CNA Foggia

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CNA Foggia La CNA è una Associazione che rappresenta il sistema delle piccole e medie imprese. Eroga servizi ai soci.

Segue le imprese per gli adempimenti fiscali nella gestione dei rapporti con i dipendenti, nell'accesso ai finanziamenti pubblici Il CNA è una confederazione di categoria che rappresenta il sistema delle piccole e medie imprese.

Continua l'impegno della CCIAA CONTRO L'ESERCIZIO ABUSIVO delle attività artigiane e commerciali. CNA  presente.
08/10/2026

Continua l'impegno della CCIAA CONTRO L'ESERCIZIO ABUSIVO delle attività artigiane e commerciali. CNA presente.

Accordo con i comuni, ma i più piccoli hanno difficoltà. Cosa prevede il piano dell'Ente Camerale

La CNA sarà presente alla Festa della Paranza   per il Comune dii Monte Sant'Angelo
07/10/2026

La CNA sarà presente alla Festa della Paranza per il Comune dii Monte Sant'Angelo

Siamo alla VI Edizione della Festa della Paranza. L'idea della CNA di Foggia di promuovere e valorizzare il territorio d...
06/10/2026

Siamo alla VI Edizione della Festa della Paranza. L'idea della CNA di Foggia di promuovere e valorizzare il territorio dei laghi prende sempre più piede. Il format non cambia: prodotti locali in mostra, gastronomia tradizionale, convegnistica. La Pro loco di Marina di Lesina ha fatto un bel lavoro coinvolgendo tutto il mondo delle associazioni locali che porteranno il loro contributo. Noi abbiamo lavorato sulla parte convegnistica puntando l'attenzione sul target senior. Ragioneremo insieme a studiosi ed operatori su come lavorare per rendere sempre più attrattivo un territorio ricco di risorse. CNA mantiene la sua funzione di stimolo e di proposta puntando sui risultati di lungo periodo. I risultati arrivano lentamente e noi puntiamo sulla costanza. Vi aspettiamo a Lesina il 10 ed 11 Novembre.

LA CNA PRESENTE AL PHD DAY 2026Il presidente Antonio Nunziante ha partecipato oggi alla Tavola Rotonda del PhD Day 2026,...
25/09/2026

LA CNA PRESENTE AL PHD DAY 2026

Il presidente Antonio Nunziante ha partecipato oggi alla Tavola Rotonda del PhD Day 2026, organizzato dall'Università degli Studi di Foggia presso l'Auditorium "Bruno Di Fortunato", in occasione della Notte europea dei Ricercatori.

Nel suo intervento, Nunziante ha sottolineato come CNA, pur rappresentando principalmente la microimpresa, voglia portare avanti un confronto continuo con i propri associati per costruire una collaborazione con UniFG e condividere l'esperienza imprenditoriale con i giovani, guardando allo sviluppo futuro del territorio.

Un'occasione importante di dialogo tra ricerca, imprese e istituzioni.

Ti aspettiamo!
18/09/2026

Ti aspettiamo!

05/09/2026

CNA: quasi 315mila titolari hanno almeno 70 anni.

Il passaggio generazionale è una nuova emergenza per il sistema produttivo.

In dieci anni p***e oltre 153mila imprese under 35.

A Grosseto, Viterbo, Chieti, Trapani l’incidenza più alta di imprenditori over 70

Quasi 315mila titolari di imprese individuali italiane hanno almeno 70 anni. E mentre cresce l’età degli imprenditori, si restringe rapidamente la platea dei giovani che potrebbero raccoglierne il testimone. È il doppio movimento che emerge dal dossier CNA “Imprese senza ricambio”, che fotografa a livello provinciale e settoriale l’esposizione del sistema produttivo italiano al rischio di mancato passaggio generazionale.

A giugno 2025 i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni erano 314.824, pari al 10,7% del totale. Dieci anni prima erano 290.328 e rappresentavano l’8,9%. Gli imprenditori anziani sono quindi aumentati di quasi 25mila unità nonostante, nello stesso periodo, il numero complessivo dei titolari individuali sia diminuito.

La dinamica diventa ancora più significativa se osservata insieme all’evoluzione demografica e imprenditoriale dei giovani. Tra il 2015 e il 2026 la popolazione italiana tra 20 e 39 anni si è ridotta di circa 1,4 milioni di persone, quasi il 10%. E tra il 2014 e il 2024 le imprese giovanili sono diminuite di oltre 153mila unità, il 24%.

Anche la composizione settoriale evidenzia la portata del problema. Il fenomeno dell’invecchiamento è particolarmente evidente in agricoltura, dove oltre 160mila titolari hanno almeno 70 anni, pari al 28,3% del totale. Nel commercio sono quasi 59mila, nella costruzione oltre 19mila, nel manifatturiero più di 18mila, nelle altre attività di servizi circa 14mila e nell’alloggio e ristorazione oltre 12.600.

Considerando l’incidenza degli ultrasettantenni sulla platea dei titolari, tra i grandi comparti emergono, oltre all’agricoltura, il manifatturiero con il 9,6%, il trasporto e magazzinaggio con l’8,4%, il commercio con il 7,8% e l’alloggio e ristorazione con il 6,6%. Numeri che assumono un rilievo particolare nei settori nei quali competenze tecniche, conoscenza del mestiere, relazioni con la clientela e patrimonio professionale sono difficilmente sostituibili in tempi brevi.

Il quadro diventa ancora più delicato osservando l’altra faccia del fenomeno: l’arretramento dell’imprenditoria giovanile. Tra il 2014 e il 2024 le imprese guidate da giovani sono diminuite soprattutto nelle costruzioni, con quasi 40mila attività in meno (-38,7%), nel commercio, dove la riduzione supera 66mila imprese (-36,2%), e nell’industria, che perde oltre 14mila imprese giovanili (-35,9%). Nel turismo la flessione è di oltre 11mila unità, pari al 18,3%.

Non tutti i comparti mostrano però la stessa tendenza. Nei servizi alle imprese le attività giovanili sono cresciute del 3,5%, mentre agricoltura e pesca risultano sostanzialmente stabili. Una differenza che segnala anche un cambiamento nella direzione scelta dai nuovi imprenditori e pone il problema della continuità di alcuni settori tradizionali del sistema produttivo italiano.

Il rischio maggiore si determina dunque proprio dove le due dinamiche si sovrappongono: aumentano gli imprenditori prossimi all’uscita mentre diminuiscono i giovani disponibili a subentrare. È il caso, in particolare, di comparti come manifattura, costruzioni e commercio, fondamentali per la diffusione territoriale delle piccole imprese e dell’artigianato.

Guardando all’incidenza degli ultrasettantenni, il valore più elevato si registra a Grosseto, dove ha almeno 70 anni il 18,7% dei titolari individuali, seguita da Viterbo con il 17,9%, Chieti e Trapani con il 17,6. Una geografia che non coincide semplicemente con la tradizionale frattura tra Nord e Sud, ma individua soprattutto i territori nei quali all’invecchiamento degli imprenditori si accompagna un progressivo indebolimento della base demografica e imprenditoriale più giovane. L’aumento più consistente degli imprenditori over 70 si registra a Enna, seguita da Crotone, Chieti e Vibo Valentia.

In valore assoluto, invece, il fenomeno assume le dimensioni maggiori nelle grandi province: Napoli conta oltre 11.600 titolari ultrasettantenni, Roma più di 10.200, quindi Milano, Torino e Foggia. L’analisi misura la dimensione della platea che nei prossimi anni sarà chiamata ad affrontare il passaggio generazionale e individua i territori e i settori nei quali questo processo rischia di risultare più difficile.

“Il passaggio generazionale è una delle grandi questioni di politica industriale che l’Italia deve affrontare”, afferma il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini. “Ogni impresa che chiude perché non trova qualcuno disposto a continuarla non rappresenta soltanto la perdita di un’attività economica. Significa disperdere competenze, professionalità, relazioni con clienti e fornitori e spesso un patrimonio costruito in decenni di lavoro. Il fatto che proprio in alcuni dei settori nei quali cresce l’età degli imprenditori stiano diminuendo le imprese giovanili deve essere considerato un segnale d’allarme”.

Per CNA il tema non può essere affrontato soltanto come una questione ereditaria. Serve una vera politica per la trasmissione d’impresa, favorendo l’incontro tra imprenditori che intendono uscire dall’attività e potenziali subentranti, accompagnando il trasferimento delle competenze e rendendo più semplice l’accesso al credito per chi rileva un’azienda.

Occorre inoltre rafforzare gli strumenti fiscali e finanziari destinati al passaggio generazionale, sostenere le operazioni di workers buyout e favorire l’ingresso dei giovani nell’imprenditoria. Particolare attenzione va riservata all’artigianato e alle piccole imprese, dove il valore dell’azienda risiede spesso soprattutto nelle competenze personali dell’imprenditore e dove una successione non preparata può determinare la scomparsa definitiva di mestieri, conoscenze e produzioni.

“Non possiamo permetterci di perdere imprese sane soltanto perché manca il ricambio”, conclude Costantini. “In un Paese che deve fare i conti con una popolazione sempre più anziana e con sempre meno giovani, aiutare la trasmissione delle imprese significa difendere capacità produttiva, occupazione e futuro dei territori”.

Roma, 5 settembre 2026

Federica Troiani

Ufficio Comunicazione

17/08/2026

CNA: in Italia la vita lavorativa dura appena 33 anni,
quattro anni e mezzo meno della media europea


L’Italia è uno dei Paesi europei nei quali si vive più a lungo, ma anche uno di quelli nei quali si trascorrono meno anni nel mercato del lavoro. Nel 2025 la durata attesa della vita lavorativa si ferma a 33 anni, il secondo valore più basso dell’Unione europea dopo la Romania e ben quattro anni e mezzo in meno rispetto alla media Ue, pari a 37,5 anni.
Il miglioramento rispetto al 2024 è minimo: appena poco più di due mesi, contro un aumento di tre mesi registrato nella media europea. Lo scorso anno l’indicatore italiano era infatti pari a 32,8 anni, mentre quello dell’Unione si attestava a 37,2.
La distanza dalle principali economie europee rimane molto ampia. La durata attesa della vita lavorativa raggiunge 40,2 anni in Germania, 37,5 in Francia e 36,8 in Spagna. Nei Paesi Bassi arriva addirittura a 44 anni: undici in più rispetto all’Italia.
Il confronto con dieci anni fa conferma che l’Italia è avanzata, ma non abbastanza per recuperare terreno. Nel 2015 la durata attesa della vita lavorativa era pari a 30,7 anni: in un decennio è aumentata quindi di 2,3 anni. Nello stesso periodo la media dell’Unione europea è passata da 34,9 a 37,5 anni, con una crescita di 2,6 anni. Il ritardo italiano rispetto alla Ue, anziché ridursi, è così salito da 4,2 a 4,5 anni.
Tra il 2015 e il 2025 la Germania è passata da 37,9 a 40,2 anni, la Francia da 34,9 a 37,5 e la Spagna da 35 a 36,8. L’Italia ha recuperato parte della distanza dalla Spagna, ma non ha accorciato quella che la separa dalla Germania e ha perso ulteriore terreno rispetto alla Francia e alla media europea.
Il dato più critico riguarda le donne. In Italia la durata attesa della loro vita lavorativa è di appena 28,4 anni, contro 35,4 nella media europea. Il divario tra uomini e donne raggiunge 8,9 anni, il più elevato nell’Unione. Un risultato coerente con un tasso di occupazione femminile fermo al 58%, quasi tredici punti sotto la media Ue, e con il più ampio divario occupazionale di genere tra gli Stati membri.
L’indicatore non misura l’età pensionabile né il numero di anni effettivamente lavorati da chi dispone di un’occupazione continua. Stima gli anni che una persona di 15 anni può attendersi di trascorrere nella forza lavoro, come occupata o disoccupata, sulla base delle attuali condizioni demografiche e dei livelli di partecipazione. Il risultato italiano riflette quindi soprattutto l’ingresso tardivo dei giovani, le carriere discontinue e la bassa partecipazione femminile.
Il quadro assume un peso ancora maggiore in un Paese nel quale l’età mediana ha raggiunto 49,1 anni, gli over 65 rappresentano quasi un quarto della popolazione e la spesa pensionistica è pari al 15,5% del Pil, la quota più elevata nell’Unione europea.
“La vera questione previdenziale italiana – afferma il Presidente CNA Dario Costantini - dunque è una questione di lavoro, produttività e partecipazione. In un Paese che invecchia rapidamente, lasciare inutilizzata una parte così ampia del capitale umano non rappresenta soltanto un problema sociale, ma un limite strutturale alla crescita e alla tenuta futura del sistema pensionistico”.
Allungare la vita lavorativa non può significare congelare il mercato del lavoro. Senza nuove assunzioni, staffette generazionali e percorsi di affiancamento, la permanenza degli anziani rischia di rallentare l’ingresso dei giovani e di rendere ancora più difficile il ricambio delle competenze.
Servono politiche mirate per l’occupazione giovanile e femminile, il rafforzamento dell’istruzione tecnica e professionale, l’apprendistato, la conciliazione tra lavoro e famiglia, la formazione continua e l’invecchiamento attivo. Occorre inoltre sostenere la trasmissione delle imprese e delle competenze tra generazioni, valorizzando il ruolo delle micro e piccole imprese, che rappresentano una porta di accesso decisiva al lavoro e alla crescita professionale.


Roma, 17 agosto 2026

Con CNA - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉
24/07/2026

Con CNA - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉

Antonio Nunziante al tavolo con i parlamentari: la CNA rilancia la sfida per la sicurezza delle impreseLe principali org...
24/07/2026

Antonio Nunziante al tavolo con i parlamentari: la CNA rilancia la sfida per la sicurezza delle imprese

Le principali organizzazioni datoriali della Capitanata si sono riunite a Foggia per un tavolo di confronto con i parlamentari foggiani dedicato al tema della sicurezza e della tutela delle imprese, sempre più colpite da furti, rapine e altri fenomeni criminosi. All’incontro ha partecipato anche il presidente della CNA Foggia, Antonio Nunziante. Nel corso della riunione, le associazioni di categoria hanno consegnato ai parlamentari un documento unitario contenente proposte e richieste concrete per rafforzare la sicurezza sul territorio, tra cui l’incremento delle forze dell’ordine, misure legislative più incisive e l’istituzione di un tavolo permanente in Prefettura.

Indirizzo

Viale XXIV Maggio, 44
Foggia
71121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00

Telefono

0881772070

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