23/09/2026
Care Amiche e Cari Amici, condividiamo la sinossi dell'intervento del prof. Claudio Strinati che, dopo il saluti istituzionali aprirà il convegno nazionale di Messina e Reggio Calabria. Chi non lo avesse già fatto ci contatti per prenotare!
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CLAUDIO STRINATI
La forma del passaggio
Il ponte nell’immaginario dell’arte
Il ponte è una forma architettonica nata per rendere possibile un passaggio, ma nella storia dell’arte è anche qualcosa di più: una soglia, una scena, un dispositivo capace di modificare la percezione dello spazio e di mettere in relazione luoghi, tempi e immagini. L’intervento prende le mosse dalla Roma barocca e, in particolare, da Ponte Sant’Angelo, dove il progetto berniniano trasforma l’attraversamento del Tevere in una sequenza monumentale e teatrale. Gli angeli con gli strumenti della Passione non sono semplicemente disposti lungo un ponte: costruiscono un percorso, orientano lo sguardo e fanno del movimento nello spazio un’esperienza narrativa e simbolica.
Da questa idea seicentesca del passaggio come costruzione visiva, il discorso si apre alle invenzioni di Piranesi, nelle quali ponti, rampe, archi e attraversamenti acquistano una dimensione insieme architettonica e mentale. Lo spazio non è più soltanto misurabile: può dilatarsi, moltiplicarsi, diventare vertigine e immaginazione. Il ponte si presta così a essere letto come una figura particolarmente fertile della cultura moderna: elemento concreto del paesaggio e, nello stesso tempo, forma del pensiero.
Con Turner e Monet il ponte entra poi nel cuore della modernità. La struttura che attraversa il paesaggio diventa occasione per interrogare la luce, il movimento, la città industriale e una percezione del mondo ormai profondamente mutata. Dal ponte barocco come teatro al ponte moderno come segno della trasformazione urbana, l’attraversamento coincide sempre più con un cambiamento dello sguardo.
Il percorso giunge infine alla contemporaneità, dove il ponte può perdere persino la propria necessità costruttiva e diventare gesto, installazione, relazione fra corpi e luoghi. Le arti visive, l’architettura e anche il cinema hanno continuato a riconoscere nel ponte un luogo narrativo privilegiato: spazio dell’incontro e della separazione, dell’ingresso e della fuga, della sospensione e del passaggio da una condizione a un’altra. Attraverso libere connessioni fra discipline e linguaggi, la relazione propone dunque di leggere il ponte non come semplice tema iconografico, ma come una delle grandi forme attraverso cui l’arte occidentale ha rappresentato l’esperienza stessa dell’attraversare.
Convegno nazionale FIDAM 2026 · “Ponti. Infrastrutture, culture, comunità”