15/08/2026
“𝗜𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗯𝗿𝗲𝘃𝗶 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗮 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗹𝘂𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗺𝗮 𝘃𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝘁𝗼"
"Il mercato degli affitti brevi non va assolutamente demonizzato perché può aiutare, ma va semplicemente regolato": nei giorni scorsi, esattamente il 10 agosto intervenendo a "Bar Italia" a Torri del Benaco (Verona), il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi è tornato a parlare di con dichiarazioni che accogliamo con grande favore e che vanno nella direzione da noi auspicata.
Quando, come Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi - AIGAB, abbiamo incontrato il Ministro, gli abbiamo consegnato - tra l’altro - una serie di report elaborati dal Centro Studi interno sulla mappatura del mercato Italiano degli affitti brevi e su tutte le sue ricadute positive sui territori; abbiamo condiviso con lui anche le esternalità positive - nere su bianco - con cui contribuiamo al Sistema Turismo nazionale, per esempio in termini di capacità ricettiva, rilancio delle economie locali, creazione di destinazioni dove non ci sono strutture riattivando circuiti produttivi virtuosi su territori non noti turisticamente, raccogliendo imposta di soggiorno e agendo da sostituto di imposta con modalità totalmente tracciate e a prova di sommerso grazie alla tecnologia, modus operandi tipico dei gestori professionali.
Ecco perchè accogliamo con favore le dichiarazioni del Responsabile del Ministero del Turismo, che ha detto inoltre: ”Sugli affitti brevi abbiamo una posizione che non è demonizzatrice come quella della sinistra. Siamo per regolarli, consideriamo però che anche gli affitti brevi siano una risorsa ed è giusto che vengano disciplinati dalle regole. Abbiamo fatto il proprio per regolarli. Abbiamo fatto anche un registro di tutte le strutture ricettive e siamo stati i primi in Europa a farlo". Il Ministro Mazzi è quindi tornato sul “caso Firenze”, dove, ha affermato, "c'è un attacco veramente indiscriminato, feroce nei confronti degli affitti brevi", mentre sull’𝘢𝘧𝘧𝘢𝘪𝘳𝘦 Montedomini ha detto: ”Abbiamo scoperto che una società storica, con una storia di cinque secoli, affittava degli immobili che dovevano essere destinati al sostegno di persone fragili e indigenti e invece li metteva nel mercato degli affitti brevi. Un'ipocrisia che noi non abbiamo".