24/09/2026
Speriamo che gli interventi finanziati siano fatti in modo da essere veramente utili.
Molto spesso si unisce ai danno, la beffa.
Quando parliamo di barriere architettoniche parliamo, molto concretamente, del modo in cui possiamo vivere le nostre città.
Di una piazza che possiamo attraversare, di un marciapiede che possiamo percorrere, di un edificio pubblico o di un servizio che possiamo raggiungere in autonomia.
Per una persona con disabilità, la forma di uno spazio può fare una differenza enorme.
Può permetterle di muoversi, scegliere dove andare, incontrare altre persone, partecipare alla vita della città. Oppure può diventare un ostacolo a tutto questo.
È per questo che abbiamo deciso di raddoppiare, da 2 a 4 milioni di euro, le risorse destinate ai Comuni per eliminare le barriere architettoniche presenti negli edifici pubblici e negli spazi urbani.
Con questi fondi sosteniamo i progetti di oltre 50 Comuni toscani e interveniamo sugli ostacoli fisici, sensoriali e comunicativi che ancora rendono più difficile vivere pienamente questi luoghi.
Favorendo a tutte e a tutti la possibilità di muoversi in autonomia, di raggiungere un servizio, stare insieme agli altri e vivere lo spazio pubblico senza che sia proprio quello spazio a porre un limite.
Per me tutto questo è una scelta di democrazia, perché riguarda la libertà delle persone.
E perché uno spazio pubblico appartiene davvero a tutte e a tutti solo quando tutte e tutti possono viverlo.