09/09/2026
FOGGIA - Impianti sportivi, fuori dagli appalti l’iter di amministrazione condivisa
La gestione degli impianti sportivi pubblici non passa necessariamente e in ogni caso attraverso una gara d’appalto. Accanto alle concessioni e agli affidamenti disciplinati dal Codice dei contratti pubblici esiste infatti il diverso percorso dell’amministrazione condivisa, fondato sulla collaborazione tra pubblica amministrazione ed enti del Terzo settore per il perseguimento di finalità di interesse generale.
Una distinzione che assume particolare interesse anche a Foggia, dove il tema della gestione e dell’utilizzo del patrimonio sportivo comunale resta centrale. Palazzo di Città dispone di uno specifico Regolamento per l’affidamento in gestione e la concessione in uso degli impianti sportivi comunali, approvato dalla Commissione straordinaria con i poteri del Consiglio comunale con deliberazione numero 3 del 27 gennaio 2022.
Per la stagione sportiva 2026/2027, inoltre, il Comune ha pubblicato l’avviso per la concessione in uso continuativo, temporaneo e non esclusivo, a fasce orarie, di palestre e strutture comunali. Tra gli impianti interessati figurano la palestra Russo, il Palazzetto Preziuso, la tensostruttura Francesco Marcone, il Pattinodromo, il Campo di Baseball, il Rinaldi-Croci Nord e il Campo Scirea Ulivi. Tra i soggetti ammessi figurano anche enti del Terzo settore e realtà associative che utilizzano lo sport con finalità di utilità sociale.
È però proprio qui che occorre distinguere i diversi strumenti amministrativi. L'assegnazione degli spazi e la concessione della gestione di un impianto non diventano automaticamente “amministrazione condivisa” per il solo fatto che tra i partecipanti vi siano associazioni o enti del Terzo settore.
L’amministrazione condivisa risponde a una logica differente da quella del tradizionale rapporto tra stazione appaltante e operatore economico. Attraverso strumenti quali coprogrammazione e coprogettazione, amministrazione ed enti del Terzo settore possono concorrere alla definizione dei bisogni della comunità e alla realizzazione di attività di interesse generale. Non si tratta, dunque, di sostituire una gara con un affidamento diretto, ma di costruire un rapporto realmente collaborativo quando ne ricorrono i presupposti previsti dalla normativa.
Il confine è sostanziale. Quando l’ente pubblico cerca sul mercato un soggetto al quale affidare un servizio o una concessione secondo una logica economico-contrattuale, si resta nell’ambito delle procedure previste per i contratti pubblici. Quando, invece, ricorrono effettivamente i presupposti dell'amministrazione condivisa, il procedimento segue una logica diversa, ferma restando la necessità di rispettare trasparenza, pubblicità, imparzialità e parità di trattamento.
La differenza emerge chiaramente anche osservando un'altra vicenda foggiana. Per lo stadio comunale Pino Zaccheria, infatti, è stata utilizzata una procedura di gara per l'affidamento in concessione del servizio di gestione: il portale degli appalti della Provincia riporta una procedura aperta ai sensi dell'articolo 71 del decreto legislativo 36/2023, con un valore a base di gara di circa 4,97 milioni di euro.
Due piani, quindi, che non vanno confusi: da una parte appalti e concessioni quando esiste un rapporto contrattuale ed economico con l'amministrazione; dall'altra gli strumenti collaborativi previsti per il Terzo settore, laddove l'obiettivo sia costruire insieme interventi di interesse generale.
Per Foggia il tema potrebbe avere un peso significativo soprattutto per quegli impianti e quegli spazi nei quali l'attività sportiva si intreccia con inclusione sociale, disabilità, politiche giovanili, aggregazione e sostegno alle fasce più fragili. Non a caso, nell'avviso comunale per la stagione 2026/2027, tra i criteri considerati figurano anche i progetti rivolti a persone con disabilità, giovani, anziani e soggetti appartenenti alle fasce sociali più deboli.
L'amministrazione condivisa, dunque, può rappresentare uno strumento ulteriore a disposizione dell'ente locale, ma non una scorciatoia per evitare le gare. La scelta deve essere effettuata sulla base della natura concreta del rapporto e delle finalità perseguite. È questo il passaggio decisivo anche per il futuro degli impianti sportivi foggiani: stabilire, caso per caso, quando serva un concessionario individuato attraverso una procedura competitiva e quando, invece, possano esistere le condizioni per costruire con il Terzo settore un progetto condiviso di interesse per la comunità.