11/08/2026
Dal profilo di Niko Forzafoggia :
𝐋𝐢, 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨
San Giovanni Rotondo, anno 2012.
Ritornare oggi alla Casa Sollievo della Sofferenza è stato come chiudere il cerchio più profondo ed emozionante della mia vita.
Nel 2012 ero dall'altra parte: un paziente fragile, in attesa trepidante di quella speranza che solo un dono di midollo avrebbe potuto offrirmi. Oggi, invece, sono tornato non da semplice spettatore, ma da compagno di viaggio e da messaggero di speranza al fianco di un operatore della Protezione Civile.
Questa giornata ha raccontato una storia straordinaria, fatta di tre momenti fondamentali:
𝐈𝐥 𝐃𝐨𝐧𝐨 𝐒𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨 𝐞 𝐒𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢
Da un paese lontano è partito un gesto d'amore puro, privo di barriere geografiche o culturali. Un donatore anonimo ha scelto di donarsi, compiendo un atto di immensa generosità: offrire una parte di sé per uno sconosciuto. Quel box termico speciale, protetto con cura durante tutto il viaggio, racchiudeva molto più di semplici cellule staminali; custodiva il tempo, la salute e il futuro di un'altra persona.
𝐋𝐚 𝐒𝐭𝐚𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚
Scortare quel trasporto speciale fino a San Giovanni Rotondo ha significato farsi custodi di una missione critica. Ogni chilometro percorso, ogni minuto custodito senza ritardi ha rappresentato il legame indissolubile tra la solidarietà internazionale, l'impegno dei volontari della Protezione Civile e dell'ADMO, e l'efficienza dell'équipe medica che ci ha accolto a braccia aperte.
𝐋𝐚 𝐑𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐂𝐡𝐢𝐮𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐞𝐫𝐜𝐡𝐢𝐨
Vivere questa consegna sapendo cosa significa stare in quel letto d'ospedale ad attendere ha trasformato ogni gesto in emozione pura. Consegnare quelle cellule al personale sanitario è stato l'atto finale di una staffetta di vita: per chi attende in reparto, quelle staminali non sono una semplice cura, ma il primo giorno di una nuova vita, la promessa di una rinascita.
Oggi la vita mi ha regalato la consapevolezza di cosa significa trasformare il proprio vissuto in un bene prezioso per gli altri. Per me, che nel 2012 ero in quel letto d'ospedale ad attendere con il fiato sospeso la chiamata che mi avrebbe cambiato la vita, la giornata di oggi ha avuto il sapore del riscatto e della gratitudine più profonda. Ritornare a San Giovanni Rotondo non più da paziente smarrito in cerca di cura, ma da messaggero di speranza in prima linea per scortare quel dono di vita, è stata la chiusura perfetta di un cerchio. Ho vissuto sulla mia pelle entrambe le sponde di questo fiume straordinario: ieri ricettore fragile e trepidante, oggi solido custode di un futuro che ricomincia per qualcun altro.
Admo Puglia ETS Nucleo Operativo Protezione Civile