Tastetaly

Tastetaly L'associazione si propone come obiettivo l'idea del "mangiare consapevole e con gusto", tutelando l'ambiente, i diritti umani e di ogni essere vivente.

🍾 Quella gabbietta sullo spumante? Ha esattamente 6 giri di filo. E c'è un motivo.Apri una bottiglia di spumante. Fai un...
06/05/2026

🍾 Quella gabbietta sullo spumante? Ha esattamente 6 giri di filo. E c'è un motivo.

Apri una bottiglia di spumante. Fai un gesto che hai fatto mille volte: srotoli quella piccola gabbietta di filo metallico che tiene il tappo prigioniero. La butti via senza pensarci. E invece dovresti fermarti. Perché quel piccolo oggetto ha una storia pazzesca. 🤯

Si chiama muselet — dal francese museler, che significa "mettere la museruola". E il nome non è casuale: il suo lavoro è esattamente quello. Tenere a bada una belva. Perché dentro una bottiglia di Champagne o di Metodo Classico la pressione può arrivare a 6 atmosfere — tre volte quella di un pneumatico d'auto. Senza la gabbietta, quel tappo è un proiettile. Letteralmente. 😳

La leggenda narra che sia stata Madame Clicquot, la vedova della celebre maison, a perfezionarne l'uso nei primi dell'Ottocento, stanca di perdere bottiglie (e forse qualche collaboratore ahah) a causa di tappi volanti nelle sue cantine di Reims. Prima di lei si usavano spaghi cerati, corde, persino sigilli di piombo. Un disastro. 💥

Ma il dettaglio che nessuno conosce è questo: la gabbietta ha esattamente 6 mezzi giri di filo. Non 5, non 7. Sei. Perché? È il numero perfetto per garantire la tenuta sotto pressione distribuendo uniformemente la forza sul tappo, ma permettendo al contempo un'apertura rapida con una sola mano. Ingegneria pura applicata a una festa. 🎉

E poi c'è la tradizione: in molte zone della Francia si dice che piegare la gabbietta a forma di sedia dopo l'apertura porti fortuna. In Champagne i camerieri più esperti la trasformano in minuscole sculture da lasciare sul tavolo — un gesto di eleganza silenziosa. 🪑✨

La prossima volta che apri una bottiglia di bollicine, prima di buttare via quella gabbietta, guardala un attimo. Ha 200 anni di storia tra le dita. E tiene a bada 6 atmosfere di pura gioia. 🥂

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🍇 Semidano: il fantasma bianco della MarmillaLa Sardegna è stata la regione che ho scelto per il mio esame da sommelier ...
30/04/2026

🍇 Semidano: il fantasma bianco della Marmilla

La Sardegna è stata la regione che ho scelto per il mio esame da sommelier A.I.S. ormai oltre 10 anni fa. Non è stato un caso. È una terra che non si concede facilmente — bisogna andarla a cercare, capirla, meritarsela. Proprio come i suoi vini. E proprio come il . 🖤

Questo vitigno a bacca bianca è uno dei più rari d'Italia. Lo coltivano in pochissimi, quasi tutti concentrati nell'area di Mogoro, nel cuore della Marmilla — quella Sardegna interna fatta di altopiani, silenzio e luce abbagliante. Per decenni è stato dimenticato, quasi estinto, confuso con altre uve bianche più diffuse. Poi qualcuno ha deciso che lasciarlo morire sarebbe stato un crimine. 🙏

Il Sardegna Semidano DOC è un bianco che sorprende: profumi di ginestra, mandorla fresca, erbe aromatiche della macchia mediterranea e un finale sapido, quasi minerale, che sa di pietra calcarea e vento di maestrale. Ha corpo ma anche eleganza — cosa rara in un bianco sardo.

La curiosità? Il nome potrebbe derivare dal latino semis e danum, "mezzo dono" — perché la pianta produce pochi grappoli, come se regalasse il suo frutto con parsimonia. Altri sostengono derivi da una contrazione dialettale legata alla parola "seme". In entrambi i casi, il messaggio è chiaro: il Semidano non si spreca, si custodisce. ✨

Trovarlo è un'impresa. Berlo è un privilegio. Ricordarlo è inevitabile. 🏝️

📍 Mogoro, Marmilla — Sardegna 🍷 Vitigno: Semidano (bacca bianca) 🌿 DOC Sardegna Semidano

🍇 Sagrantino: il vino che sa di pietra, preghiera e terra rossaRiprendiamo la scoperta dei vitigni autoctoni andando in ...
27/04/2026

🍇 Sagrantino: il vino che sa di pietra, preghiera e terra rossa

Riprendiamo la scoperta dei vitigni autoctoni andando in una piccola regione italiana ma con grande qualità vitivinicola, l' . In questa regione dell'Italia centrale, c'è un posto dove le viti crescono su colline silenziose, tra ulivi argentati e borghi medievali che sembrano sospesi nel tempo. Si chiama Montefalco, e qui nasce uno dei vitigni più antichi e identitari d'Italia: il Sagrantino.

Le sue origini si perdono tra storia e leggenda. Alcuni lo vogliono portato dai Frati Francescani, che lo usavano per il vino sacro delle celebrazioni liturgiche — da qui, forse, il nome. Quello che è certo è che per secoli è rimasto gelosamente custodito tra queste colline, quasi sconosciuto al resto del mondo.

Il Sagrantino è un vitigno estremo. Ha il contenuto di polifenoli e tannini più alto tra tutti i vitigni italiani — forse del mondo. Il vino che ne nasce è denso, strutturato, quasi austero: sentori di mora selvatica, viola appassita, tabacco, cuoio, e una terra ferrosa che ti rimane impressa. Non è un vino che si lascia bere distrattamente. Chiede tempo, chiede cibo, chiede rispetto.

Il Montefalco Sagrantino DOCG, riconosciuto nel 1992, è la sua veste più nobile. Le versioni secche hanno bisogno di anni per ammorbidire quei tannini possenti, mentre il Passito — prodotto con uve appassite — regala dolcezza e complessità rare, un vero tesoro enologico.

Produttori storici come Arnaldo Caprai lo hanno portato all'attenzione internazionale, ma oggi una nuova generazione di piccoli vignaioli lo interpreta con sensibilità biologica e artigianale, restituendogli quella dimensione intima e territoriale che ha sempre avuto.

Bere un Sagrantino è come leggere un capitolo di storia umbra. Forse non piacerà a tutti, ma per chi lo apprezza è indimenticabile. 🖤

La Vigna Dimenticata della Serenissima:   di VeneziaDopo il Nero di T***a, pugliese, ci spostiamo al nord per conoscere ...
21/04/2026

La Vigna Dimenticata della Serenissima: di Venezia

Dopo il Nero di T***a, pugliese, ci spostiamo al nord per conoscere un nuovo vitigno poco conosciuto ma molto interessante.

C'era una volta, nelle isole della laguna veneziana, un'uva bianca dorata che profumava di salsedine e grandezza. Si chiamava Dorona di , e per secoli ha bagnato le labbra dei dogi e dei mercanti della Serenissima Repubblica. Poi, silenziosamente, quasi con la stessa discrezione con cui Venezia si immerge nelle acque, sparì. O quasi.

La storia della Dorona è degna di un romanzo di avventura. Sopravvissuta per secoli sulle isole della laguna, resistendo stoicamente all'acqua salmastra con radici che nessun altro vitigno avrebbe mai tollerato, fu praticamente cancellata dall'alluvione devastante del 4 novembre 1966 — la stessa che sommerse Venezia sotto quasi due metri d'acqua. Un'intera civiltà vinicola scomparsa in una notte, sepolta dal fango e dall'oblio.

Ma qualcuno, con quella testardaggine tutta veneta che non ammette sconfitte, non si arrese. Sull'isola di Mazzorbo, per intenderci, quella piccola gemma lagunare appena accanto a Burano, quella con le case color caramella sopravviveva un'ultima, solitaria vigna. Poche vecchie viti abbandonate, quasi invisibili tra le erbacce, come anziane nobildonne dimenticate dal mondo.

Fu la famiglia Bisol sì, avete letto bene, gli stessi del Prosecco di Valdobbiadene che nel 2002 decise di scommettere sull'impossibile: recuperare la Dorona, reimpiantarla, farla rinascere. Nacque così il progetto Venissa, oggi una delle storie di recupero vinicolo più affascinanti d'Italia. Una vigna murata, un ostello di charme, un vino prezioso che profuma di fiori gialli, frutta matura e — giuratelo — di brezza lagunare salata. Qualcosa di unico e irripetibile al mondo.

Il nome? Dorona viene dal dialetto veneziano "d'oro" e guardando il colore del vino nel calice, capisci immediatamente perché. Un oro antico, luminoso, come il mosaico di San Marco che si riflette nell'acqua alta.

E gli abbinamenti? Chiudete gli occhi e immaginate: sarde in saòr, il classico piatto veneziano agrodolce, oppure un risotto al nero di seppia, o ancora una delicata frittura mista di laguna. Ma soprattutto, abbinate la Dorona a un tramonto sulla laguna, con il campanile di San Marco sullo sfondo e nessuna fretta di andare da nessuna parte. Perché certi vini non si bevono si meditano.

Benvenuti nel che non ti aspetti. 🌊🍷

𝐃𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐕𝐢𝐭𝐢𝐠𝐧𝐨Il Vitigno Ribelle di Puglia: Storia, Miti e quel nome che sa di scherzo Cercatori di sorsi autentici e...
18/04/2026

𝐃𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐕𝐢𝐭𝐢𝐠𝐧𝐨

Il Vitigno Ribelle di Puglia: Storia, Miti e quel nome che sa di scherzo

Cercatori di sorsi autentici e amanti del buon racconto, non potevo che incominciare la mia rubrica da un vitigno legato al mio territorio: 𝐢𝐥 𝐍𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐓𝐫𝐨𝐢𝐚.

Nelle arse contrade pugliesi, dove il sole non perdona e la storia si respira ad ogni zolla, si nasconde un carattere forte, un’anima selvaggia e, ammettiamolo, un nome che fa ancora sorridere. Appunto, parlo di lui, il Nero di T***a, il vitigno autoctono legato alla Puglia, che porta addosso il peso e il fascino di millenni.

Per i più maliziosi, quel "T***a" nel nome evoca chissà quali scandali o antiche licenziosità. E invece no! La leggenda, o forse solo la suggestione, ci porta dritti a Diomede, l'eroe greco reduce dalla storica battaglia di T***a, che pare abbia piantato i primi ceppi proprio qui, sulle nostre coste adriatiche. Un destino glorioso, un'eredità epica, per un vitigno che, per secoli, ha preferito fare l'eremita, sussurrando il suo potenziale solo a chi aveva l'orecchio teso.

Non un vino da prime uscite, non l'amabile cortigiano che si concede al primo sguardo. Il Nero di T***a è più un pensatore solitario, un poeta che rifugge la folla, ma che, quando decide di aprirsi, sa sorprendere con una presenza imponente, una trama f***a che sa di terra, di vento e di un'eleganza severa che va scoperta, non imposta. È un vino che non ama gli eccessi, eppure, nel suo calice, custodisce un'intensità quasi misteriosa. Entra nella composizione delle Doc Castel del Monte, Rosso Barletta, Rosso Canosa, Rosso di Cerignola, Orta Nova e Cacc'e mmitte di Lucera.

Con chi lo abbiniamo? Non solo a piatti, ma a momenti. A quelle serate dove le chiacchiere si fanno profonde, ai libri che non smetti di leggere, ai tramonti mozzafiato sul mare pugliese che chiedono solo un silenzio contemplativo e un sorso meditato. È il compagno perfetto per chi non cerca il facile, ma il vero.

Un brindisi, dunque, al nostro Nero di T***a: un po' storia, un po' enigma, e sempre, inequivocabilmente, Puglia.

16/04/2026

Carissimi amici e appassionati di vino,

sono appena tornato dal Vinitaly, e tra un padiglione e l'altro, un'idea mi frullava in testa: quanto vino c'è da raccontare, oltre quello che si degusta!

Così ho deciso di inaugurare "Mondovino", la mia nuova rubrica settimanale qui sulla pagina. Dimenticate le schede tecniche e gli elenchi noiosi. Qui vogliamo viaggiare con la mente e con il calice, scoprire curiosità inaspettate, lasciarci ispirare da suggestioni insolite e trovare idee originali che leghino il vino alla vita, alla cultura, alle emozioni.

Ogni martedì e giovedì, un sorso di storia, un brindisi a un territorio nascosto, un abbinamento che non ti aspetti. Sarà un invito a esplorare il mondo del vino con occhi diversi, attraverso le mie lenti di giornalista e sommelier.

Pronti a partire per questo viaggio? 🌍🍷

Hai domande, dubbi o cerchi un consiglio sul vino perfetto per un'occasione speciale? Sono qui per questo: non esitare a chiedere nei commenti o in DM!
Attivo anche il numero whataspp 3278446123

✨ 𝐋’𝐈𝐧𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐏𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐃𝐢𝐚𝐛𝐞𝐭𝐞! ✨🌿Oggi percorriamo un viaggio affascinante nel cuore d...
08/06/2024

✨ 𝐋’𝐈𝐧𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐏𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐃𝐢𝐚𝐛𝐞𝐭𝐞! ✨🌿

Oggi percorriamo un viaggio affascinante nel cuore della Dieta Mediterranea, un tesoro culinario che non solo delizia il palato, ma si erge anche come un baluardo contro il diabete. 🍅🍇🥖

Un Patrimonio di Salute e Gusto
La Dieta Mediterranea, amata per la sua varietà e sapori autentici, affonda le sue radici nelle tradizioni alimentari di paesi come Italia, Grecia, Spagna e Marocco. Ma oltre alla sua ricchezza culturale e gastronomica, questa dieta si distingue per i suoi straordinari benefici per la salute. 🌿❤️

Gli Elementi Chiave
Immaginate una tavola imbandita di:

Frutta e Verdura Fresca 🥦🍊
Cereali Integrali 🌾🍞
Legumi 🥗
Olio d'Oliva Extra Vergine 🫒
Pesce 🐟
Noci e Semi 🌰
Questi alimenti, consumati con moderazione e combinati con un’attività fisica regolare, sono la pietra angolare della Dieta Mediterranea, contribuendo a mantenere il corpo in equilibrio e a prevenire l’insorgenza di molte malattie croniche.

La Scienza Dietro la Dieta
Studi scientifici hanno dimostrato che seguire una dieta mediterranea può migliorare significativamente il controllo del glucosio nel sangue, riducendo così il rischio di diabete di tipo 2. L'alto contenuto di fibre, antiossidanti e grassi sani gioca un ruolo cruciale nel mantenere livelli di zucchero nel sangue stabili. 📊🔬

Come Funziona?
Fibra e Carboidrati Complessi: Gli alimenti ricchi di fibre, come legumi e cereali integrali, rallentano l’assorbimento degli zuccheri, evitando picchi glicemici. 🍞🍚
Grassi Sani: L'olio d'oliva extra vergine e le noci contengono grassi monoinsaturi, che migliorano la sensibilità all'insulina. 🫒
Antiossidanti: Frutta e verdura sono cariche di antiossidanti che riducono l'infiammazione, una delle cause sottostanti del diabete. 🍇🍓
Vivere la Dieta Mediterranea
Adottare questa dieta non significa rinunciare al piacere di mangiare. Si tratta di fare scelte consapevoli che esaltano i sapori naturali degli alimenti e supportano una vita sana. Ecco alcuni suggerimenti pratici per iniziare:

Colazione: Yogurt greco con miele, noci e frutta fresca. 🥣🍯
Pranzo: Insalata di farro con verdure di stagione e olio d'oliva. 🥗
Cena: Pesce al forno con erbe aromatiche e contorno di verdure grigliate. 🐟🌿
Un’Iniziativa Globale
L'importanza della Dieta Mediterranea è riconosciuta a livello globale. Organizzazioni come l'American Diabetes Association (ADA) promuovono questo stile di vita come parte integrante della gestione del diabete. L'ADA offre risorse educative, ricette salutari e programmi di supporto per aiutare le persone a fare scelte alimentari migliori. 🌍📚

Conclusione
In sintesi, la Dieta Mediterranea non è solo un modo delizioso di mangiare, ma una potente arma contro il diabete. Incorporare questi principi nella propria vita quotidiana può portare a una migliore gestione del glucosio, una salute cardiovascolare ottimale e un benessere generale. 🍎❤️

Quindi, perché non iniziare oggi stesso? Adottare la Dieta Mediterranea è un passo verso una vita più sana e gustosa. Condividiamo la gioia di un’alimentazione sana e combattiamo insieme il diabete! 🥳🍽️

🌍✨ Giornata Mondiale dell’Ambiente 2024: Un Appello alla Rigenerazione della Terra! ✨🌍Dal 1972, la Giornata Mondiale del...
05/06/2024

🌍✨ Giornata Mondiale dell’Ambiente 2024: Un Appello alla Rigenerazione della Terra! ✨🌍

Dal 1972, la Giornata Mondiale dell’Ambiente è il principale evento delle Nazioni Unite per sensibilizzare e promuovere azioni globali a favore dell’ambiente. L’edizione del 2024, ospitata dall’Arabia Saudita, si focalizza sul ripristino del territorio, contrastando la desertificazione e aumentando la resilienza alla siccità. Lo slogan di quest’anno è: "La nostra terra. Il nostro futuro. Siamo ". 🌱💧

📊 Allarme Desertificazione: Un'Urgenza Globale
Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD), ben il 40% delle terre emerse è degradato, coinvolgendo metà della popolazione mondiale e minacciando quasi la metà del PIL globale. Dal 2000, la frequenza e la durata dei periodi di siccità sono aumentate del 29%. Senza interventi urgenti, entro il 2050 la siccità potrebbe affliggere tre quarti della popolazione mondiale. 🚨🌍

🔄 Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino degli Ecosistemi
Il ripristino del territorio è una componente cruciale del Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino degli Ecosistemi (2021-2030), un’iniziativa fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. 🌳🌿

🎉 30° Anniversario della Convenzione sulla Lotta alla Desertificazione
Il 2024 segna il trentesimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Lotta alla Desertificazione (UNCCD). Per celebrare questo importante traguardo, la sedicesima sessione della Conferenza delle Parti (COP 16) si terrà a Riyadh dal 2 al 13 dicembre 2024. 🗓️🌏

📈 Dati e Analisi di ISPRA
ISPRA, con il suo modello BIGBANG, fornisce un quadro dettagliato della situazione idrologica nazionale dal 1951 al 2023, evidenziando un allarmante calo della disponibilità di risorse idriche e l’aumento delle temperature. Nel 2022, l’Italia ha registrato il minimo storico di risorse idriche disponibili, aggravato da siccità persistenti che hanno interessato il Paese già dalla fine del 2021. 📉💧

📊 Impatto dei Cambiamenti Climatici in Italia
Il rapporto dell’ISPRA sottolinea che il 2022 è stato uno degli anni più siccitosi dal 1952. L’aumento della percentuale del territorio italiano soggetto a siccità estrema è un chiaro segnale dei cambiamenti climatici in corso. 📈🌡️

💧 Monitoraggio e Previsioni
Il Bollettino Siccità di ISPRA è uno strumento fondamentale per quantificare e monitorare le condizioni di siccità in Italia e in Europa, fornendo aggiornamenti dettagliati a livello regionale. 🗺️📊

🔍 Iniziative Future
La COP 16 a Riyadh rappresenta un’opportunità cruciale per discutere e implementare strategie globali contro la desertificazione, promuovendo il ripristino degli ecosistemi degradati. 🌍🤝

✨ Un Futuro Sostenibile
La Giornata Mondiale dell’Ambiente 2024 ci ricorda l’importanza di proteggere e rigenerare la nostra terra. Uniamoci nella missione di ripristinare i nostri ecosistemi per un futuro sostenibile e prospero. 💪🌿



🌿🌏💚

🌞 𝐒𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐥𝐚 𝐕𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨! 🍒🍑🍓Giugno è il mese perfetto per godersi una vasta gamma di frut...
03/06/2024

🌞 𝐒𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐥𝐚 𝐕𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨! 🍒🍑🍓

Giugno è il mese perfetto per godersi una vasta gamma di frutta fresca, ricca di sapore e nutrienti essenziali. Pensate alle dolci e golose albicocche, con il loro meraviglioso colore arancione e il sapore che sa di sole. Non solo sono deliziose, ma sono anche ricche di betacarotene e licopene, perfette per una pausa sana e gustosa.

E chi può resistere alle fragole? Ancora disponibili nelle regioni del Sud Italia, queste piccole gemme rosse sono un concentrato di vitamina C e potassio. Sono perfette da gustare da sole o da aggiungere a un’insalata estiva per un tocco di dolcezza.

Le pesche, poi, sono un vero e proprio simbolo dell’estate. Profumate, dolci e rinfrescanti, sono l'ideale per un picnic all’aperto o come spuntino rinfrescante durante le calde giornate di giugno. Sono anche diuretiche e depurative, perfette per mantenere il corpo idratato e in forma.

Non dimentichiamo i lamponi, che iniziano a comparire proprio in questo mese. Questi piccoli frutti di bosco sono ricchi di antiossidanti e vitamine, ottimi per dare una carica di energia naturale. E che dire delle ciliegie? Rosse, succose e irresistibili, sono perfette per uno spuntino sano. Inoltre, le ciliegie sono un concentrato di vitamina C e potassio, utili per mantenere alta l’energia.

Anche le nespole meritano una menzione. Questi frutti dorati sono ancora disponibili a giugno e sono un’ottima fonte di vitamina C e potassio. E se avete bisogno di una dose extra di vitalità, i kiwi sono ciò che fa per voi, con i loro alti livelli di vitamina C e potassio, capaci di migliorare l'umore e dare una sferzata di energia.

I mirtilli sono un altro frutto di bosco che fa capolino a giugno. Piccoli ma potenti, sono ricchi di antiossidanti e vitamine, perfetti per una colazione sana e deliziosa. Le pere, disponibili in questo mese, sono un frutto succoso e nutriente, ideale per una merenda leggera. Infine, non possiamo dimenticare i limoni, con il loro sapore fresco e i benefici della vitamina C, perfetti per dissetarsi con una limonata rinfrescante.

Questa frutta di stagione è fresca, leggera e piena di vitamine e minerali, rendend

ola ideale per una dieta equilibrata e sostenibile durante l'estate. Immagina di iniziare la giornata con una macedonia colorata e succosa, piena di fragole, pesche, albicocche e qualche lampone. Oppure di concluderla con una ciotola di mirtilli e ciliegie, magari accompagnati da un po' di yogurt naturale.

Non solo questi frutti sono deliziosi, ma portano anche un'esplosione di colori e sapori sulla tua tavola, rendendo ogni pasto un’esperienza gustativa e nutrizionale. Quindi, non perdere l’occasione di approf***are di questa varietà di frutta fresca e di stagione a giugno. Buon appetito e buona estate a tutti! 🌞🍉🍇🍍

Indirizzo

Foggia

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