29/01/2026
Osservatorio ambiente. Lidu Roma
Dania Scarfalloto Girard
Il Ciclone Harry non è stata un’anomalia, sarà inevitabile che questo evento estremo si ripeta.
Tra gennaio e novembre 2025, la temperatura media globale è stata superiore di 0,60°C rispetto alla media del periodo 1991-2020 e di 1,48°C rispetto ai valori preindustriali, con anomalie simili a quelle del 2023. In Europa, novembre 2025 ha registrato una temperatura media di 5,74°C, risultando il quinto novembre più caldo mai registrato, con un aumento di 1,38°C rispetto alla media storica
A livello globale, il riscaldamento ha portato a un aumento degli eventi meteorologici estremi, come cicloni tropicali nel Sud-Est asiatico, causando devastanti inondazioni e perdite di vite umane. Il Report analizza anche le critiche alle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici in Italia, evidenziando la mancanza di coordinamento e approcci integrati a causa di carenze nella governance nazionale.
Uno studio condotto da ClimaMeter, un consorzio scientifico internazionale, ha concluso che la tempesta Harry, che ha colpito il Sud Italia, sarebbe stata meno devastante senza il riscaldamento globale. La tempesta ha causato piogge torrenziali, venti estremi, inondazioni e smottamenti in Sicilia, Sardegna e Calabria, con perdite economiche stimate in almeno 2 miliardi di euro. Nelle aree colpite, ci sono stati significativi danni infrastrutturali, evacuazioni e dichiarazioni di stato di emergenza. Il report evidenzia che il riscaldamento globale ha aumentato l'intensità della tempesta, con una velocità del vento superiore del 15% rispetto a eventi analoghi del passato.
I ricercatori hanno analizzato una recente tempesta nel Sud Italia confrontando le attuali condizioni meteorologiche con eventi simili avvenuti dal 1950 al 2023. Hanno concluso che tali tempeste sono eventi rari e che la loro intensità è aumentata a causa del riscaldamento globale. Lo studio sottolinea che l’evento è stato amplificato dai cambiamenti climatici causati dall’uomo, con un aumento della temperatura media e un rafforzamento della circolazione atmosferica.
Le calamità legate alla crisi climatica in Italia sono aumentate del 5,9% nel 2024, con un totale di 376 eventi. Uno studio dell'Enea prevede un incremento di tali calamità, in particolare al Nord, evidenziando il rischio di alluvioni, trombe d'aria e ondate di calore. Il clima italiano diventerà più caldo e secco, soprattutto in estate, e gli eventi meteorologici estremi si intensificheranno, soprattutto nelle zone alpine e subalpine.
Inoltre, gli oceani stanno registrando temperature record, con una media globale della superficie marina che ha raggiunto i 20,42 gradi, il quarto valore più alto per novembre. Questa situazione ha conseguenze gravi: gli oceani più caldi assorbono meno calore e CO₂, intensificando l'effetto serra, mentre il ghiaccio nel mare Artico continua a ridursi, influenzando correnti e sistemi meteorologici globali.
Nel 2025, si prevede un aumento degli eventi meteorologici estremi, come ondate di calore, piogge torrenti e inondazioni, con le zone vulnerabili che subiscono i maggiori danni. Gli scienziati avvertono che l'energia aggiuntiva negli oceani e nell'atmosfera provoca fenomeni più violenti e imprevedibili, evidenziando come le conseguenze di un pianeta più caldo si facciano sentire ovunque.
Anche se in futuro le nuove tecnologie come l'IA e il machine learning possono migliorare la previsione e la risposta a questi eventi, non possono eliminarli del tutto. È fondamentale adottare strategie per affrontare il riscaldamento globale e migliorare la capacità di risposta dei territori e delle persone, rendendo necessari cambiamenti nella pianificazione urbana e nelle infrastrutture per adattarsi a un clima sempre più diverso.