ANC Firenze

ANC Firenze Associazione Nazionale Commercialisti di Firenze è un’associazione di professionisti al servizio dei professionisti.

𝐀𝐍𝐂 𝐅𝐈𝐑𝐄𝐍𝐙𝐄, 𝐂𝐎𝐍𝐅𝐑𝐎𝐍𝐓𝐎 𝐄 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐄𝐂𝐈𝐏𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐒𝐔𝐋 𝐅𝐔𝐓𝐔𝐑𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐄𝐒𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄Mercoledì 6 maggio si è svolta, presso l’Ordine dei ...
07/05/2026

𝐀𝐍𝐂 𝐅𝐈𝐑𝐄𝐍𝐙𝐄, 𝐂𝐎𝐍𝐅𝐑𝐎𝐍𝐓𝐎 𝐄 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐄𝐂𝐈𝐏𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐒𝐔𝐋 𝐅𝐔𝐓𝐔𝐑𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐄𝐒𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄

Mercoledì 6 maggio si è svolta, presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze, la riunione del Direttivo di ANC Firenze, aperta alla partecipazione di tutti i colleghi interessati.

Un momento di confronto importante per fare il punto sugli scenari che stanno interessando la categoria, a partire dall'esito delle elezioni dell’Ordine territoriale e del Consiglio Nazionale, fino al rinnovo del Consiglio della Fondazione dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Firenze.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati temi legati alla rappresentanza professionale, all’evoluzione del contesto ordinistico e alle prospettive future della professione, in una fase particolarmente significativa per gli equilibri istituzionali della categoria.

ANC Firenze continua a promuovere occasioni di partecipazione e dialogo tra colleghi, nella convinzione che il confronto diretto rappresenti un elemento fondamentale per rafforzare il ruolo della professione e la consapevolezza delle sfide che attendono i commercialisti nei prossimi anni.



Simone Boschi

𝗔𝗣𝗥𝗜𝗟𝗘 𝗘̀ 𝗙𝗜𝗡𝗜𝗧𝗢, 𝗠𝗔 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗟𝗘𝗦𝗦𝗜𝗧𝗔̀ 𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔Scadenze concentrate, adempimenti continui, norme spesso poco coordinate: anch...
29/04/2026

𝗔𝗣𝗥𝗜𝗟𝗘 𝗘̀ 𝗙𝗜𝗡𝗜𝗧𝗢, 𝗠𝗔 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗟𝗘𝗦𝗦𝗜𝗧𝗔̀ 𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔

Scadenze concentrate, adempimenti continui, norme spesso poco coordinate: anche il mese appena trascorso ha confermato quanto il sistema fiscale italiano continui a gravare su contribuenti, imprese e professionisti.

Nel nuovo intervento della Presidente Rossella Magini, ANC Firenze richiama l’urgenza di una vera semplificazione: meno burocrazia, regole più chiare, scadenze più razionali e maggiore ascolto dei professionisti.

Un fisco sostenibile non è un vantaggio per pochi, ma un interesse collettivo.

👉 Leggi l’articolo completo.
https://www.lanazione.it/firenze/economia/il-mese-delle-super-scadenze-fiscali-e-finito-la-complessita-resta-il-fisco-deve-tornare-sostenibile-sv0dd9wn

25/03/2026

𝗘𝗦𝗣𝗘𝗥𝗧𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜 𝗘 𝗥𝗨𝗡𝗧𝗦: 𝗜𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗖𝗥𝗘𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗖

𝗟𝗔 𝗩𝗢𝗖𝗘 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗖 𝗙𝗜𝗥𝗘𝗡𝗭𝗘 𝗡𝗘𝗟 𝗗𝗜𝗕𝗔𝗧𝗧𝗜𝗧𝗢 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗢 📰Siamo presenti, ogni giorno, nel confronto sui temi che riguardano il lav...
19/03/2026

𝗟𝗔 𝗩𝗢𝗖𝗘 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗖 𝗙𝗜𝗥𝗘𝗡𝗭𝗘 𝗡𝗘𝗟 𝗗𝗜𝗕𝗔𝗧𝗧𝗜𝗧𝗢 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗢 📰

Siamo presenti, ogni giorno, nel confronto sui temi che riguardano il lavoro dei professionisti e il funzionamento del sistema fiscale.

Ieri su La Nazione la voce di ANC Firenze, attraverso l’intervento del consigliere Filippo Vannoni, porta all’attenzione della città una criticità sempre più evidente: la pressione sugli studi professionali e la necessità di ripensare il sistema.

👉 𝗜𝗻 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗮𝗱𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗳𝗶𝘀𝗰𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝟯𝟲, 𝗲 𝟭𝟯 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼.

Un carico che non è più solo organizzativo, ma strutturale.

👉 𝗖𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗮𝗱𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗿𝗼𝗴𝗵𝗲 “𝗹𝗮𝘀𝘁 𝗺𝗶𝗻𝘂𝘁𝗲”.

Perché le continue modifiche in corsa generano incertezza, disallineamenti e una percezione distorta delle regole.

👉 𝗨𝗻𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗶𝗺𝗮 𝗻𝗼𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗺𝗮𝗰𝗶𝗴𝗻𝗼.

Ogni nuovo adempimento, anche se apparentemente semplice, si traduce in tempo, costi e complessità per studi e imprese.

📌 𝗜𝗹 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲̀ 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼:
𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗮𝗱𝗲𝗻𝘇𝗲, 𝗼𝗰𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗼 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮.

ANC Firenze continua a portare il punto di vista dei professionisti nei luoghi del dibattito pubblico, contribuendo a costruire consapevolezza su temi che riguardano imprese, cittadini e istituzioni.

𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐍𝐂 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚𝐸𝑑𝑢𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑃𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑑 𝐼𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 ...
26/11/2025

𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐍𝐂 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚

𝐸𝑑𝑢𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑃𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑑 𝐼𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 — 𝑇𝑎𝑣𝑜𝑙𝑎 𝑅𝑜𝑡𝑜𝑛𝑑𝑎 “𝐼𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑖𝑙 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖” — 𝐼𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑆𝑖𝑚𝑜𝑛𝑒 𝐵𝑜𝑠𝑐ℎ𝑖

Nel mio intervento ho voluto ripercorrere il cammino che mi lega ad 𝐴𝑁𝐶 da 𝟑𝟔 𝐚𝐧𝐧𝐢: un percorso iniziato direttamente dal Collegio dei Ragionieri, spinto dal desiderio di conoscere davvero la storia della nostra Categoria vivendo accanto a chi quella storia la costruisce ogni giorno.

Un’esperienza che, per oltre trent’anni, si è intrecciata con la 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚, con la partecipazione negli organismi dell’Ente e con un ascolto continuo dei bisogni dei colleghi.

Questo sguardo lungo mi ha insegnato che molte difficoltà professionali emergono già tra i 𝟐𝟓 𝐞 𝐢 𝟑𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢, e che è fondamentale creare luoghi capaci di sostenere veramente i più giovani.

Ho ricordato anche il lavoro che ci ha portato all’attuale Direttivo, ricostruito responsabilmente ad agosto per garantire continuità durante l’intero percorso elettorale territoriale e nazionale.

Oggi il Direttivo è composto da 𝟏𝟑 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐢, ciascuno con deleghe mirate, definite sulla base delle competenze e dell’esperienza maturata in altri organismi.

Una struttura pensata per essere un 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒊𝒅𝒊𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒆𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂, 𝒑𝒍𝒖𝒓𝒂𝒍𝒊𝒕à 𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒐, mantenendo sempre un principio irrinunciabile: 𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞.

Ho richiamato un ricordo personale che porto con me: quello di mio bisnonno, che non prese mai tessere né prima né dopo la guerra.

È un riferimento che sento fortemente, perché credo che 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 debba continuare a essere un presidio di 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚, un territorio storicamente capace di esprimere colleganza, idee e leadership di qualità.

Ho poi ricordato la collaborazione avviata con gli organismi del territorio — sindacali e non — in un clima di dialogo reale: 𝐀𝐃𝐂, 𝐔𝐆𝐃𝐂𝐄𝐂, 𝐀𝐂𝐂𝐄𝐕𝐄, 𝐂𝐏𝐎, oltre naturalmente ad 𝐀𝐍𝐂.

Un confronto indispensabile per costruire percorsi comuni e per sostenere i giovani che desiderano avvicinarsi alla vita della Categoria.
Infine, ho dedicato un passaggio molto sentito al tema della 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚, da sempre un pilastro del mio impegno: dal lavoro svolto con la Cassa, al supporto ai colleghi in difficoltà, fino alla riflessione sugli scenari futuri segnati dal calo demografico delle professioni.
Per me è chiaro che 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫à 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐨 nei prossimi decenni rappresenta una responsabilità non più rinviabile.

🟦 𝐼𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑜 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑜–𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑖 𝑡𝑒𝑚𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑢𝑙𝑡𝑖𝑚𝑎 𝑡𝑎𝑣𝑜𝑙𝑎 𝑟𝑜𝑡𝑜𝑛𝑑𝑎

Nella tavola rotonda conclusiva — dedicata al confronto tra i Presidenti nazionali di ADC, ANC, AIDC e UNGDCEC — 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒊 𝒂𝒇𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒂𝒕𝒊 𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒊 𝒕𝒆𝒎𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒊𝒕𝒆𝒏𝒈𝒐 𝒅𝒐𝒗𝒆𝒓𝒐𝒔𝒐 𝒂𝒑𝒑𝒓𝒐𝒇𝒐𝒏𝒅𝒊𝒓𝒆.

🟦 𝟏. 𝐼𝑙 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒

L’attuale sistema, basato sul voto degli Ordini territoriali, non ha mostrato criticità sostanziali, salvo l’astensionismo, spesso segnale di un senso di distanza dagli organismi nazionali.
𝐹𝑖𝑟𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑛𝑒 𝑢𝑛’𝑖𝑠𝑜𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑒, ma il problema non va sottovalutato.
Il voto diretto degli iscritti può essere una buona idea 𝒔𝒆 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂 𝒍’𝒆𝒇𝒇𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒍𝒂 𝒄𝒂𝒖𝒔𝒂 della riforma.
Mi preoccupa invece la proposta di ponderare il voto riducendo il peso degli Ordini più popolosi: si rischia di alterare la proporzionalità demografica e di generare sospetti di “premialità” verso territori politicamente più vicini alla riforma.
𝐸 𝒏𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛 𝐶𝑁 𝒑𝒖𝑜̀ 𝒑𝑒𝑟𝒎𝒆𝑡𝑡𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝑜 𝒅𝑢𝒃𝒃𝒊𝑜.

🟦 𝟐. 𝐿𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑡𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑟𝑎𝑑𝑜𝑠𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐿.𝟒/𝟐𝟎𝟏𝟑

Nel disegno di legge delega è comparso un emendamento volto a “tutelare” le competenze dei non ordinisti ex L.4/2013.
Ma la L.4/2013 non attribuisce alcuna competenza specifica, ed essendo una legge generale non può prevalere sul carattere speciale del D.Lgs. 139.
È una scelta 𝐢𝐥𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐨𝐬𝐚 per la Categoria.

🟦 𝟑. 𝐒𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐥𝐢𝐟𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐛𝐢

Le specializzazioni, per come sono oggi definite, rischiano di seguire la stessa sorte delle SAF, sommerse dalla proliferazione di albi accessibili anche ai non iscritti.
Ecco perché le associazioni sindacali devono tornare a presidiare con forza 𝐝𝐞𝐨𝐧𝐭𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚, 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐭𝐚𝐫𝐢𝐟𝐟𝐞.

🟦 𝟒. 𝐼𝑙 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑂𝑟𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑖

La sentenza della Corte Costituzionale del 2024 conferma che siamo — e restiamo — 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐝𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚.
E Firenze possiede una tradizione di autorevolezza che dobbiamo continuare a valorizzare e proteggere.

🟦 𝐔𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚: 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚, 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚

Ho concluso ribadendo ciò in cui credo:
𝐀𝐍𝐂 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 deve essere un presidio di 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨, 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚, capace di sostenere i professionisti, collaborare in modo costruttivo con gli organismi territoriali, accompagnare i giovani e rappresentare con lucidità le istanze politiche della Categoria.
La solidità della nostra professione si costruisce così:
𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭à, 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞, 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚, 𝐬𝐢𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢.

🟦 𝗔𝗡𝗖 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 • 𝗘𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼𝗜𝗡𝗧𝗘𝗟𝗟𝗜𝗚𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗔𝗥𝗧𝗜𝗙𝗜𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘 𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗙𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜📅 Venerdì 21 novembre 2025 – ore 15.00/18...
20/11/2025

🟦 𝗔𝗡𝗖 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 • 𝗘𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼

𝗜𝗡𝗧𝗘𝗟𝗟𝗜𝗚𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗔𝗥𝗧𝗜𝗙𝗜𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘 𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗙𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜

📅 Venerdì 21 novembre 2025 – ore 15.00/18.00

La trasformazione digitale sta ridefinendo strumenti, processi e responsabilità della nostra professione. Per questo ANC Firenze, insieme ad ANC Nazionale e in collaborazione con Passepartout, promuove un incontro dedicato al ruolo dell’𝗜𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗔𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 nel lavoro del commercialista.

𝗦𝗮𝗹𝘂𝘁𝗶 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶:
• 𝗘𝗻𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗮𝗻𝗶 – Presidente ODCEC Firenze
• 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲 𝗕𝗼𝘀𝗰𝗵𝗶 – Presidente ANC Firenze
• 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗖𝘂𝗰𝗵𝗲𝗹 – Presidente ANC
• 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗮𝘀𝗮𝗱𝗲𝗶 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 – Responsabile Formazione Passepartout SpA

𝗜𝗻𝘁𝗿𝗼𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲:
𝗩𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗧𝗶𝗯𝘆 – Dottore Commercialista, Revisore Contabile, componente Commissione di Studio Giustizia e IA CNDCEC.

𝗥𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮:
• 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗲 𝗙𝗶𝗼𝗰𝗰𝗼 – Strategie di prompting e applicazioni immediate dell’IA nelle professioni
• 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗚𝘂𝘇𝘇𝗮𝗻𝘁𝗶 – IA, privacy e limiti dell’attività di accertamento
• 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗧𝗼𝗺𝗼 – Analisi normativa e impatto dell’IA sull’organizzazione degli Studi
• 𝗖𝗶𝗿𝗼 𝗘𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼 – IA e crisi d’impresa: strumenti e sostegni nella composizione negoziata

L’evento è stato richiesto da ANC per l’accreditamento ai fini della Formazione Professionale Continua degli iscritti all’ODCEC (triennio 2023–2025).

📍 Un appuntamento per comprendere come evolvono competenze, responsabilità e strumenti del commercialista nell’era dell’𝗜𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗔𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲.

𝐂𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀: 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐟𝐞𝐝𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚Negli ultimi mesi...
17/11/2025

𝐂𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀: 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐟𝐞𝐝𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚

Negli ultimi mesi il tema delle competenze in ambito fiscale e contabile è tornato al centro del dibattito. La ricerca di visibilità mediatica da parte dei tributaristi e un confine che appare mai efficacemente delineato dal Legislatore fra consulenza e attività riservate hanno riaperto una questione che da anni attraversa la professione.

“𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎, 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎 𝑙'𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖”, 𝑜𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎 𝑃𝑎𝑜𝑙𝑜 𝑀𝑎𝑠𝑖𝑛𝑖, 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝐴𝑁𝐶 𝐹𝑖𝑟𝑒𝑛𝑧𝑒, 𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝑢𝑛 𝑎𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑠𝑜 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐸𝑐𝑜𝑛𝑜𝑚𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑄𝑁 – 𝐿𝑎 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒. “𝑂𝑔𝑔𝑖 𝑖𝑙 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑖𝑛𝑔𝑢𝑒𝑟𝑒 𝑡𝑟𝑎 𝑐ℎ𝑖 𝑒𝑠𝑒𝑟𝑐𝑖𝑡𝑎 𝑢𝑛’𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎, 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎 𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜𝑙𝑙𝑖 𝑒 𝑎 𝑜𝑏𝑏𝑙𝑖𝑔ℎ𝑖 𝑑𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑒 𝑐ℎ𝑖 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒 4/2013. 𝐸̀ 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑝𝑎𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒.”

𝐃𝐮𝐞 𝐛𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢

𝐋𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐭𝐭𝐚, 𝐦𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐚.

I dottori commercialisti ed esperti contabili esercitano un’attività regolata dal D.Lgs. 139/2005 (Ordinamento della Professione di Dottore Commercialista e di Esperto Contabile) e vigilata dal Ministero della Giustizia; prevede un percorso di laurea, il tirocinio obbligatorio, l'esame di Stato, l'iscrizione all'Albo e la formazione continua; per modificare il predetto Ordinamento vengono coinvolti il Parlamento e il Governo, in un lungo percorso normativo che parte da una legge delega approvata dalle due Camere e dal successivo decreto legislativo emanato dal Consiglio dei Ministri.

I tributaristi, invece, rientrano tra le professioni non ordinistiche disciplinate dalla legge 4/2013, senza obbligo di iscrizione ad albi; il Ministero delle Imprese e del Made in Italy si limita a fornire disposizioni sostanzialmente tese a consentire l'autoregolamentazione della loro attività e a stabilire che essi informino la clientela della natura non ordinistica delle loro prestazioni, dunque senza effettiva vigilanza, col mero intento di evitare la cosiddetta concorrenza ingannevole.

“Si tratta di due ambiti diversi,” continua Masini, “che però oggi tendono a sovrapporsi nella percezione comune e questo rischia di generare confusione e, nei casi più delicati, di compromettere la certezza dei rapporti tra professionista, contribuente e pubblica amministrazione.”

𝐈𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚

Sul piano giuridico, il punto è stato chiarito dalla sentenza 144/2024 della Corte Costituzionale, che ha escluso la possibilità di rilasciare il visto di conformità fiscale a soggetti non iscritti agli albi dei Commercialisti o dei Consulenti del Lavoro, cui dunque è riconosciuta competenza tecnica ma soprattutto valore costituzionale nella funzione di garanzia dell’interesse pubblico.

“𝐿𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑟𝑜𝑔𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 – 𝑠𝑝𝑖𝑒𝑔𝑎 𝑆𝑖𝑚𝑜𝑛𝑒 𝐵𝑜𝑠𝑐ℎ𝑖, 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝐴𝑁𝐶 𝐹𝑖𝑟𝑒𝑛𝑧𝑒 – 𝑚𝑎 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀. 𝐿𝑜 𝑆𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑒𝑠𝑎𝑢𝑟𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖: 𝑟𝑖𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎 𝑙𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎, 𝑙𝑎 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑑𝑎𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑒 𝑙𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑝𝑎𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒𝑐𝑜𝑛𝑜𝑚𝑖𝑐𝑖. 𝐸̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑎𝑠𝑠𝑢𝑚𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜, 𝑢𝑛 𝑒𝑠𝑎𝑚𝑒 𝑑𝑖 𝑆𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑖𝑔𝑖𝑙𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑜𝑛𝑡𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑐𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛𝑒𝑛𝑡𝑒.”

𝐋𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚

Oltre ai profili normativi, esiste un nodo di equità sul piano comunicativo.

I commercialisti, vincolati al codice deontologico, devono rispettare criteri di sobrietà e veridicità nella promozione della propria attività; le professioni non ordinistiche, invece, non hanno limiti analoghi, come dimostra il predetto articolo a mezza pagina apparso sul QN La Nazione, del quale non è sfuggito ai più il messaggio promozionale.

“È un terreno di disparità evidente – osserva ancora Masini – perché da un lato c’è chi può comparire liberamente su quotidiani e canali pubblicitari, dall’altro chi deve attenersi a regole stringenti di decoro. Ma soprattutto, il rischio è che il contribuente, nella quotidianità dei fatti, non abbia del tutto chiaro a chi si sta rivolgendo e con quali garanzie.”

𝐔𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚

Sulla stessa linea si colloca anche la posizione ufficiale di ANC nazionale, che nel comunicato del 1° ottobre 2025 ha espresso “ferma contrarietà all’estensione di attività professionali che possa compromettere la tutela della fede pubblica”, chiedendo al legislatore di delimitare con precisione le competenze e vigilare sull’uso improprio dei titoli.

“La nostra richiesta è semplice,” conclude Boschi. “non si tratta sempre di esclusività, soprattutto con norme non propriamente chiare, semmai di rispetto dei ruoli e delle responsabilità. Solo mantenendo netti i confini tra attività riservate e attività libere si può garantire al cittadino la certezza di rivolgersi a un professionista che opera sotto la vigilanza dello Stato e nel rispetto dell’interesse collettivo. La sintesi del mio pensiero è che pure le prestazioni non riservate, o non riservabili, possono assumere rilevanza di fede pubblica quando svolte dal Commercialista, obbligato a garantirla in ogni adempimento che pone in essere per conto dei propri clienti.”

 #𝐚𝐧𝐜𝐟𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞, A tutuela della professione, a tutela dei cittadini, nel cuore di  .
14/11/2025

#𝐚𝐧𝐜𝐟𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞,

A tutuela della professione, a tutela dei cittadini, nel cuore di .

📸 𝐈𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐃𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐍𝐂 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞Si è svolta ieri, presso la sede dell’Associazione, la prima riunione del C...
13/11/2025

📸 𝐈𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐃𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐍𝐂 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞

Si è svolta ieri, presso la sede dell’Associazione, la prima riunione del Consiglio Direttivo dopo l’elezione del nuovo presidente 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞 𝐁𝐨𝐬𝐜𝐡𝐢.

Un incontro denso di contenuti, durante il quale sono stati approvati i verbali delle sedute precedenti e affrontati i principali temi di attualità per la vita associativa e per la categoria.
Dalle comunicazioni del Presidente — con aggiornamenti sulla recente riunione degli organismi associativi e 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐢𝐧𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐃𝐂𝐄𝐂 𝐝𝐢 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 — all’esame delle nuove disposizioni in materia di formazione professionale continua, con la proposta di iniziative e percorsi aggiornati rivolti agli iscritti.

Nel corso della seduta si è inoltre discusso di convenzioni e collaborazioni commerciali, delle pratiche di iscrizione e cancellazione, e degli appuntamenti in programma nei prossimi mesi, 𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐀𝐍𝐂 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐚̀ 𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐨, 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚̀ 𝐚 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐮𝐧𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝟓 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓.

Un momento di confronto costruttivo, arricchito dagli interventi dei referenti presso gli organismi esterni, 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐍𝐂 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨.

📣 𝐑𝐈𝐒𝐂𝐇𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐂𝐎𝐋𝐋𝐀𝐒𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐒𝐈𝐒𝐓𝐄𝐌𝐀 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈𝐒𝐓𝐈𝐂𝐎: 𝐈𝐎 𝐋’𝐀𝐕𝐄𝐕𝐎 𝐃𝐄𝐓𝐓𝐎Questa mattina (4 novembre) leggo su Italia Oggi un art...
05/11/2025

📣 𝐑𝐈𝐒𝐂𝐇𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐂𝐎𝐋𝐋𝐀𝐒𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐒𝐈𝐒𝐓𝐄𝐌𝐀 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈𝐒𝐓𝐈𝐂𝐎: 𝐈𝐎 𝐋’𝐀𝐕𝐄𝐕𝐎 𝐃𝐄𝐓𝐓𝐎

Questa mattina (4 novembre) leggo su Italia Oggi un articolo a firma Daniele Ciroli sui prossimi scenari previdenziali che non lascia presagire niente di buono ma che non mi ha particolarmente sconvolto, essendo materia che conosco bene e sulla quale ho più volte lanciato grida d’allarme.

L’articolo analizza il nostro sistema previdenziale con pregevole compiutezza di informazioni, ponendosi su tutt’altro piano rispetto a un recente, becero tentativo mediatico di screditare una Cassa previdenziale ricorrendo a illazioni derivanti dalla distorta strumentalizzazione di un paio di numeri in croce, forse suggeriti da chi non ha avuto il coraggio di mettersi a urlare in piedi sulla cassetta della frutta; fatto sta che nel giro di pochi giorni ci siamo logicamente dimenticati l’articoletto e il nome del suo autore, semmai lo avessimo notato.

Torniamo a quanto riportato da Ciroli, che ha esaminato la 𝐍𝐨𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐧. 𝟐𝟗𝟏/𝟐𝟎𝟐𝟓 del servizio studi del Senato per illustrare l’art. 43 del 𝐝𝐝𝐥 𝐁𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔.

In Italia, nell’imminente futuro, proseguirà quell’invecchiamento demografico che erode – e continuerà a erodere – qualunque asset previdenziale: il fabbisogno di pensioni crescerà e si ridurrà il numero di lavoratori.

𝟏𝟎𝟎 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝟑𝟖 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐢, 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟒𝟎 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐚̀ 𝐚 𝟏𝟎𝟎/𝟓𝟕 𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟓𝟎 𝐚 𝟏𝟎𝟎/𝟔𝟕.

Tanto fa male questo trend che lo Stato decide di innalzare i requisiti di pensionamento, elevando di qualche mese l’età di accesso alla quiescenza per effetto inevitabile dell’allungamento della “speranza di vita” registrato dall’Istat.

Dobbiamo infatti rammentare che una pensione, in termini finanziari, è la trasformazione in rendita di un montante la cui restituzione avviene mediamente nell’arco degli anni di vita post-pensionamento: 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐮𝐧𝐠𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚, 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐞̀ 𝐥’𝐢𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐬𝐨.

L’Istat informa che entro il 2080 la popolazione complessiva calerà di oltre il 22 %, la popolazione in età lavorativa di oltre il 24 %, mentre quella “over 65” aumenterà del 13 %: ne deriveranno un progressivo aumento del costo pensionistico e uno schiacciamento del gettito contributivo, 𝐟𝐨𝐫𝐛𝐢𝐜𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞, e in Europa gli scenari non sono certo migliori.

Paradossalmente – afferma Ciroli – il sistema potrebbe reggere solo se i contributi salissero al 57 % nel 2040 e al 67 % dal 2080. È tutto dire.

Questo scenario non riguarda soltanto gli iscritti alla previdenza pubblica: è molto percepita la rischiosità all’interno delle Casse professionali, che hanno bacini di iscritti notoriamente inferiori. Io stesso ho avuto svariate occasioni di parlarne pubblicamente, occupandomi di previdenza da oltre vent’anni.

Qualunque realtà ordinistica, chi più chi meno, presenta demografie destinate a subire processi significativi nel giro di due-quattro lustri, a causa dell’invecchiamento della popolazione (si campa di più, si nasce meno) e del fatto che le professioni non sono più oggetto primario del desiderio dei giovani.

𝐈𝐧 𝐩𝐢𝐮̀, 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐧𝐝𝐞𝐫 𝟒𝟓 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚 𝐝𝐢𝐞𝐜𝐢, 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐨 𝐭𝐫𝐞𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐚.

Il quadro non è simpatico: questi giovani, secondo i meccanismi del sistema a ripartizione, dovranno finanziare la propria pensione e quella dei già pensionati — sfida ardua se i redditi calano e i contributi si riducono.

Richiamando la matematica: 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐧𝐚 𝐠𝐚𝐮𝐬𝐬𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐯𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞 (vedi immagine).

La campana Gaussiana rappresenta la distribuzione demografica degli iscritti a un ente previdenziale, con la massima concentrazione nella fascia 45-55 anni (molto calzante per i Commercialisti).
La curva crescente, invece, descrive la crescita del numero dei pensionati che raggiungerà il suo zenit quando gli iscritti corrispondenti al picco gaussiano andranno in quiescenza.

La campana gaussiana è dunque il gettito che si riduce, mentre la cuva crescente rappresenta il fabbisogno crescente fra pensioni dirette e assegni di reversibilità: eccola, la forbice finanziaria spesso sottovalutata (o sottaciuta?), destinata a emergere prima o poi in tutti i fondi, pubblici e privati — inclusi quelli dei Commercialisti.

Si riducono gli iscritti, i redditi e la contribuzione, mentre aumentano pensionati e costi previdenziali.
Mi si risponderà che per sopperire alle pensioni interverranno i ricchi patrimoni accumulati negli anni, ma allora chiedo: 𝐢𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐫𝐬𝐢?

O è preferibile che lo faccia immediatamente, visto che i dati demografici parlano chiaro?

Fra gli elementi più incisivi nella vigilanza ministeriale sugli enti previdenziali non c’è tanto la “pinguedine patrimoniale”, quanto il rapporto iscritti/pensionati, il saldo previdenziale (contributi meno prestazioni correnti), 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐞 (𝐜𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢) 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐠𝐫𝐮𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐢𝐪𝐮𝐨𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐢𝐯𝐚.

Insomma, lo Stato si preoccupa della tenuta del sistema garantita dalla demografia.
Ma se l’Istat segnala criticità demografiche… allora c’è da aspettarsi un intervento pubblico?

Se da una parte questi dubbi sono legittimi, dall’altra non si vedono interventi concreti per rendere la professione del Commercialista nuovamente appetibile — né sotto il profilo economico, né sotto quello motivazionale.

Anzi, la concorrenza entra sempre più spesso in ambiti tradizionalmente “nostri”, mentre si parla di una Categoria protagonista di “rivoluzioni epocali” che tuttavia 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢, quelli che oggi alimentano la previdenza con il proprio gettito contributivo.

𝐒𝐩𝐞𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 “𝐞𝐩𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞” 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐂𝐢𝐫𝐨𝐥𝐢.

𝑎 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞 𝐁𝐨𝐬𝐜𝐡𝐢

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