15/05/2026
Non è amore, è violenza.
I fatti emersi dalle indagini della Procura di Spoleto su una minorenne di Foligno ci lasciano sgomente.
Secondo quanto riportato, per mesi una ragazza di 15 anni sarebbe stata sottoposta a stalking, violenza fisica, violenza sessuale e atti di crudeltà psicologica.
Si tratta di reati gravissimi, che ledono la dignità, la libertà e l’integrità della persona.
Siamo stanche di assistere al massacro fisico e psicologico di donne e ragazze giovanissime.
Quello a cui assistiamo non è una fatalità: è il fallimento totale di un sistema che continua a ignorare le nostre grida.
Occorre parlare nelle scuole e sul territorio per educare al rispetto, al consenso e a relazioni sane e non violente.
Occorre una rete di protezione e un sistema sociale, culturale e istituzionale che non siano più ostacolati da scelte retrograde e dal perpetuarsi di pregiudizi e stereotipi.
Non possiamo chiamare tutto questo amore, né ridurlo a un semplice “rapporto tra adolescenti”: non esiste alcuna giustificazione.
Il silenzio protegge chi commette violenza. Imparare a riconoscere i primi segnali aiuta a proteggerci; creare spazi di ascolto e confronto su questi temi aiuta a difenderci; educare al rispetto, all’uguaglianza e alla libertà significa costruire una società più consapevole e paritaria.