12/04/2026
A 350 anni dal pellegrinaggio della Compagnia di San Benedetto Bianco, partiti la Domenica in Albis del 1676 da Santa Maria Novella alla Santa casa di Loreto, abbiamo ripercorso le prime tappe del cammino citate dal diarista Vincenzo Filicaja. Spostando per opportunità logistica e simbolica la partenza dalla Ca****la di Loreto di , e arrivando alla chiesa di abbiamo passeggiato sul sedime dell'antica direttrice della Cassia Adrianea, rintracciando e analizzando le testimonianze lasciate dalla lunga tradizione del pellegrinaggio Lauretano.
I luoghi e le opere d’arte citate dagli antichi pellegrini (quali la porta San Niccolò, la miracolosa Madonna del Rifugio di Giotto a Ricorboli, e la villa Niccolini) sono state il canovaccio centrale della narrazione, ma la lettura non ha trascurato le stratificazioni che il tempo ha costruito nella città e nel quartiere nei suoi punti notevoli a valenza “monumentale” così come i suoi tratti "infraordinari".
Oltre all'accoglienza dei vari parroci, che ringraziamo, (Don Gregorio a Santa Lucia e Don Robert a Badia) che ci hanno parlato delle proprie chiese, nonchè dei parrocchiani che, a Ricorboli, ci hanno narrato della meravigliosa Madonna del Rifugio di Giotto, (ammirata e venerata anche dai pellegrini nostri predecessori) anche altri incontri hanno aggiunto valore alla passeggiata.
Non sono mancate discontinuità spazio-temporali che, pur seguendo le orme della "Compagnia" ci hanno catapultati nell'arte contemporanea e nel suo futuro. Ringraziamo lo staff del Rifugio Digitale che ci ha accolti nell'incredibile bunker antiaereo popolato da "latent room" personale d'arte digitale di Francesco d'Isa.
Poche centinaia di metri più avanti, e tornando indietro di centinaia d'anni, siamo stati risucchiati nella piccola e altrettanto fantasmagorica Bottega del Bon Fresco, dove tenacemente Massimo Callosi, pittore e artigiano, allievo di Annigoni, esegue e insegna l'arte della pittura "a fresco" dalla quale, a suo avviso, tutta l'arte dei nostri Maestri ha principio...
Ringraziamo Lorenzo Manzani, bravissimo cultore e narratore d'arte e di tabernacoli, che ci ha svelato i segreti di ogni edicola che popola il percorso prestando il suo sapere alla nostra associazione così come l' altro straordinario Lorenzo (Andreaggi). Consigliere Q3 che non solo ha creduto da subito nel progetto (poi finanziato) ma ci si è gratuitamente dedicato accogliendoci con un racconto a dir poco brillante e sapiente della Villa del Bandino dove anche i pellegrini della Compagnia di San Benedetto vennero accolti dal Senatore Niccolini per una sosta di ristoro.
Ciò che loro non video fu il ninfeo: dispositivo alchemico suscettibile di proiettarci in ben altre dimensioni prima di tornare sulla "retta" via di Ripoli" per giungere alla nostra Badia. Qui la socia e amica Martina Weber ci ha aspettati con la sua Viola da Gamba per offrire una misurata selezione di musica sacra sacra dal cinque, sei e settecento, ispirata ai pezzi citati dalla fonte itineraria. Qui dopo aver visitato la cripta abbiamo concluso il breve pellegrinaggio con buon vino e un "lauto ristoro" gentilmente offerto da Duccio e dagli altri gestori della storica . Grazie, infine ad Amanda Fontes Lafloufa, per la professionalità con la quale ha sovrinteso alla logistica del tour e a Chiara Serenelli pilastro di Verdiana e collega di studi sul rapporto paesaggio e viae peregrinales ed esperta di Lauretana. Grazie a chi ha camminato con noi, per l'entusiasmo e l'apprezzamento dimostrato. Sperando di ritrovarci presto per proseguire alla per salire a San Domenico e arrivare a Figline, Montevarchi, Laterina, Arezzo per giungere, se non subito a Loreto, al Santuario delle Vertighe, altro sito Mariano anch'esso fondato su una miracolosa Traslazione.