02/05/2026
Con profonda commozione ed immenso dispiacere comunichiamo la scomparsa del prof. Giuseppe Gitti.
Per molti anni il professor Gitti è stato un faro che ha illuminato la strada a tanti bambini nati con sordità ed alle loro famiglie.
Grazie alla sua competenza scientifica, alla sua lunghissima esperienza nel mondo della sordità e nella riabilitazione logopedica oltre ad una sensibilità speciale per i bambini e per l’integrazione, maturata a partire dalla sua lontana esperienza di Barbiana a fianco di don Milani, il Direttore del C.R.O. ha visto passare centinaia di bambini che a lui devono la possibilità di esprimersi nella lingua parlata, nella lingua di tutti, e perciò veicolo per una piena integrazione nella vita sociale.
Il suo costante impegno è stato quello di assicurare il “diritto alla parola” a tutti i bambini che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Quei bambini che gli davano del “tu” e lo chiamavano affettuosamente “Beppe”, quei bambini per cui ha rappresentato una sorta di “padre putativo” a cui potevano rivolgersi per tutti i problemi che andavano affrontando, perché “Beppe” ha sempre affrontato la sordità con un approccio globale, non solo tecnico, limitato alla logopedia, ma aperto anche agli aspetti psicologici e sociali che la sordità comportava.
Nella sua instancabile attività a favore dei bambini audiolesi il prof. Gitti ha offerto con grande generosità il suo supporto all’associazione dei familiari, la FIADDA, di cui è stato consulente presso l'Osservatorio dell'handicap del Ministero della Pubblica, intervenendo come relatore a convegni ed iniziative culturali e mettendo sempre a disposizione la propria esperienza e la propria conoscenza scientifica.
La sua collaborazione con la Sezione Toscana della FIADDA è stata insostituibile. È stato per tanti anni un punto di riferimento costante per la nostra attività, dando supporto scientifico ed organizzativo, offrendo consigli, spunti e stimoli preziosi per definire obiettivi e programmi. Le riunioni con lui, nella sua stanza al C.R.O., sono state una fonte inesauribile di confronto e formazione e hanno dato forza e sostanza a quanto abbiamo potuto realizzare ed ottenere. Nel corso degli anni abbiamo inoltre avuto la fortuna di condividere anche tanti momenti ed esperienze, talvolta anche drammatiche, e questo ci ha permesso di conoscere ed apprezzare maggiormente anche l’uomo.
La sua mancanza è una perdita incolmabile per tutti noi che ci siamo impegnati a mettere il nostro tempo e la nostra esperienza a disposizione di quanti si trovino ad affrontare drammaticamente il problema della sordità dei propri figli.
AP