09/03/2025
🟥🏳️🌈 𝗟’𝗨𝗡𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗘𝗔 𝗢 𝗘̀ 𝗣𝗘𝗥 𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗖𝗘, 𝗜 𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗜 𝗘 𝗜𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢 𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗘̀.
La CGIL non condivide e intende contrastare l’iniziativa della Commissaria europea e del Consiglio che hanno deciso un piano di riarmo generalizzato delle singole nazioni europee di 800 miliardi, evitando addirittura un voto del Parlamento europeo.
La priorità deve essere . 𝗟’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮, 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼, 𝗲̀ 𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼. Davanti alle sfide inedite e ai nuovi problemi internazionali, è importante non stare a guardare, ma discutere per capire, ascoltarci per unirci e mobilitarci insieme.
La disponibilità al dialogo e il contributo che la vuole offrire ha un obiettivo dichiarato: 𝗳𝗮𝗿 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗺𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 , , 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲, , , 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. Gli 800 miliardi di euro, di cui 650 fuori dal patto di stabilità e presi dai fondi di coesione, sono invece risorse sottratte allo stato sociale e alla creazione di posti di lavoro anche perché circa il 70 % di queste risorse saranno impiegate per comprare armi che aumenteranno i profitti delle aziende statunitensi. Inoltre, queste risorse e il piano deciso non serviranno né a costruire un esercito europeo né a definire un sistema di difesa europeo.
Sono stati giorni di grande riflessione per me e per tutte le persone della Cgil, anche nei vari confronti e dialoghi all’interno del Sindacato europeo e con tutto il mondo associativo laico e cattolico e della società civile del quale il Sindacato è parte. Questo mondo di cui noi ci sentiamo parte attiva è stato protagonista di tante iniziative e mobilitazioni in questi anni che promuovevano le ragioni della Pace in Ucraina come a Gaza e nel resto del mondo, e che rivendicavano un ruolo da protagonista dell’Europa nei processi diplomatici necessari a far cessare il fuoco. 𝗔𝗽𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗨𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗮 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗿𝗺𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝘁𝗿𝗮𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗳𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝗰𝗵𝗶, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗼𝗶 𝗱𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗵𝗮 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗶𝘀𝗺𝗼 𝘂𝗻 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼.
Le sfide e gli avvenimenti di questi anni stanno mettendo in discussione l’esistenza stessa dell’Unione Europea che sta dimostrando tutta la sua impreparazione e debolezza di fronte alle complessità del nostro tempo. L’Unione Europea è nata a seguito della distruzione che hanno lasciato le due terribili guerre mondiali del secolo scorso, come 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝘃𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹’𝗮𝗺𝗯𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗲.
I ritardi e le fragilità del sistema industriale, incapace di reggere la competizione con le grandi potenze mondiali e di affrontare le sfide della transizione ecologica e di quella digitale, i tagli e le politiche di austerità che hanno causato una del lavoro e della vita non più accettabile e l'arretramento del sistema di welfare pubblico, sono tutte cause che hanno determinato la debolezza del progetto politico europeo che avevano immaginato i suoi fondatori.
𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗶𝗮𝗳𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁𝗮̀. 𝗟’𝗨𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮 𝗼 𝗲̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲, 𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀.
Non possiamo accettare che un presidente degli Stati Uniti come Donald Trump passi per pacifista mentre cerca di depredare l’Ucraina delle sue risorse e fare di Gaza un resort sulla pelle dei popoli martoriati da morte e distruzione. E 𝗿𝗶𝗳𝗶𝘂𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻’𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗴𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗶.
Nel momento più difficile per l’Unione, pensiamo sia doveroso intraprendere un’azione da vera comunità politica, economica e democratica di tutti gli Stati membri, che possa definire politiche europee comuni non solo su difesa, ma su e , e , anche attraverso la creazione di fondi che contrastino i licenziamenti e tutelino e qualifichino i lavoratori e le lavoratrici nei processi di transizione ecologica e digitale. E che sia protagonista nella 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗱𝗱𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗴𝘂𝗼𝗻𝗼: 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗮𝗹𝗼𝗴𝗼 𝗲 𝗹’𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝗽𝗹𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮.
Considero ancora valido l’insegnamento di Enrico Berlinguer: 𝘀𝗲 𝘃𝘂𝗼𝗶 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗶 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲.
Come dice Zagrebelsky, dobbiamo scegliere tra un’Europa che preservi le sue ragioni fondative e una che, attraverso la guerra, le dimentichi. 𝗡𝗼𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶𝗳𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲, 𝘂𝗻’𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗶𝗻𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶, 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼𝗹𝗮 𝗶𝗹 𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗶𝗻 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗴𝗶𝗹.
So bene che non ci sarà un unico punto di vista in quella piazza ma proprio per questo sento il dovere di portare quello per cui da sempre la Cgil è impegnata e, raccogliendo l’invito della Sindaca di Perugia, 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗯𝗮𝗻𝗱𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲.
Costruire la pace non è un lavoro facile, e il confronto democratico anche aspro ne è parte essenziale.
Proprio per questo proponiamo che, nel mese di marzo, si organizzi un grande incontro pubblico che riunisca tutti i soggetti che vogliono progettare un futuro di pace affinché si costruisca una rinnovata cultura europea della pace che abbia una continuità anche rispetto agli appuntamenti di piazza. 𝗣𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲, 𝗶𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗹𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲.
Maurizio Landini