AGEDO Foggia "Gabriele Scalfarotto"

AGEDO Foggia "Gabriele Scalfarotto" Agedo è costituita da genitori, parenti ed amici delle persone LGBT, che si impegnano per l’affermazione dei loro diritti civili

Gli ultimi incontri nelle scuole sono stati molto faticosi. Alunn* insolenti, intolleranti (al punto da augurare la mort...
07/03/2026

Gli ultimi incontri nelle scuole sono stati molto faticosi. Alunn* insolenti, intolleranti (al punto da augurare la morte delle persone LGBT+), insegnanti assenti ,non fisicamente, ma nelle dinamiche che accadevano in classe. Ogni incontro si è trasformato da una opportunità di confronto in sensazione di fallimento. Tanto da rendere inutile il nostro servizio di volontariato. Questa mattina recandoci al Pascal io e MR Di Maria Rosaria Di Spirito ci siamo ripromesse che se ci fossimo trovate e sentite maltrattate , saremmo andate via anzitempo. Ore 9, 15 suona la campanella e si apre la porta : 20 alunni, una sezione tutta maschile, una 4.a (solitamente sono più presuntuosi delle prime classi)... tutto lasciava prevedere un'altra mattinata di conflitto ... ed invece sono state ore di stupore e serenità. Occhi attenti, sguardi gentili, parole curiose ma rispettose. insegnante così protesa nell'ascolto, sulla sua seggiola che , quasi cadeva ... Ci siamo riconciliate con la speranza che Inclusione e Rispetto sono ancora parole importanti anche per giovani generazioni. Grazie Pascal

14/02/2026

Cosa succede davvero quando, in una famiglia cattolica, un figlio dice “sono gay”?
Sul quotidiano Domani del 13 febbraio 2026 la giornalista Alessia Arcolaci ha raccontato la storia di una famiglia di Bologna che non è scappata davanti a quella frase, ma l’ha trasformata in un cammino di fede e relazioni. Tutto parte da un messaggio semplice di un padre al figlio: «Ti voglio bene». Da lì nascono domande, paure, confronti… e una serenità costruita giorno dopo giorno dentro la vita cristiana.

La madre Beatrice lo dice chiaramente: il coming out di un figlio coinvolge tutta la famiglia e mette in discussione anche la fede. Non tutte e tutti la pensano allo stesso modo, ed è giusto così. Ma forse proprio per questo serve ascoltare storie vere, senza slogan.

E tu cosa ne pensi? Una famiglia cattolica può vivere la fede accogliendo un figlio LGBT+ senza sentirsi divisa?

13/02/2026

Grazie Giorgio e grazie Annamaria per questa splendida serata insieme!

02/02/2026
29/01/2026
26/01/2026

Mi chiamo Giovanni, ho 22 anni e vengo da una famiglia super credente, super impegnata, super neocatecumenale. Per capirci: una di quelle realtà dove tutto è già deciso, il cammino, le tappe, le scelte, i tempi. Tu devi solo seguirli. Comodo, no? Sì, finché non capisci che sei gay. E lì scopri che, in tutto quel progetto perfetto, tu non eri previsto.

La fede mi ha dato tantissimo, davvero, ma a un certo punto mi sono chiesto come fosse possibile che una fede che parla sempre di amore, di ascolto, di un Dio che ti conosce per nome, non riuscisse a vedere me. Cioè, mi vede, ma solo a metà. Finché sto zitto, va tutto bene.

Così ho imparato a dividermi: da una parte il Giovanni credente, dall’altra il Giovanni gay. Due mondi separati che non devono incontrarsi mai. All’inizio sembra funzionare, poi ti accorgi che è stancante da morire, perché vivi sempre con il freno a mano tirato. E soprattutto perché arriva la domanda che ti spiazza: ok, ma io dove sto?

Non voglio più essere gay in certi ambienti e credente in altri, non voglio più sentirmi fuori posto ovunque. Voglio un posto dove posso essere me stesso, tutto intero. È per questo che ho deciso di partecipare a Firenze al Ritiro Nazionale dei Giovani Cristiani Q***r. Ho bisogno di confrontarmi, di ascoltare, di capire se esiste un modo di vivere la mia fede e ciò che sono senza dovermi spezzare in due.

Forse quel «Lazzaro, vieni fuori» di cui parla il Vangelo per me un invito a smettere di nascondermi.

“Lazzaro, vieni fuori” (Giovanni 11,1-44) è il titolo della seconda edizione del Ritiro Nazionale Giovani Cristiani Q***r, per giovani dai 18 ai 35 anni, che si terrà dal 20 al 22 marzo 2026 a Firenze, ospite in un antico monastero della città. Un’iniziativa promossa dal Progetto Giovani Cristiani LGBT+ e da Kairos Giovani Q***r di Firenze, insieme a Guado Giovani Milano e Young Oikos Roma, con il contributo de La Tenda di Gionata. Tutte le informazioni sono disponibili su https://www.gionata.org/20-22-marzo-2026-a-firenze-un-ritiro-per-i-giovani-cristiani-queer/

17/01/2026

Raspanti: “La comunità lgbtq+ della Sicilia ha chiesto di incontrarci e lo abbiamo fatto con gioia. Hanno voluto raccontare la loro esperienza, talvol…

10/01/2026
09/01/2026

In un contesto sociale e culturale in continua evoluzione, prendersi cura della salute mentale delle persone LGBTQIA+ non è più un'opzione ma una responsabilità. Le ricerche mostrano come questa comunità affronti livelli più elevati di stress, discriminazione e violenza, con conseguenze profonde sul benessere psicologico e relazionale.

Le professioniste e i professionisti della salute mentale hanno il compito di creare setting terapeutici dove ogni persona possa sentirsi vista, rispettata e accolta nella propria identità. Questo significa abbracciare una prospettiva ampia e autenticamente inclusiva, capace di riconoscere le specificità di ciascuno e di attivare processi di cambiamento genuini e trasformativi.

Durante questa giornata formativa, i partecipanti lavoreranno per sviluppare competenze concrete e costruire spazi terapeutici sicuri e culturalmente competenti per le persone LGBTQIA+: dalle conoscenze di base sulle identità di genere, gli orientamenti sessuali e le specifiche istanze della comunità in ambito clinico, fino alla comprensione profonda del minority stress e del suo impatto sulla salute mentale. Verranno esplorati approcci terapeutici efficaci, si svilupperanno abilità relazionali e comunicative rispettose delle diverse soggettività, si promuoverà un atteggiamento critico e riflessivo, capace di riconoscere stereotipi, bias impliciti e pregiudizi nel contesto clinico e psicosociale.

Formare figure professionali competenti, empatiche e culturalmente sensibili non è solo una questione tecnica: è una scelta etica che riguarda l'equità, i diritti e la dignità di ogni persona.

Un'occasione per costruire insieme una pratica clinica più giusta e inclusiva.

📅 𝐃𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨: 23 gennaio 2026 dalle 9.00 alle 18.00
📍 𝐃𝐨𝐯𝐞: Aula Leogrande, Centro Polifunzionale (Ex Poste) Piazza Cesare Battisti, Bari
🏛 Università degli Studi di Bari
𝐌𝐨𝐝𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀: in presenza
𝐄𝐂𝐌: 𝟖 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐢

Link di iscrizione: https://bit.ly/4pn6Ka2

Link al programma: https://bit.ly/4qr9R1i

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