NGO Monitor” ha trovato e postato una foto del 2016 che mostra Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan (striscia di Gaza settentrionale) mentre partecipava a una riunione di alti ufficiali di Hamas indossando l’uniforme militare del gruppo terrorista.
La foto era stata caricata all’epoca sulla pagina Facebook del Servizio Medico Militare, un organismo di Hamas supervisionato dal Ministero della Salute controllato da Hamas. Il Servizio Medico Militare è distinto dalle Brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas, ma diversi suoi membri hanno direttamente partecipato all’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele.
Secondo quanto riportato da media palestinesi e dallo stesso Servizio Medico Militare, Hussam Abu Safiya detiene il grado di colonnello nell’organismo militare di Hamas.
Israele ha arrestato Abu Safiya nel dicembre 2024 durante un’operazione antiterrorismo nell’ospedale Kamal Adwan, affermando che Hamas utilizzava la struttura medica come centro di comando e per attività terroristiche.
Dopo il 7 ottobre, Hussam Abu Safiya ha pubblicato due editoriali sul New York Times in cui condannava il “genocidio” israeliano a Gaza. Nel pubblicare gli articoli, il quotidiano americano non ha menzionato che l’autore era un colonnello di Hamas, benché il fatto fosse un “segreto di Pulcinella” sui media arabi.
Coloro che hanno offerto quella tribuna ad Abu Safyia, devono farsi un serio esame di coscienza e capire come hanno potuto promuovere la propaganda di un vero e proprio terrorista di Hamas.
Questo sabato, il New York Post ha pubblicato la foto segnalata da “NGO Monitor” spiegando che si riferisce a un incontro di alti ufficiali delle Forze di Sicurezza Nazionale di Hamas (tra cui il comandante stesso delle Forze di Sicurezza Nazionale, colonnello Naeem Al-Ghoule) e del Servizio Medico Militare di Hamas, tenutosi nel 2016 in occasione del completamento della struttura medica.
“NGO Monitor”, sottolinea che anche Amnesty International, la BBC e Al Jazeera hanno sempre parlato dell’arresto e della detenzione di Abu Safiya omettendo di informare che si trattava di un colonnello di Hamas.
Un altro direttore dell’ospedale Kamal Adwan, Ahmed Kahlot, tenente colonnello di Hamas dal 2010, arrestato dalle Forze di Difesa israeliane all’inizio della guerra del 7 ottobre, ha rivelato in un interrogatorio che l’ospedale affiliato al Servizio Medico Militare era stato trasformato in una struttura militare, sotto stretto controllo di Hamas, ed era stato usato anche per nascondere ostaggi.
Secondo Ahmed Kahlot, almeno 16 membri dello staff dell’ospedale, tra medici e paramedici, erano agenti di Hamas che prestavano servizio attivo nelle Brigate al-Qassam”.

25/05/2026
23/05/2026

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
In particolare in questo caso, quello della Flotilla, ci troviamo difronte ad una manovra di propaganda denigratoria atta a demonizzare Israele ed ebrei, con il tacito scopo di fomentare l’odio.
Ogni mezzo lo trovano lecito per provocare una reazione che possa avvalorare le loro accuse contro di noi mettendoci in cattiva luce.
A nulla risultano efficaci spiegazioni, supportate da leggi in vigore, che ci assolvono da responsabilità immeritate.
La situazione attuale provoca reazioni spropositate da parte di alcuni, che logicamente vanno condannate, ma si deve comprendere lo stress a cui Israele è continuamente sottoposta per i continui attacchi subiti provenienti da molti suoi nemici.
Nessuno Stato può accettare chi si prefigge un unico scopo quello di volerti fare sparire.
Questo non corrisponde a ciò che ambisce Israele, l’essere riconosciuta e vivere in Pace.

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