Sbandieratori e Musici della Signoria di Firenze

Sbandieratori e Musici della Signoria di Firenze Pagina Ufficiale di "Sbandieratori e Musici della Signoria di Firenze"
Gruppo di rievocazione storica

Il gruppo storico "Sbandieratori e Musici della Signoria di Firenze" nasce nel Maggio 2006 nel capoluogo toscano, dove tuttora trova la sua sede, costituendosi Associazione senza fini di lucro in piena autonomia da enti pubblici e privati. Nel giro di un anno il gruppo raggiunge i 50 iscritti e partecipa a più di 50 manifestazioni, che culminano nell'esibizione del 21 e 22 luglio 2007 nell'arena d

i Kaltenberg, località della Germania dove si svolge annualmente la più grande manifestazione medievale in Europa. Nel frattempo vengono avviate con successo varie attività, tra cui l'insegnamento nelle scuole superiori, i corsi per bambini e per giocolieri e l'allestimento di campi e cene medievali. Attualmente il gruppo conta più di 60 iscritti ed è attivissimo sia in Italia che all’estero, risultando iscritto sia alla FISB (Federazione Italiana Sbandieratori) sia all’associazione rievocazioni storiche Toscane. L’associazione persegue obiettivi pertinenti alla rievocazione storica di costumi e tradizioni fiorentine rinascimentali della seconda metà del XV secolo, svolgendo la propria attività in territorio toscano, nazionale ed estero. I nostri spettacoli possono essere reinterpretati in chiave medieval fantasy ispirato a Game of Thrones, Harry Potter e Star Wars con costumi, bandiere e figuranti tratti dai famosi cicli di romanzi, film e serie tv. Siamo presenti in tantissime manifestazioni in tutta Italia, grazie alla grande varietà di proposte di spettacoli che comprendono, oltre ad esibizioni tradizionali di Bandiere e Musica, anche scherma, danza rinascimentale, Giocoleria classica, e coinvolgenti spettacoli di fuoco come piromanti della Signoria. La nostra animazione consta di:
- esibizione con bandiere e costumi a tema
- duelli tra guerrieri
- danze di corte
- giocoleria con il fuoco
- figuranti e cosplayer
- accampamento da guerra e scenografia
- trucco e parrucco per il pubblico.

  Nato Giovanni De' Medici l’11 dicembre 1475 a Firenze. Di chi stiamo parlando? Ovviamente del futuro papa Leone X, sec...
11/12/2025


Nato Giovanni De' Medici l’11 dicembre 1475 a Firenze. Di chi stiamo parlando? Ovviamente del futuro papa Leone X, secondo figlio di Lorenzo il Magnifico e di Clarice Orsini, destinato dal padre alla carriera ecclesiastica e nominato cardinale, in segreto, all'età di soli tredici anni.
Egli ricevette una raffinata istruzione umanistica ed ebbe per insegnanti, tra gli altri, anche Marsilio Ficino e Angelo Poliziano. Tra il 1489-1491 studiò teologia e diritto canonico a Pisa.
Governò con il fratello Giuliano a Firenze. Nel 1492 vestì finalmente le insegne cardinalizie e iniziò a partecipare alle vicende ecclesiastiche. Si trovava però a Firenze quando nel 1494 ebbe luogo la caduta dei Medici, favorita anche dal predicatore domenicano Girolamo Savonarola, che, mentre Carlo VIII si avvicinava a Firenze, tuonò energicamente contro la remissività mostrata da Piero de' Medici, fratello maggiore del prelato. A Firenze si instaurò una repubblica, mentre il cardinale, con suo fratello e il loro cugino Giulio, futuro papa Clemente VII, trovarono ospitalità presso la corte di Urbino. Poi Giovanni si rifugiò a Bologna e, sapendo di essere malvisto dal papa regnante Alessandro VI, decise con alcuni familiari di intraprendere un viaggio attraverso Germania, Paesi Bassi e Francia. Dopo questo periodo all'estero si trasferì nel suo palazzo (oggi Palazzo Madama) a Roma, nel 1500.
Fu eletto papa - assumendo il nome di Leone X - nel 1513 in una situazione politica delicata e complessa: in Inghilterra regnava re Enrico VIII, Spagna e Francia lottavano per il dominio della pen*sola, Leone X cercò di mantenere buoni rapporti con entrambe le potenze per conservare la propria indipendenza e rafforzare il dominio dei Medici su Firenze e nel resto dell'Italia.
Tra i primi atti del suo pontificato vi fu la riapertura del Concilio ecumenico (27 aprile 1513, apertura della sesta sessione), già indetto dal suo predecessore. Tra i padri conciliari persistevano molti contrasti; Leone X riuscì a risanarli evitando il pericolo di uno scisma. Il pontefice tenne personalmente la dodicesima e ultima sessione, il 16 marzo 1517.
Papa Leone X intraprese diverse azioni per cercare di fermare Martin Lutero e la sua rivolta. Innanzitutto, nel gennaio del 1521, con la bolla Exurge Domine pronunciò una scomunica nei confronti del frate ribelle. Successivamente, il papa si accordò con Carlo V, indicendo una dieta a Worms, dove Lutero fu convocato e gli fu fornito un salvacondotto per partecipare all’evento. Tuttavia, nonostante le pressioni e la minaccia di esilio, Lutero non ritrattò le sue idee, venendo successivamente bandito dall’Impero.
Fu un papa umanista che protesse la cultura e gli artisti ma la sua passione per le bellezze mondane fu giudicata dai suoi contemporanei piuttosto eccessiva. Leone X fu amante del lusso e della bellezza e nonostante la sua scarsa personalità parve incarnare più di ogni altro papa gli ideali del Rinascimento.
Morì a Roma nel 1521 in modo improvviso: si parlò di avvelenamento, ma un'autopsia escluse l'ipotesi. La sua salma è sepolta nell'imponente tomba nel coro della chiesa di santa Maria sopra Minerva, a Roma.
HSL! ❤️🦁💛

  Nacque a Roma, ma era di famiglia fiorentina e a Firenze morì, il personaggio di oggi, Giulio Caccini, noto anche come...
10/12/2025


Nacque a Roma, ma era di famiglia fiorentina e a Firenze morì, il personaggio di oggi, Giulio Caccini, noto anche come Giulio Romano, compositore e cantante. Da Roma fu condotto a Firenze dall'ambasciatore fiorentino a Roma Averardo Serristori, perché cantasse durante i festeggiamenti per le nozze del principe Francesco de' Medici e Giovanna d'Austria nel dicembre 1565.
Lavorò come musico alla corte dei Medici, dove restò tutta la vita, e fu un membro attivo della Camerata de' Bardi, un gruppo di intellettuali fiorentini che contribuì alla nascita del melodramma. Fu padre di Francesca, compositrice, clavicembalista e soprano.
Caccini fu uno dei principali sostenitori dello stile monodico, che dava maggiore enfasi al testo lirico o drammatico rispetto allo stile polifonico prevalente. Nel 1600 collaborò con Jacopo Peri alla composizione musicale per l'opera Euridice, uno dei primi esempi di melodramma. Tra le sue opere più importanti ci sono le Nuove musiche (1601), una raccolta di madrigali e arie a una voce che esprimevano il nuovo stile recitativo, e altre raccolte simili come il ‘Fuggilotio’ musicale (1613).
Lo stile di Caccini si basava su una combinazione di recitativo e arioso, elementi fondamentali che sarebbero diventati essenziali nella struttura operistica successiva. Con la sua musica, Caccini mirava a trasmettere le emozioni del testo in modo più diretto ed espressivo, trasformando lo stile semi-popolare dei "cantori al liuto" secondo i principi estetici del tardo Umanesimo. La sua opera rappresenta una svolta significativa nella musica, segnando la transizione dalla polifonia allo stile monodico che influenzerà i successivi sviluppi del melodramma. La sua casa era situata in via Gino Capponi al numero 42 a Firenze. Sulla facciata si può vedere una targa dedicata a musicista.
Morì il 10 dicembre 1618.
HSL! 🧡🦁💛

 : lezzoPer la verità, il termine non è un vero e proprio toscanismo, è anzi italianissimo, in quanto derivato dal latin...
09/12/2025

: lezzo
Per la verità, il termine non è un vero e proprio toscanismo, è anzi italianissimo, in quanto derivato dal latino oleticum, come anche olidus (puzzolente), a sua volta dal verbo oleo = mandar odore. Esisteva anche un antico lezzare (puzzare), aferesi di olezzare. Tuttavia ben raramente lo sentireste usare fuori di Toscana
Va pronunciato rigorosamente con la Z sonora di zebra e significa fetore, grave puzzo.
Lo troviamo usato anche da Dante: “Per un sentier ch’a una valle fiede, Che ’nfin là sù facea spiacer suo lezzo”.
HSL! 💛🦁🧡

Nel giorno dell’Immacolata presentiamo quest’opera di Carlo Portelli, intitolata "Disputa dei Padri della Chiesa sull'Im...
08/12/2025

Nel giorno dell’Immacolata presentiamo quest’opera di Carlo Portelli, intitolata "Disputa dei Padri della Chiesa sull'Immacolata Concezione”.
L’opera raffigura infatti un’allegoria del dogma dell’Immacolata Concezione. La composizione ruota attorno all’asse centrale dove compare in alto Dio Padre che addita alla Vergine l’Agnello mistico, simbolo del sacrificio di Cristo. Maria si erge sull’albero del bene e del male e schiaccia col piede il serpente.
In basso Eva, nuda e di schiena, indica all’osservatore la triste sorte di Adamo con il suo strumento di lavoro. La Madonna è dunque la nuova Eva, che riscatta l’umanità dal peccato originale dei due progenitori. Quest’interpretazione è sancita anche dal passo dell’Apocalisse scritto in greco sul cartiglio dell’Agnello Mistico, dalle iscrizioni in ebraico sui libri dei re David e Salomone (rispettivamente tratte dai Salmi e dal Cantico dei Cantici) e dalle profezie in latino riportate sui cartigli delle Sibille Persica e Libica.
La pala, ora alla Galleria dell'Accademia, era destinata all’altare dell’Immacolata Concezione della chiesa francescana di San Salvatore di Ognissanti, fondata da Orlando Tapía, spagnolo al seguito di Eleonora di Toledo. La granduchessa contribuì in maniera significativa alla diffusione in Toscana del dogma dell’Immacolata Concezione, fortemente sostenuto dall’ordine francescano e dalla corte di Spagna, benché a quell’epoca non ancora ufficializzato dalla Chiesa.
Il dipinto reca la firma dell’autore Carlo Portelli e la data 1566 e mostra i caratteri tipici di questo pittore manierista: le figure allungate, gli studiati contrapposti, il bilanciato contrappunto dei colori. A catturare l’attenzione è il candido corpo di Eva, la cui nudità, ritenuta sconveniente, destò accese critiche già nel XVI secolo, fino a determinare la rimozione della pala dal suo altare nel 1671 e l’aggiunta di una pelliccia a ricoprire la figura, eliminata nel corso dell’ultimo restauro.
Buon onomastico a chi si chiama Maria e Immacolata!
HSL! 💛🦁🧡

Ieri sera, una rappresentanza del nostro gruppo ha avuto il piacere di animare con danze e tamburi la cena medievale del...
07/12/2025

Ieri sera, una rappresentanza del nostro gruppo ha avuto il piacere di animare con danze e tamburi la cena medievale del Cral Coop Italia di Sesto Fiorentino, che ringraziamo per la caldissima accoglienza riservataci!
Hic Sunt Leones! ❤🦁💛

  Il budino è un dolce semplice eppure incredibilmente ricco, che attraversa i secoli e le culture. Ma forse non tutti s...
07/12/2025


Il budino è un dolce semplice eppure incredibilmente ricco, che attraversa i secoli e le culture. Ma forse non tutti sanno che...
Il budino, oggi considerato un dessert, in realtà nasce in un contesto ben diverso. Le sue radici affondano nel Medioevo, nel "Ménagier de Paris", un manoscritto di economia domestica del XIV secolo, si fa riferimento a un "boudin" derivante dal latino "botellinus" usato volgarmente per indicare il budello della salsiccia. Nel manoscritto troviamo infatti il boudin blanc, una normale salsiccia fresca, e il boudine noir, una salsiccia fatta con il sangue di maiale.
Infatti, i primi “budini” erano preparazioni salate, simili a sformati, che contenevano pane, sangue animale, frattaglie o cereali, il tutto cotto in involucri naturali come l’intestino animale. Era una pietanza rustica e nutriente, nata in un’epoca in cui nulla andava sprecato e ogni ingrediente doveva essere valorizzato.
Fu solo con il tempo, soprattutto a partire dal Settecento e Ottocento, che il budino assunse un’identità dolce. Grazie alla diffusione dello zucchero, e alla crescente disponibilità di latte e uova, iniziarono a comparire le prime ricette simili a quelle odierne: creme addensate, cotte a bagnomaria, profumate con vaniglia, cacao o caffè. Con la diffusione di sistemi di conservazione basati sul freddo (gli antenati dei moderni frigoriferi) è poi diventato di moda servire i budini freddi, utilizzando stampini decorativi per impreziosire le preparazioni.
Un antico budino toscano, ormai quasi dimenticato, è i budinone senese, a base di riso.
HSL! 🧡🦁💛

 : borgo TegolaioIl borgo Tegolaio a Firenze è un luogo intriso di storia e tradizione. La strada corre, rettilinea, da ...
06/12/2025

: borgo Tegolaio
Il borgo Tegolaio a Firenze è un luogo intriso di storia e tradizione. La strada corre, rettilinea, da via de’ Michelozzi, di lato alla piazza di Santo Spirito, a via del Campuccio. Lungo il tracciato si innestano: via Mazzetta, via dei Preti, via della Chiesa, formando un intreccio di vicoli che raccontano la vita e le attività di questa antica area fiorentina. La denominazione (con le varianti di via al posto di borgo e di Tegolaia al posto di Tegolaio) è attestata da tempo antico, sicuramente dalla fine del Duecento situato tra via de' Michelozzi, la piazza di Santo Spirito e via del Campuccio.
La storia del borgo Tegolaio è strettamente legata alla presenza delle fornaci di terracotta specializzate nella produzione di tegole, note come embrici. Questa attività artigianale ha plasmato l'identità del luogo e ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della comunità locale. Attraverso i secoli, il borgo ha visto trasformazioni e cambiamenti, ma ha conservato intatta la sua vocazione artigianale e il fascino dei tempi passati.
Nella pianta di Firenze delineata da Ferdinando Ruggieri nel 1731 il secondo tratto, da via Mazzetta a via del Campuccio, è indicato come via del Gensumino (Gelsomino). “L’alternarsi delle forme Tegolaio e Tegolaia assicura che questo nome è stato sentito come sostantivo e non come aggettivo”.
La strada, pavimentata a lastrico, ha carattere antico, residenziale, con varie case già di pertinenza di istituti religiosi che non sembrano state alterate nel tempo con soprelevazioni e simili, di modo che, soprattutto nel tratto successivo a via Mazzetta, alcuni scorci sembrano restituire l’immagine della Firenze popolare tre quattrocentesca.
(dallo Stradario storico amministrativo del Comune di Firenze online)
HSL! 💛🦁🧡

  Santi di Tito (Santi T**i, Santi di Tito T**i). – Nacque a Firenze il 5 dicembre 1536, nel popolo di San Michele Visdo...
05/12/2025


Santi di Tito (Santi T**i, Santi di Tito T**i). – Nacque a Firenze il 5 dicembre 1536, nel popolo di San Michele Visdomini, da Maria d’Andrea di Benaccio e da Tito di Santi di Bartolomeo dal Borgo a Sansepolcro (m. 1555), velettaio in via dei Servi, dove si era trasferito prima del 1535.
Provenendo da un’antica famiglia biturgense, il pittore è spesso definito nei documenti «Santi di Tito dal Borgo», ingenerando confusione sul luogo di nascita. Nel 1567 si sposò con Agnoletta di Luca Landucci (m. 1604), ed ebbe numerosi figli: Tito (n. 1572), Tiberio (1573-1627), Orazio (n. 1575), Girolamo (n. 1577), Pandolfo (n. 1592), Caterina e suor Maria Benedetta. Dopo il 1578, abitò nella casa-studio di via delle Ruote da lui progettata. Pittore, architetto e grande disegnatore, dotato di un’organizzata bottega, fu il caposcuola del rinnovamento antimanierista della pittura fiorentina, in linea con gli orientamenti controriformistici.
Menzionato ancora vivente da Giorgio Vasari (VI, 1568, 1987, p. 244) e da Raffaello Borghini (1584, p. 619), fu Filippo Baldinucci a redigerne la prima biografia (1681-1728), mentre si deve a Günther Arnolds (1934) il primo moderno studio monografico su di lui.
Tra le sue opere più importanti eseguite a Firenze si ricordano: la Resurrezione in Santa Croce (1565), Le sorelle di Fetonte per lo Studiolo di Francesco I, la Resurrezione di Lazzaro in Santa Maria Novella (1576), il Martirio di Santo Stefano nella chiesa dei Santi Gervasio e Protasio (1579), Cristo nel Getsemani in Santa Maria Maddalena dei Pazzi (1591) e la Visione di San Tommaso in San Marco (1593).
Morì nel 1603.
HSL!!! 🧡🦁💛

 : ven viaIl termine ven via, anzi tutto attaccato venvìa letteralmente significherebbe “Vieni via” ma nel dialetto fior...
04/12/2025

: ven via
Il termine ven via, anzi tutto attaccato venvìa letteralmente significherebbe “Vieni via” ma nel dialetto fiorentino non viene usato in questo senso, bensì è per intendere ‘Ma cosa fai?’, ‘Ma che dici?’, ‘Dai su, non è vero’. Una delle espressioni più caratteristiche del dialetto fiorentino.
A Firenze si usa infatti dire “Oh venvìa”.
Il suo contrario vaìa (= vai via) viene usato per lo più per screditare l’opinione altrui, nel senso di ‘Non ci credo’.
HSL!! 🧡🦁💛

03/12/2025

SIGNORIA IN FESTA!!! 💃 🚩🥁
Gli Sbandieratori della Signoria festeggiano il Natale e saranno ben lieti di accogliere follower, simpatizzanti e aspiranti rievocatori!
Nell'occasione si potrà assistere ad esibizioni di rievocazione storica.
Seguirà il consueto rinfresco annuale a cura degli iscritti e una gara di dolci natalizi.
L'evento avverrà mercoledì 17 dicembre dalle ore 20 presso la palestra della scuola Barsanti, via Lunga 94 (zona Isolotto).
Per motivi organizzativi, entro il 15 è necessaria la PRENOTAZIONE al numero 3351224277 e per chi ama cucinare... come dice il proverbio: PORTA APERTA PER CHI PORTA!
Vi aspettiamo!!!
HIC SUNT LEONES! 🦁🦁🦁

   Pare che la nascita di Cosimo de’ Medici, detto “il Vecchio”, signore di Firenze e nonno di Lorenzo il Magnifico, sia...
03/12/2025



Pare che la nascita di Cosimo de’ Medici, detto “il Vecchio”, signore di Firenze e nonno di Lorenzo il Magnifico, sia per certi versi misteriosa.
Per esempio, la data: l’anno, il 1389, sembra essere certo, mentre il giorno è indicato da alcune fonti come il 27 settembre, da altre invece come il 10 aprile, ma c’è di più: secondo alcuni documenti, infatti, Cosimo sarebbe nato insieme a un fratello gemello cui sarebbe stato imposto il nome di Damiano il quale, sempre stando a quanto affermano queste antiche carte, morì prima di compiere l’anno di età.
A tutt’oggi l’esistenza di questo piccolo Medici non è mai stata accertata, mentre è sicura quella del fratello minore di Cosimo, Lorenzo, di sei anni più giovane: l’infanzia e l’adolescenza vissute in un ambiente fortemente permeato di arte e cultura, avrebbero lasciato su entrambi, ma soprattutto sul maggiore, segni profondi ed indelebili.
Il 27 settembre ricorreva la festività dei santi Cosma e Damiano, dai quali egli e il gemello Damiano avrebbero preso il nome.
I nomi di Cosimo e Damiano non sono casuali, riprendono quelli di due famosi “medici dei miracoli” appartenenti al 303 d.C.
A Firenze i “medici dei miracoli” furono patroni della famiglia Medici; la loro presenza simboleggiò quasi sempre una commissione medicea.
Tra gli artisti che raffigurarono i due santi, vi furono Donatello e il Beato Angelico.
Nella Pala di San Marco dell’Angelico (nella foto) sono raffigurati diversi santi, la cui scelta riflette la committenza: san Domenico e san Marco richiamano l’ordine e l’intitolazione della chiesa, Cosma e Damiano alludono ai Medici, mentre la presenza di Lorenzo, Giovanni, Francesco e Pietro richiama nomi ricorrenti nella famiglia. Particolare rilievo assume Damiano, raffigurato quasi di spalle, memoria del gemello perduto di Cosimo e del fratello Lorenzo, morto nel 1440.
HSL! 💛🦁🧡

  Il personaggio di oggi, Troilo Orsini, morto a 30 anni a Parigi il 2 dicembre 1577, non era fiorentino; tuttavia, è no...
02/12/2025


Il personaggio di oggi, Troilo Orsini, morto a 30 anni a Parigi il 2 dicembre 1577, non era fiorentino; tuttavia, è noto soprattutto per il suo servizio come ambasciatore fiorentino tra il 1568 e il 1574, nonché per la sua presunta relazione con la principessa Isabella de' Medici, figlia di Cosimo I.
Era figlio di Paolo Emilio, del ramo di Monterotondo, e di Imperia Orsini.
Francesco Sansovino (1565), nella sua Historia di Casa Orsina lo ricorda per il suo comportamento educato, il suo bell'aspetto e la sua capacità di ravvivare gli incontri sociali con conversazioni e musica, che probabilmente hanno giocato un ruolo significativo nel suo successo come diplomatico.
Da giovane, Troilo venne a Firenze al seguito del cugino, Paolo Giordano I Orsini duca di Bracciano, e rimase alla corte dei Medici, incaricato di salvaguardare l'onore della principessa Isabella de' Medici, la giovane moglie di Paolo Giordano che rimase a Firenze mentre Paolo Giordano fece ritorno a Roma. Forse a causa dell'influenza di Isabella su suo padre, il granduca Cosimo I, e dei legami familiari di Troilo con i Medici, il giovane Orsini prestò servizio come ambasciatore fiorentino per un decennio, promuovendo gli interessi dei Medici nelle corti reali d'Europa. Nel 1559, stava raccogliendo fondi per fondare la propria compagnia per combattere nelle guerre di religione in Francia, dove prese parte anche a diverse campagne militari.
Nell'aprile 1574 fu inviato in Tirolo, alla corte imperiale, in Boemia, in Ungheria e, infine, alla corte polacca. Dopo la morte di Cosimo I, privato del suo principale sostegno, Troilo litigò con il nuovo granduca Francesco e fuggì alla corte della regina madre Caterina de' Medici a Parigi. Nel 1575 divenne gentiluomo di camera del re, al servizio del re Enrico III.
Nel 1576 Troilo Orsini, in un'imboscata al Canto degli Aranci (tra le attuali via Ghibellina e via Verdi), uccise il nobile Lelio Torelli per i sospetti di complicità con Isabella de' Medici.
Il 30 novembre 1577 fu colpito da un colpo d'archibugio a Saint-Germain-des-Prés per ordine di Francesco de' Medici e morì due giorni dopo, a causa delle ferite riportate. Il principale colpevole dell'omicidio fu tale Ambrogio Tremazzi, e con lui un individuo di nome Ieronimo Savorano.
In una lettera indirizzata ad Antonio Serguidi, segretario del granduca Francesco, Tremazzi confessò di aver ricevuto l'incarico di assassinare Orsini dal conte Ridolfo Isolani e da don Pietro de' Medici, figlio minore di Cosimo I.
HSL! 🧡🦁💛
Nella foto: Anastasio Fontebuoni, L'ambasciatore toscano Orsini viene ricevuto dalla regina madre Caterina de' Medici, Sotheby's, Londra.

Indirizzo

Via Delle Gore, 2L
Florence
50141

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