05/08/2026
🔹 NASpI e dimissioni per giusta causa: una tutela rafforzata per le vittime di violenza di genere e di atti persecutori
Con il Messaggio INPS n. 2540 del 3 agosto 2026, l’INPS precisa che le dimissioni presentate da lavoratrici e lavoratori vittime di violenza di genere o di condotte persecutorie (stalking) possono integrare una giusta causa di recesso ai sensi dell’art. 2119 c.c., anche quando tali condotte siano poste in essere da soggetti estranei al contesto lavorativo. L’indirizzo recepisce un consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui la giusta causa può derivare anche da fatti esterni al rapporto di lavoro, purché siano tali da compromettere in modo grave la possibilità di proseguire l’attività lavorativa e incidano sulla tutela dei diritti fondamentali della persona.
Il riconoscimento della giusta causa consente, quindi, l’accesso alla NASpI, evitando che le dimissioni siano considerate semplicemente volontarie, con la conseguente perdita del diritto all’indennità di disoccupazione. Resta, tuttavia, indispensabile la presenza di elementi concreti, oggettivi e adeguatamente documentati, idonei a dimostrare che le condotte violente:
• abbiano inciso in modo significativo sull’equilibrio psicofisico della vittima, rendendo impossibile la prosecuzione dell’attività lavorativa, in coerenza con la tutela costituzionale del diritto alla salute;
• siano strettamente collegate alle ordinarie modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, come nel caso di atti persecutori o molestie reiterate lungo il percorso abitualmente utilizzato per raggiungere il luogo di lavoro.
Una precisazione di particolare rilievo, che rafforza la tutela previdenziale delle vittime e conferma la necessità di interpretare gli istituti del diritto del lavoro alla luce dei principi di protezione della persona. (Avv.Maria Tamma)
👉 Messaggio INPS n. 2540 del 3 agosto 2026: https://lnkd.in/egYys4SH