Donne Arci Subasio Foligno

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14/10/2026
CI HANNO PRESO IN GIRO. HANNO TOLTO I SOLDI ALL'EDUCAZIONE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.È successo ieri.Il Governo dov...
08/10/2026

CI HANNO PRESO IN GIRO. HANNO TOLTO I SOLDI ALL'EDUCAZIONE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.

È successo ieri.
Il Governo doveva finanziare il fondo contro il cyberbullismo. Giusto? Giustissimo.
E sapete dove ha preso i soldi?
Ha prosciugato il fondo per le attività educative nelle scuole contro la violenza sulle donne.
4 milioni per il 2026 e 4 milioni per il 2027. Tolti alle scuole per insegnare il rispetto, il consenso, l'educazione sessuo-affettiva. Soldi che esistevano grazie a un emendamento del PD dello scorso anno.
E li hanno spostati nel Decreto Scuola di Valditara.
La scusa del Ministero? "Il meccanismo era farraginoso, i fondi sarebbero andati persi".
Tradotto: non siamo capaci di far arrivare i soldi alle scuole, quindi li spostiamo.
È il gioco delle tre carte. Togli da una parte per mettere dall'altra, e fai finta di aver fatto due cose.
Ma cyberbullismo e violenza di genere non sono in competizione. Sono la stessa radice: cultura patriarcale, controllo, sopraffazione. Se non insegni il rispetto a scuola, avrai sia bullismo che violenza sulle donne.
E la beffa più grande: questo decreto diventerà legge a fine novembre, proprio mentre ci chiederanno di mettere un fiocchetto rosso per il 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne.

Noi donne Arci Subasio lo diciamo chiaro:
non accettiamo lezioni da chi taglia l'educazione al rispetto.
Perché se non si educa oggi nelle classi, domani continueremo a contare le morte.

Oggi ci ha lasciato Emma Bonino.Come donne di Arci Subasio rendiamo omaggio a una combattente. Una donna che ha fatto de...
11/09/2026

Oggi ci ha lasciato Emma Bonino.

Come donne di Arci Subasio rendiamo omaggio a una combattente. Una donna che ha fatto della libertà il suo mestiere e del coraggio la sua quotidianità.

Emma non si è limitata a parlare di diritti, li ha conquistati. Con il corpo, con le denunce, con l'arresto.
Protagonista di due delle battaglie per i diritti civili che più hanno cambiato l’Italia, quella sul divorzio e quella sull’aborto, negli anni Settanta

Da attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea, ha lottato contro tutto ciò che nega la libertà, come l'aborto clandestino, le mutilazioni genitali, la pena di morte, la fame, l'autoritarismo.

Ci ha insegnato che non è importante quante volte si perde, l'importante è continuare a lottare per una libertà che sia per tutte le donne e per tutte le persone.

Grazie Emma. Raccogliamo il testimone della tua libertà radicale.

Donne Arci Subasio

Lorena aveva 45 anni. È stata uccisa due volte.La prima volta nel bagagliaio di un Suv, dopo un agguato sotto casa in vi...
06/09/2026

Lorena aveva 45 anni. È stata uccisa due volte.

La prima volta nel bagagliaio di un Suv, dopo un agguato sotto casa in via Panciatichi a Firenze.
La seconda volta adesso, nel modo in cui ne parliamo.

Lorena Isceri aveva lasciato il suo ex durante l'estate. Aveva paura di lui, hanno detto i suoi familiari arrivati da Lecce. Paura.

Lui l'ha aspettata nel garage, l'ha picchiata, legata, chiusa nel bagagliaio. Lei, da lì dentro, è riuscita a chiamare il 112, ha chiamato anche un amico. Ha lottato fino all'ultimo metro di autostrada. Poi l'ha portata sul viadotto della A1 e l'ha buttata giù da 40 metri. Poi si è buttato anche lui. Aveva già scritto tutto su Instagram: "Addio a tutti".

Questo si chiama femminicidio. Non raptus. Non follia d'amore. Non tragedia.

È premeditazione. È possesso.

È il frutto puro del patriarcato. Quello più subdolo di tutti. Quello che non ti picchia sempre subito, ma ti insegna fin da piccola che l'uomo deve proteggere, possedere, decidere. Quello del maschio che "tiene a bada" la sua donna, che la vuole bella ma modesta, libera ma non troppo. Che se la lasci, sei tu quella che l'ha provocato. Che se hai paura, è colpa tua che non hai denunciato prima.

E mentre succede questo cosa fa il Governo?
Toglie l'educazione sessuale e affettiva dalle scuole.

La toglie perché fa paura. Perché un ragazzo che a scuola impara cos'è il consenso, che l'amore non è controllo, che un no è un no, poi non ci crede più a questa favola marcia. E senza quella favola, crolla tutto il sistema che tiene in piedi questo Paese: l'uomo che comanda, la donna che perdona e che ha paura.

Lorena non è morta per amore. Lorena è morta in Italia, nel 2026, dopo aver chiesto aiuto dal bagagliaio di una macchina, buttata giù da un viadotto dell'A1.

Non servono minuti di silenzio. Servono scuole che insegnano il consenso e non la censura. Servono più risorse per i Centri antiviolenza, gli unici luoghi che possono, con competenza, accompagnare una donna fuori dalla violenza e dalla paura, caso per caso. Servono giornali che chiamano assassino un assassino e non che frugano nella paura della vittima. Serve smettere di osannare chi del patriarcato mediterraneo ha fatto una carriera politica.

Per Lorena Isceri. Per tutte.

La Regione Umbria ha presentato il Percorso Codice Rosa negli ospedali umbri per l'accoglienza delle donne vittime di vi...
01/09/2026

La Regione Umbria ha presentato il Percorso Codice Rosa negli ospedali umbri per l'accoglienza delle donne vittime di violenza.
Non è solo un protocollo sanitario.
Come ha detto bene la Direttrice Daniela Donetti, è un modello culturale e organizzativo, un modo nuovo di accogliere, ascoltare, non lasciare mai sola una donna che trova la forza di varcare la porta di un Pronto Soccorso a seguito di una violenza.
Una presa in carico completa, dal prima al dopo, grazie a una rete che finalmente lavora insieme e che fa della relazione e della protezione il suo centro.
Il Percorso codice rosa, già sperimentato in alcune realtà sanitarie della nostra regione, diventa ora un pezzo fondamentale del Piano Socio Sanitario regionale e una conquista per chi, come noi, lotta ogni giorno contro la violenza di genere.
Come Donne Arci Subasio ringraziamo la Presidente Stefania Proietti, la Direttrice Daniela Donetti, l'Assessora Simona Meloni e la Presidente del Centro per le Pari Opportunità Federica Moretti per aver ascoltato e trasformato una necessità in un diritto concreto.
Perché nessuna donna deve sentirsi sola quando chiede aiuto.

La stanza del potere e l'agenda di genere: cosa cambia se il femminismo entra in Comune.La nostra Presidente è entrata i...
21/08/2026

La stanza del potere e l'agenda di genere: cosa cambia se il femminismo entra in Comune.
La nostra Presidente è entrata in Consiglio comunale a seguito delle dimissioni del consigliere Diego Mattioli, che ringraziamo per le lotte portate avanti insieme.
Sara Tiberi, docente di storia e filosofia, è un' attivista abituata alle piazze, ai collettivi e ai linguaggi della teoria critica. Il femminismo non è un elenco di buone intenzioni, ma una visione globale.
Crediamo che la sfida principale della nostra consigliera sarà istituzionalizzare la radicalità non solo attraverso atti formali, ma incidendo sulle competenze concrete del Comune: il bilancio di genere, la gestione dei servizi sociali, il finanziamento ai centri antiviolenza e la toponomastica femminile.
Sara Tiberi porterà avanti le lotte che hanno visto la nostra associazione in prima fila: consultori e asili nido potenziati, mobilità accessibile, rete di welfare di prossimità. L'ingresso di una donna femminista in consiglio comunale è un test per la democrazia locale. Il successo della sua presenza si misurerà anche sulla capacità di aprire le porte di quel palazzo, dando alla cittadinanza spazi permeabili alle loro reali esigenze.
Siamo sicure che Sara Tiberi rappresenterà tutt° con competenza e passione.
Grazie Diego, buon lavoro Sara. Donne Arci Subasio

Abbiamo letto i manifesti appesi a Perugia, frutto del progetto curato della Cooperativa Densa.Abbiamo letto le frasi de...
15/07/2026

Abbiamo letto i manifesti appesi a Perugia, frutto del progetto curato della Cooperativa Densa.
Abbiamo letto le frasi dei ragazzi e delle ragazze.

Fa male.

E proprio per questo vanno difesi.

Quello che hanno scritto è disagio. Vero. N**o.
È stanchezza, rabbia, solitudine, paura del futuro.
Non è propaganda. Non è "provocazione".

È vita.

Quello che invece è strumentale è usarlo adesso per fare propaganda elettorale.
È prendere quelle frasi e rigirarle con una comunicazione violenta, urlata, che punta solo a screditare e dividere.
La destra tutta lo sta facendo in questi giorni. Prende il dolore e lo trasforma in arma.

Ma il disagio non si combatte con altra violenza.
Si ascolta. Si comprende. Si risponde con spazi, servizi, lavoro, futuro.

State zitti se non avete altro da offrire che insulti.
Lasciate parlare chi sta male.
E ascoltatelo.

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03/07/2026
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03/07/2026

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24/06/2026

I NIDI PUBBLICI SONO UNA PRIORITÀ.
NO ALLA ESTERNALIZZAZIONE.

Ieri il sindaco ha confermato la chiusura della gestione diretta di due nidi comunali.
Questa scelta non è un taglio “tecnico”.

🚩🚩È ᴜɴᴀ ᴠɪsɪᴏɴᴇ ᴘᴏʟɪᴛɪᴄᴀ ᴘʀᴇᴄɪsᴀ: sᴠᴜᴏᴛᴀʀᴇ ɪʟ ɴɪᴅᴏ ᴘᴜʙʙʟɪᴄᴏ ᴇ ʟᴀ sᴜᴀ ғᴜɴᴢɪᴏɴᴇ ғᴏʀᴍᴀᴛɪᴠᴀ.

Trattarlo non come luogo educativo, di gioco, di relazioni, di crescita.
Ma come semplice “parcheggio”.

E quando il nido diventa parcheggio, 𝐚 𝐫𝐢𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞.

🔴𝑺𝙚𝒏𝙯𝒂 𝒏𝙞𝒅𝙞 𝙥𝒖𝙗𝒃𝙡𝒊𝙘𝒊, 𝙜𝒓𝙖𝒕𝙪𝒊𝙩𝒊 𝒆 𝒅𝙞 𝙦𝒖𝙖𝒍𝙞𝒕𝙖̀, 𝒍’𝒆𝙢𝒂𝙣𝒄𝙞𝒑𝙖𝒛𝙞𝒐𝙣𝒆 𝒔𝙤𝒄𝙞𝒂𝙡𝒆 𝒔𝙞 𝙛𝒆𝙧𝒎𝙖.

Torna il ricatto: o lavori o cresci tuo figlio. O carriera o maternità.

A rimetterci, in questa vicenda, sono anche le educatrici.
📌Da mesi 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼, ma ad oggi sono rimaste inascoltate e a volte perfino colpevolizzate.

‼️I nidi comunali non sono un costo.
Sᴏɴᴏ ᴜɴ ɪɴᴠᴇsᴛɪᴍᴇɴᴛᴏ sᴜʟʟᴀ ᴄɪᴛᴛᴀ̀ ᴇ sᴜʟʟᴀ ʟɪʙᴇʀᴛᴀ̀ ᴅɪ sᴄᴇʟᴛᴀ ᴅᴇʟʟᴇ ᴍᴀᴅʀɪ.‼️

❌Noi diciamo ɴ͟ᴏ͟ ͟ᴀ͟ʟ͟ʟ͟ᴀ͟ ͟ᴇ͟s͟ᴛ͟ᴇ͟ʀ͟ɴ͟ᴀ͟ʟ͟ɪ͟ᴢ͟ᴢ͟ᴀ͟ᴢ͟ɪ͟ᴏ͟ɴ͟ᴇ͟ , primo passo per una probabile e successiva privatizzazione.

✅𝐒𝐢̀ 𝐚 𝐧𝐢𝐝𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀!
Perché una città che sacrifica i bambini rinuncia al proprio futuro.

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Foligno
06034

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