Società Italiana di Psicoanalisi e Psicoterapia "Sándor Ferenczi"

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Società Italiana di Psicoanalisi e Psicoterapia "Sándor Ferenczi" Pagina della Società Italiana di Psicoanalisi e Psicoterapia Sándor Ferenczi (SIPeP-SF). SIPeP-SF

Sito Facebook della Società Italiana di Psicoanalisi e Psicoterapia Sándor Ferenczi.

Con tanto piacere condivido il programma della prossima International Sándor Ferenczi Conference che si terrà a Madrid a...
19/08/2026

Con tanto piacere condivido il programma della prossima International Sándor Ferenczi Conference che si terrà a Madrid a Ottobre. Il lavoro fatto dal Board e dal gruppo spagnolo è stato impegnativo e non privo di difficoltà, in fondo non può esser diversamente quando si cerca di lavorare non in modo piramidale, ma cooperativo, accogliendo tutte le istanze, rappresentando anche le minoranze. Abbiamo psicoterapeuti da ogni parte del mondo dal Giappone, dalla Russia, dall’India. Quest’anno abbiamo finalmente una importante partecipazione di italiani e anche di molti nostri soci, per me questo, come presidente della Società Italiana Società Italiana di Psicoanalisi e Psicoterapia "Sándor Ferenczi" è un obiettivo che ho sempre avuto a cuore, perché il confronto internazionale, col mondo, è indispensabile alla crescita del pensiero…. e del cuore. Avere anche la presenza della lingua italiana ha aiutato la partecipazione, oltre al pre-congresso “Nient’altro che pulsione di vita”.
Un grazie particolare va al caro amico Luis Martin Cabrè per la cura, la pazienza e anche il sorriso che ha messo in ogni passaggio di questa organizzazione. E ora prepariamoci ad andare a Madrid per pensare, creare e divertirsi tutti insieme.

The Conference Program is now available!

We are very pleased to announce that the program of the 15th International Sándor Ferenczi Conference — “Disavowal, Pain and Suffering in Today’s World” — is now available in English and Spanish.

While the program may still be subject to some minor adjustments, we wanted to share it with you so that you can begin discovering the many important contributions and conversations that will shape these four days together.

The conference will also feature book presentations, with books available for purchase. Further details will be announced soon.

The conference will take place in Madrid, bringing together colleagues from different countries for four days of plenary sessions, presentations, panels, and discussions.

Download the Conference Program in English or Spanish:
https://www.ferenczimadrid2026.com/program

📍 October 14–17, 2026 · Madrid, Spain

We also invite you to join us for the Conference Gala Dinner.
Advance registration is required.

Register here:
ferenczimadrid2026.com

We look forward to welcoming you to Madrid and to the conversations, ideas, and shared experiences that will emerge throughout the conference.

International Sándor Ferenczi Network (ISFN)

17 agosto 1932Ferenczi scrive una nota dal titolo: ‘Proiezione delle proprie reali tendenze incestuose su bambini e pazi...
17/08/2026

17 agosto 1932

Ferenczi scrive una nota dal titolo: ‘Proiezione delle proprie reali tendenze incestuose su bambini e pazienti
- incomprensione della differenza tra fantasmi infantili e loro realizzazione’

Ecco alcuni estratti che confermano la sua consapevolezza della necessità, da parte dell’analista, di coinvolgersi e sapersi coinvolto nel percorso di cura:

“Ammisi che, prigioniero delle mie ipotesi teoriche, avevo supposto, in maniera superficiale e leggera, un modo di sentire proprio di una persona adulta e sessualmente matura, là dove, verosimilmente, non esistevano che irrealistici fantasmi erotici infantili.”

“Oltre alla passionalità, questa specie di incomprensione per la natura del bambino e, in particolare, l'incredulità circa la sua innocenza (e quella dei pazienti), porta il bambino alla disperazione, che gli adulti contribuiscono a trasformare in scoraggiamento o in caparbietà, a volte in ambizione smodata, in ogni caso in negativi tratti di carattere, mentre nell'analisi tutto ciò conduce a un "arenamento" che l'analista interpreta come resistenza del paziente, invece di cercare l'errore in se stesso. Il rimedio può essere dato solo da un'analisi che non risparmi né l'analista, né la teoria analitica. Se i nostri stessi analisti non lo fanno, dobbiamo allora ascoltare attentamente ciò che i pazienti dicono e lavorare sugli indizi da loro forniti. Infine, dobbiamo riuscire a far dire ai pazienti ciò che pensiamo ci sia dentro di loro. Il risultato è: sollievo e capacità di sentire le cose indipendentemente dal fatto che esse siano piacevoli o spiacevoli per noi. In questo modo viene avviata la fine dell'identificazione.”

In un brevissimo scritto del 1923, intitolato FEBBRE DELLA RIBALTA E AUTOOSSERVAZIONE NARCISISTICA, Sándor Ferenczi cogl...
17/07/2026

In un brevissimo scritto del 1923, intitolato FEBBRE DELLA RIBALTA E AUTOOSSERVAZIONE NARCISISTICA, Sándor Ferenczi coglie, in poche righe, un aspetto fondamentale dell’ansia ‘in pubblico’, ‘da prestazione’, ribaltando la convinzione popolare che sia una questione di bassa ‘autostima’:

“Da persone che, in occasione di discorsi in pubblico, rappresentazioni teatrali o concerti, vanno soggette all'inibizione della "febbre della ribalta", si apprende che si tratta quasi sempre di cadute in uno stato di autoosservazione: in tali momenti queste persone sentono la propria voce, notano ogni movimento delle proprie membra ecc. Questa scissione dell'attenzione tra l'interesse - oggettivo - per l'oggetto della loro attività e l'interesse - soggettivo - per il proprio comportamento turba le funzioni motorie, fonatorie o oratorie che normalmente si svolgono in modo automatico. Non bisogna credere che queste persone siano paralizzate per eccesso di modestia; è vero il contrario: eccessive sono le esigenze del loro narcisismo nei confronti della loro prestazione.”

“Curatore della versione integrale delle lettere di Freud a Fliess e autore di Assalto alla verità (Masson, 1984), Jeffr...
10/07/2026

“Curatore della versione integrale delle lettere di Freud a Fliess e autore di Assalto alla verità (Masson, 1984), Jeffrey M. Masson aveva contestato la tesi, alla base della psicoanalisi freudiana, che la teoria della seduzione fosse stata un errore, ribaltandola nella tesi che l'errore era stato piuttosto il suo abbandono a favore della teoria delle fantasie patogene. In questo libro non riprendo questa tesi, ma cerco di spiegare l"errore" di Freud in un modo che si sottrae alla dicotomia realtà-fantasia, aprendo nuove prospettive su aspetti centrali della nascita della psicoanalisi e della sua trasmissione inconscia. Al centro della scena si trova un pezzo di realtà che era sfuggito a Masson: il fatto che la paziente principale di Freud, quella che ha ispirato tanto la teoria della seduzione quanto il suo abbandono, insomma, quella al centro dell"errore" di Freud, era stata circoncisa da bambina nell'ambito della grande crociata contro la masturbazione che ha caratterizzato l'epoca moderna.' Poiché in quegli anni la circoncisione femminile veniva categorizzata come una "cura" e non poteva essere vista e rappresentata come un trauma, mi pongo poi domande sulla reazione emotiva e intellettuale di Freud e sull'impatto sulla diade analitica di questo precoce attacco ai genitali così simile a uno stupro. Su questa strada incontreremo quello che, in una pagina del Diario clinico, Ferenczi chiamò l"abisso del controtransfert". La tesi di questo libro è che questo abisso sia il luogo esatto della fondazione della psicoanalisi. Il fatto che tutt'oggi parlare di circoncisione sia rimasto un tabù in psicoanalisi, è un riverbero di questo abisso.”

Un passo della Prefazione all’edizione italiana de IL TRAUMA CANCELLATO che ben esplicita l’obiettivo del suo autore Carlo Bonomi: non solo la ricerca di una verità storica ma anche il desiderio (psicoanalitico) di comprendere le ‘scelte’ e le traiettorie del pensiero psicoanalitico, sin dai primi passi di Sigmund Freud.

7 luglio 1873 - 7 luglio 2026153 anni dalla nascita di S. FerencziPioniere della tecnica attiva e della clinica del trau...
07/07/2026

7 luglio 1873 - 7 luglio 2026
153 anni dalla nascita di S. Ferenczi

Pioniere della tecnica attiva e della clinica del trauma, Ferenczi ci ha insegnato che l'incontro analitico è prima di tutto una relazione viva, fatta di ascolto autentico e presenza emotiva. Il suo pensiero continua a nutrire la pratica clinico-relazionale degli psicoanalisti promotori del rinascimento ferencziano.

Nel numero doppio 01-02 / 2020 della nostra rivista The Wise Baby, intitolato Cesure e Censure, venne pubblicato l’artic...
04/07/2026

Nel numero doppio 01-02 / 2020 della nostra rivista The Wise Baby, intitolato Cesure e Censure, venne pubblicato l’articolo ‘I pazienti free solo e il terapeuta cameraman’ del nostro Socio Vittorio Gonella.

Come scrive nell’abstract:
“Prendendo spunto dal film documentario Free Solo - Sfida estrema, l'autore descrive quei pazienti che, abituati da sempre a "cavarsela da soli" vIvono
la terapia come un'impresa solitaria. Attraverso la presentazione di un caso clinico, l'autore descrive alcuni aspetti del lavoro con i pazienti Free Solo, in particolare un transfert caratterizzato dall'incapacità a fidarsi, e un controtransfert di pericolo.
Nella lunga onda dell'analisi, l'arrampicata terapeutica in solitaria si trasforma in un'impresa di coppia nella quale fare affidamento sull'analista.”

Due brevi estratti:
“Al contempo, guardando il film, mi sono immedesimato in modo partecipato e commosso con i cameramen: ho sentito crescere dentro di me un'inquietudine empatica con le persone intorno a Honnold, "costrette" a seguire da vicino gli esiti della sua decisione di affrontare El Capitan
[…]
Per questi pazienti, soprattutto nella prima fase della terapia, lo studio del terapeuta diventa qualcosa di simile a El Capitan per Honnold: non una semplice parete di arrampicata in cordata dove imparare delle cose e apprezzare la condivisione evitando rischi, ma un luogo in cui fare una terapia free solo: il terapeuta anziché svolgere le funzioni di compagno con cui studiare le traiettorie e sistemare qualche chiodo
- appiglio nei punti più impegnativi, non può che tollerare di essere semplicemente un cameraman, spettatore e testimone che filma e registra l'impresa silenziosamente, perché la sua voce potrebbe disturbare e mettere a rischio chi si sta arrampicando.”

Per acquistare questo e altri numeri della Rivista The Wise Baby:
https://www.societaferenczi.it/rivista-wise-baby

Jay Frankel (in foto) da molti anni ormai è uno dei principali e più accurati studiosi del pensiero di Sándor Ferenczi: ...
26/06/2026

Jay Frankel (in foto) da molti anni ormai è uno dei principali e più accurati studiosi del pensiero di Sándor Ferenczi: nei suoi scritti si può sempre apprezzare la capacità di descrivere la ‘ricaduta’ clinica del pensiero ferencziano.

Uno dei primi, e più apprezzati, si trova nella raccolta La catastrofe e i suoi simboli, con il titolo: Identificazione reciproca con l’aggressore nella relazione analitica.

Il paper riflette, appunto, su uno delle più rivoluzionare e illuminanti elaborazioni ferencziane, sottolineandone la presenza nelle esperienze traumatiche dei pazienti ma anche la sua ‘rimessa in gioco’ nella relazione terapeutica.

Così Jay Frankel apre questo scritto:

“Mi propongo di esplorare in questo mio lavoro il concetto di «identificazione con l'aggressore», mettendone principalmente a fuoco i vari modi in cui contribuisce a strutturare la relazione analitica inconscia tra paziente e analista. Come è noto fu Ferenczi a introdurre in psicoanalisi questo concetto spesso frainteso, descrivendolo in termini prevalenti di reazione al trauma nel suo classico articolo sulla Confusione delle lingue tra adulti e bambini (1932a). Ferenczi non si limita, tuttavia, a sottolineare nelle pagine del suo scritto soltanto quest'aspetto: sostiene altresì che i pazienti nel corso del trattamento mostrano un'identificazione con l'aggressore nei confronti del loro analista e - ulteriore passo dirompente - afferma che essi hanno ragione a reagire in questo modo, poiché questi ultimi a causa delle pratiche allora in voga compiono spesso una effettiva aggressione sui loro pazienti. Nel Diario clinico (1932b) Ferenczi va ancor oltre riflettendo a partire dalle sue analisi su come tutto ciò avvenga nell'analista, nel paziente, nella loro interazione.”

Il 6 maggio 1931, in occasione del settantacinquesimo compleanno di Sigmund Freud, Sándor Ferenczi presentó alla Società...
19/06/2026

Il 6 maggio 1931, in occasione del settantacinquesimo compleanno di Sigmund Freud, Sándor Ferenczi presentó alla Società Psicoanalitica Viennese uno scritto dal titolo: Analisi infantili con gli adulti.

Pubblicato nel Volume Quarto delle sue Opere é sicuramente uno dei suoi scritti più coraggiosi e rivoluzionari, a maggior ragione considerando il luogo e l’evento a cui Ferenczi lo lesse, riconoscendo nel l’introduzione il suo ruolo di temuto enfant terrible dalle idee “troppo originali e fantasiose”.

Ecco un breve estratto, dedicato a una vignetta clinica di inestimabile elasticità’:

“Un paziente nel vigore dell'età si risolse, dopo aver superato delle forti resistenze e, in particolare, una notevole diffidenza, a rivivere episodi della primissima infanzia. Grazie alla comprensione analitica del suo passato, sapevo già che nelle scene che stava rivivendo mi identificava con suo nonno.
D'improvviso, nel bel mezzo del discorso, mi passò un braccio intorno al collo e mi sussurrò all'orecchio: "Senti, nonno, ho paura che mi nasca un bambino".
Fu allora che mi venne quella che ritengo un'idea felice, e invece di parlargli subito di transfert e altre cose simili gli chiesi a mia volta, bisbigliando come lui: "Be', che cosa te lo fa credere?"
Come vedete, in quest'occasione mi sono lasciato andare a un gioco che si potrebbe chiamare delle domande e delle risposte, molto simile a quello di cui ci parlano coloro che praticano l'analisi infantile, e con questo piccolo espediente per un certo tempo le cose sono andate bene. Ma non crediate che questa specie di gioco mi consenta di porre ogni tipo di domanda. Se la mia domanda non è abbastanza semplice, se non è veramente alla portata dell'intelligenza di un bambino, il dialogo non tarda a interrompersi; anzi, più d'un paziente mi ha decisamente rinfacciato di essere maldestro, di avere, per così dire, rovinato il gioco. Motivo di ciò, non di rado, era stato il fatto che nelle mie domande e risposte avevo introdotto degli elementi di cui il bambino non poteva essere al corrente, insomma cose che nell'infanzia è impossibile conoscere.”
(pag. 68)

Segnaliamo oggi l’uscita di questo collettaneo a cura di Rosa Romano Toscani (Socio Ordinario della SIPeP - SF), Daniela...
12/06/2026

Segnaliamo oggi l’uscita di questo collettaneo a cura di Rosa Romano Toscani (Socio Ordinario della SIPeP - SF), Daniela Barattini e Gianluca Biggio, dal titolo:
CREARE L’INCONTRO TERAPEUTICO, Alpes edizioni.

Al suo interno oltre a un lavoro della dott.ssa Toscani, é possibile leggere uno scritto di un altro membro della SIPeP - SF, Clara Mucci (in collaborazione con Raffaella Adamo).

Lo presentiamo riprendendo alcune parole dalla Postfazione, scritta da un altro grande esponente del Rinascimento Ferencziano, Luis Martin J. Cabré, che riassumono bene le finalità di questo libro in cui convergono scuole di pensiero diverse ma disponibili al dialogo:

“Vorrei concludere con una riflessione sulle basi teoriche della psicoanalisi. Non si diventa psicoanalista solo studiando, partecipando a seminari, leggendo libri ecc.
La psicoanalisi funziona solo quando diventa carne e sangue dell'analista. La nostra professione impossibile, come diceva Freud, non può essere appresa intellettualmente e non può essere ridotta alla conformità di una teoria o limitarsi all'appartenenza a una società psicoanalitica o psicoterapica o, peggio ancora, a una autoproclamazione onnipotente.
Essere psicoanalista richiede di mettere da parte il sapere e tollerare controtransferenzialmente l'angoscia di non sapere e l'importanza di sapere che non si sa.
La psicoanalisi può raggiungere le profondità dove si nascondono le emozioni più segrete del paziente solo quando l'essere umano e l'analista sono la stessa cosa.”

Ancora pochissimi posti disponibili per la Giornata di studi organizzata dalla nostra Società Italiana di Psicoanalisi e...
05/06/2026

Ancora pochissimi posti disponibili per la Giornata di studi organizzata dalla nostra Società Italiana di Psicoanalisi e Psicoterapia – Sándor Ferenczi, dal titolo:

L’INCONSCIO INTERPSICHICO E L’ABISSO DEL CONTROTRANSFERT

Ecco una breve presentazione dei temi trattati e della loro enorme importanza storica e clinica:

‘La giornata di studi mira a chiarire gli attori e i luoghi del processo terapeutico.
Organizzando il racconto della nascita della psicoanalisi come un’impresa
solipsistica, il paradigma della mente isolata ha occultato il fatto che i sogni e le
fantasie della paziente ci aiutano a comprendere i sogni e le fantasie del terapeuta e
viceversa.
In contrasto al modello solipsistico della analisi classica, i problemi, i luoghi e le fasi del processo terapeutico vengono illustrati attraverso una serie di momenti cruciali resi comprensibili dal dialogo tra gli inconsci e dal modello “ripeti e ripara”.
Quest’ultimo sarà reso esplicito solo più tardi, da Sándor Ferenczi, ma è operativo fin dall’inizio grazie alla creazione di uno spazio in cui s’incrociano le vite, i traumi e le difese dell’analista e della paziente.
È in questo spazio terzo, alimentato dal dialogo tra gli inconsci, che si iscrivono
anche i sogni di Freud confluiti ne L’interpretazione dei sogni, il libro attorno a cui si aggregheranno i suoi seguaci. Il sogno, allora, non è solo la via regia all’inconscio, ma anche il deposito dei problemi irrisolti e il volano della loro trasmissione intergenerazionale. Questo ci permette di riconoscere il luogo in cui Freud si blocca come il luogo della trasmissione inconscia del trauma. Ferenczi lo chiama l’“abisso
del controtransfert”. È immergendosi in questo abisso e risognando gli incubi di
Freud, che Ferenczi porta a termine un processo già interamente iscritto nella
fondazione, dando voce a ciò che era stato cancellato, e configurando la situazione analitica come il luogo in cui il trauma infantile viene evocato, vissuto e riparato.
Questo segna l’inizio dell’inconscio interpsichico su cui oggi si fonda il processo terapeutico del trauma.

Le tre lezioni si basano sul libro di Carlo Bonomi, Il trauma cancellato. Breve storia apocalittica della psicoanalisi, Arpa edizioni, 2026 (vincitore in Francia del Premio Nicolas Abraham & Maria Torok 2025).

Carlo Bonomi è analista con funzioni di training e supervisione della Società Italiana di Psicoanalisi Sándor Ferenczi, presidente dell’International Sándor Ferenczi Network (ISFN), condirettore di The Wise Baby/Il poppante saggio e Associate editor dell’International Forum of Psychoanalysis.

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