Compagnia Giovanni delle Bande Nere

Compagnia Giovanni delle Bande Nere Associazione culturale di rievocazione e ricostruzione storica, spettacolo ed intrattenimento, punto di riferimento per il panorama rievocativo Italiano.

L’accampamento seguiva gli eserciti ovunque andassero. Nel rinascimento, i capitani d’arme erano formati in principio da...
22/08/2026

L’accampamento seguiva gli eserciti ovunque andassero. Nel rinascimento, i capitani d’arme erano formati in principio dalle letture dei classici antichi e consapevoli del mito dell’esercito romano capace di costruire un forte a fine giornata di una lunga marcia.
Come tutti gli eserciti in campagna militare, anche questi avrebbero seguito un simile modello, sebbene le difese raramente includevano elementi più importanti di piccole palizzate, ostacoli contro la cavalleria e cavalli di Frisia.
Le tendopoli degli eserciti raramente si portavano dietro il vero materiale difensivo, e veniva messa in priorità il posizionamento in un luogo sicuro e già difendibile, basti pensare, ad esempio, come durante la battaglia di Pavia del 1525, il grande esercito capeggiato dal re di Francia Francesco I di Valois, utilizzò la tenuta di caccia del parco visconteo come luogo sicuro dove tenere accampate le proprie forze, sebbene si trattasse di una cinta muraria alta attorno ai due metri.
📸 Igor Masini
🗺️ La Notte d’Isabella 2019

Anche se sembrano solo caldi ed ingombranti, gli abiti femminili sono decisamente più freschi di quelli dei nostri merce...
19/08/2026

Anche se sembrano solo caldi ed ingombranti, gli abiti femminili sono decisamente più freschi di quelli dei nostri mercenari!
Le ricostruzioni degli indumenti, con tessuti di materiale filologico al XVI secolo, che abbiamo effettuato hanno dimostrato che permettessero di tollerare meglio il calore. Anche se era nella moda del periodo, specialmente quella maschile, coprire di aperture (più frequentemente dei semplici squarci) i propri vestiti!
Infatti ecco una delle nostre dame che facilita la propria mobilità. Per i pantaloni si avrebbe dovuto aspettare quattro secoli più tardi...
In attesa della fine di questo caldo torrenziale, decisamente lontano dalla realtà della piccola era glaciale che colpì l’Europa del rinascimento, vi invitiamo all’Occhio di Lucca, il nostro prossimo evento, il 12 settembre!
📸 Concorso fotografico “Una foto per Isabella”
🗺️ La Notte d’Isabella 2018

Il pugnale bolognese, quello in uso nei trattati di Marozzo e Manciolino, e le cui citazioni proseguono anche nei secoli...
16/08/2026

Il pugnale bolognese, quello in uso nei trattati di Marozzo e Manciolino, e le cui citazioni proseguono anche nei secoli successivi, è da considerarsi un’arma solida e affidabile.
Si tratta di un pugnale dotato di buona lama, discretamente lunga — possiamo ipotizzare circa un cubito — con un bilanciamento sopra l’elsa, caratteristica fondamentale che gli consente di parare efficacemente anche colpi di taglio di spada. L’elsa è generalmente sobria, priva di eccessive decorazioni: al massimo è presente un semplice anello a protezione del dorso della mano. L’iconografia dell’epoca suggerisce spesso una leggera curvatura a “S” dell’elsa, probabilmente più per ragioni estetiche che per una reale funzione schermistica.
Il pugnale pistolese, citato anch’esso tra le varie tipologie di pugnali nel trattato di Francesco Altoni, è probabilmente legato — almeno nominalmente — alla città di Pistoia. Rispetto al bolognese risulta più leggero e maneggevole, con una elsa a rami ricurvi piegati verso l’esterno, concepiti per agevolare, o quantomeno tentare di agevolare, i blocchi di spada. Anche in questo caso è frequente la presenza dell’anello di protezione. Proprio la sua maggiore leggerezza, tuttavia, non garantisce la stessa sicurezza nelle parate: per questo il pugnale pistolese viene impiegato più come ausilio alla parata di spada che come strumento difensivo autonomo, privilegiando deviazioni, accompagnamenti e controlli piuttosto che arresti netti del colpo.
📸 Simone Iadevaia
🗺️ Fiera di San Martino in Soverzano 2024

Lo schioppo era l’arma antenata dell’archibugio e delle successive armi da fuoco. Esso è un semplice fusto di legno lavo...
13/08/2026

Lo schioppo era l’arma antenata dell’archibugio e delle successive armi da fuoco. Esso è un semplice fusto di legno lavorato con una canna montata sopra, ed un meccanismo di avancarica.
Con la cosiddetta rivoluzione della fanteria durante il ‘400, e l’avvento di formazioni di eserciti centrati sull’uso massiccio della fanteria armate di picche, la presenza della polvere da sparo si diffuse vertiginosamente nel secolo successivo. Già nei primi del ‘500 reparti di schioppettieri accompagnavano i picchieri sui campi di battaglia per fronteggiare la linea nemica, coprendo il ruolo delle unità da gittata che fino a quel momento erano principalmente composte da arcieri e balestrieri, fino ad eclissarsi definitivamente. Negli anni ‘30 del ‘500, l’impero asburgico avrebbe formalizzato questa composizione militare, chiamandola il “Tercio”. I campi di battaglia dell’Europa avrebbero continuato ad essere combattuti attorno a queste celebri formazioni fino alla fine della guerra dei trent’anni, nel 1648.
📸 Donato Merlin
🗺️ Festa di San Martino in Soverzano al castello dei Manzoli 2018

Donne combattenti? Sembra poco probabile in una società rigida come quella del rinascimento dove i ruoli sociali e di ge...
09/08/2026

Donne combattenti?
Sembra poco probabile in una società rigida come quella del rinascimento dove i ruoli sociali e di genere fossero rigidamente inquadrati, eppure donne attive nell’ambito militare non sono assenti nella storia del medioevo e dell’ età moderna:

Esistono numerosi casi dove donne di famiglie influenti dopo la morte del marito si fanno condottiere e prendono le redini del conflitto in corso:
Partendo da Matilde di Toscana (conosciuta anche come Matilde di Canossa) che prese le armi per difendere il Papa.
Come anche Sibilla, moglie del normanno Robert Bordet, che nel 1130 guidò la difesa della città di Terragona contro gli Almoravidi.
Passando poi dalle crociate abbiamo i cronisti musulmani che notano la presenza di molte donne in armatura tra i soldati cristiani, tra di esse Marguerite de Beverley che combatté sulle mura di Gerusalemme nell’ assedio del 1187.

Abbiamo anche i numerosi esempi delle “nuove virago” della guerra dei cent’anni:
Jeanne de Montfort che guidò la difesa del ducato di Bretagna contro le truppe francesi, oppure la scozzese Agnese contessa di Dumbar in che si distinse per la sua capacità nel guidare la resistenza contro gli inglesi, o ancora Ricciarda di Saluzzo che levò un esercito per salvare il proprio marchesato,
Per non parlare di Caterina Sforza, la “Tigre di Forlì”, madre del capitano, che ottenne pure l’ammirazione da parte di Machiavelli.

Infine abbiamo l’ esempio più conosciuto: quello di Giovanna d’ Arco.

Nel tardo medioevo si assiste alla fioritura degli ordini cavallereschi, molti dei quali accoglievano apertamente le donne (come l’ ordine della Giarrettiera inglese o l’ordine dell’ Ermellino in Bretagna)

Sarà a partire dal XVI secolo che le fonti indicano una tendenza alla progressiva esclusione delle donne dai ruoli militari e cavallereschi, promosse dall’ umanesimo e dal diritto romano e poi dall’ irrigidimento dei ruoli sociali e di genere del periodo della controriforma.
Ciò non toglie che la figura della donna guerriera rimane molto presente nella cultura militare ancora per la prima metà del cinquecento. Esistono numerosi esempi di opere d’arte contenenti allegorie con figura della donna guerriera.

Il continuo studio dalle fonti scritte dai trattati di scherma dei maestri italiani del ‘500 rappresentano un punto chia...
06/08/2026

Il continuo studio dalle fonti scritte dai trattati di scherma dei maestri italiani del ‘500 rappresentano un punto chiave per la nostra associazione, specialmente nella loro applicazione per arricchire le coreografie di scherma da spettacolo. Sia come strumento di avvicinamento al pubblico al lavoro di divulgazione storica, facilitata sotto forma di scene marziali, sia come applicazione con simulacri in acciaio della ricerca effettutata in collaborazione con la Sala d’Arme Achille Marozzo, istituto di riferimento per la ricerca sull’argomento.
Le foto selezionate rappresentano una breve dimostrazione introduttiva effettuata in occasione di una nostra manifestazione in Val di Chiana, nel contesto di una ricostruzione di un presidio militare all’interno della Torre del borgo di Marciano.

📸 Andrea Viti
🗺️ La presa del castello di Marciano della Chiana 2025, in vista del ciclo di eventi di Scannagallo 2026

L’affusto del cannone è la componente di legno sulla quale si poggia la canna di bronzo del pezzo di artiglieria. Esso è...
02/08/2026

L’affusto del cannone è la componente di legno sulla quale si poggia la canna di bronzo del pezzo di artiglieria. Esso è una struttura robusta costituita da due assoni di legno affiancati uniti da parti di legno chiamate chiavi; il suo scopo non è solo quello di reggere l’imponente peso della canna, solitamente di diverse centinaia di Kg, ma deve anche sopportare lo sforzo dello sparo e lo stress di centinaia di chilometri di spostamenti durante le lunghe campagne militari. All’interno dell’affusto, tra le due chiavi centrali, vi è lo spazio per i cosiddetti “cunei di mira”, elementi lignei per la regolazione dell’alzo della canna.
Le artiglierie dall’epoca moderna, fino al tardo ottocento, sono munite di imponenti ruote di legno, cerchiate di metallo, progettate sia per il lento trasporto su lunghe distanze grazie alla trazione animale, solitamente buoi, che per il rapido trasporto sui campi di battaglia, grazie ai traini di cavalli. Oltre allo spostamento sulle piacevoli e pulitissime strade reali è possibile anche il trasporto su terreni ripidi e tortuosi grazie all’utilizzo di argani e slitte. Famoso è ad esempio il processo del valicamento dei passi montuosi, come da testimonianza presente al mausoleo del Re Francesco I di Valois, di Francia, che racconta un episodio durante il valico delle armate francesi prima della battaglia di Miragnano del 1515, in una delle numerose campagne che compongono il capitolo delle distruttive Guerre d’Italia (1494-1558).
📸 Vanessa Ciriminna & Pistacchio by Josba
🗺️ La notte d’Isabella 2025

In occasione dell’ultima edizione della Battaglia di Scannagallo, abbiamo dato il nostro contributo alla rappresentazion...
30/07/2026

In occasione dell’ultima edizione della Battaglia di Scannagallo, abbiamo dato il nostro contributo alla rappresentazione della battaglia, che portò alla fine dell’ultima guerra tra i ducati di Firenze e Siena, formando un quadrato di picchieri ricostruito dai trattati militari della seconda metà del XVI secolo. La nostra fonte principale è stato il testo “Della disciplina militare” di Alfonso Adriano, di cui la prima edizione è datata al 1566. Quest’opera, scritta in una fase avanzata della vita dell’autore e piena di concetti sicuramente contemporanei al periodo della conquista del futuro granduca Cosimo I, è una delle fonti più nitide sull’argomento, trattando con grande esaustività ogni argomenti inerente al mantenimento di una campagna militare: come assoldare i miliziani, come gestire le salmerie ed il lato logistico, come mantenre una campagna militare... assieme a delle interessanti metafore piene di simbologia religiosa che solo un’opera rinascimentale potrebbe contenere.
Ad ogni modo, grazie all’aiuto dato dall’associazione Scannagallo, e con la collaborazione con numerose altre associazioni, di cui spiccano i Lanzi Lodron, il gruppo Strategemata, i Conestbili del Finale, gli Aper Labronicus, l’Acus Verum, Botica parabellum e il Calcio Storico Fiorentino, è stata rappresentata su una scala più grande del solito una ricostruzione avvincente di questa battaglia sullo stesso suolo dello scontro storico.
Se foste interessati a vedere una futura rappresentazione di uno scontro tra formazioni militari del rinascimento italiano, vi aspettiamo alla festa di San Martino in Soverzano il primo fine settimana di ottobre!
📸 Giorgio Milani & Marco Pucci
🗺️ La battaglia di Scannagallo 2026

27/07/2026

HELL-BANDE 1526 - Il rinascimento ha bisogno di te!

Stanco delle continue razzie lanzichenecche?
Studiando Sallustio, Tacito e Tito Livio in cameretta ti fa sognare di tempi in cui i barbari non usavano la pianura padana come campo da gioco per soldatini?
Allora sarete sicuramente interessati al progetto HELL-BANDE! (Tm © Ltd) , per la Signoria controllata fondata dal signor Giovanni de’ Medici!
Entra a far parte di questi corpi di armigeri assaltatori d’èlite, e compi misfatti contro minori repubbliche: ti copriamo noi dalle conseguenze!

Nessun Lanzichenecco è stato ferito, maltrattato, o condannato senza l’approvazione della Signoria.

Fan trailer non ufficiale e non commerciale, realizzato dall’associazione Compagnia Giovanni delle Bande Nere.
Ispirato a Helldivers 2. Questo progetto non è affiliato, sponsorizzato o approvato da Arrowhead game studios o dalla Sony interactive entertainment. Helldivers e i relativi marchi appartengono ai rispettivi titolari.
📸 Cristian Mindrila
🗺️ RievocandoLucca 2026

Il gioco d’azzardo era un costoso passatempo che sappiamo che veniva praticato da personalità provenienti da tutti i cet...
23/07/2026

Il gioco d’azzardo era un costoso passatempo che sappiamo che veniva praticato da personalità provenienti da tutti i ceti sociali. Per quanto fosse già da secoli condannata dalla chiesa e generalmente messa al bando dalle autorità cittaddine, nell’Italia del primo ‘500 sappiamo che fosse una realtà lontana dall’essere stata socialmente sradicata. Sia dame che gentiluomini ne facevano ampio gioco per ammazzare il tempo, spesso con risultati costosissimi.
Di fatti, parte della nostra trova ricerca storica mirata a rendere più viva la vita di un ipotetico accampamento militare italiano del primo ‘500, tratta anche della ricostruzione del gioco dell’Auca, che sappiamo da fonti storiche che venisse giocato attivamente a Bagni di Lucca. Se foste interessati a provarlo, vi aspettiamo alla prossima rievocazione dove ve lo faremo giocare!
📸 Vanessa Ciriminna
🗺️ Rievocando Lucca 2026

Indirizzo

Florence

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