02/05/2026
Addio Alex resterai per sempre nei nostri cuori.
Ieri ci ha lasciato il grande Alex Zanardi. Una vita, la sua, che ha riscritto il significato di limite.
Bolognese, nato il 23 ottobre 1966, arriva in Formula 1 nei primi anni '90 con Jordan, Minardi e Lotus. I grandi risultati arrivano però in America: con Chip Ganassi Racing vince due titoli CART consecutivi nel 1997 e nel 1998, diventando una vera icona dell'automobilismo d'oltreoceano.
Il 15 settembre 2001, sul circuito del Lausitzring in Germania, un incidente terribile gli cambia la vita per sempre: perde entrambe le gambe. Sopravvive per miracolo, dopo settimane di coma e oltre 15 interventi chirurgici.
«Quando mi sono risvegliato senza gambe, ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa.» Questa la citazione che già fa capire la statura, la forza di Alex uomo.
Per molti sarebbe stata la fine. Per lui è stata una nuova partenza. Si reinventa campione paralimpico in handbike: 2 ori a Londra 2012, altri ori e argenti a Rio 2016, 12 titoli mondiali.
Nel giugno 2020 un altro incidente, in Toscana, durante una staffetta benefica. Un camion, un trauma cranico devastante, mesi di coma. Non si riprenderà mai del tutto.
Il 1° maggio 2026, lo stesso giorno in cui moriva Ayrton Senna, Alex ci lascia a 59 anni.
Per il mondo della disabilità rimane un esempio di resilienza, un campione che ha dato a molti la forza per andare avanti e riscrivere la propria vita con coraggio e determinazione.
"Siamo diventati colleghi nel 2009, avevo 12 anni ed ero molto spaesata e spaventata. Mi hai dato la forza per ripartire, convincendomi che con o senza gambe avrei potuto fare tutto" - dichiara la campionessa paralimpica Bebe Vio - "A Londra 2012 mi hai fatto conoscere la bellezza delle Paralimpiadi e l’enorme potere che hanno di cambiare la percezione e la Cultura della Disabilità."
Alex Zanardi ha lasciato un segno che va oltre i circuiti e le piste, oltre le medaglie e i titoli. Ha fondato l'associazione Bimbingamba, nata per donare protesi ai bambini amputati. Con il progetto Obiettivo 3 ha avvicinato centinaia di persone con disabilità allo sport. Ha scritto libri, parlato in televisione, e ovunque portato lo stesso messaggio: i limiti esistono solo se li accettiamo.
Foto Ansa