13/08/2026
Il 15 agosto 1936 moriva a Roma 𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐃𝐞𝐥𝐞𝐝𝐝𝐚: una donna che ha scritto contro il destino assegnato, aprendo con la sua voce uno spazio di libertà dentro un mondo che alle donne chiedeva silenzio.
Ricordarla oggi significa riconoscere che la parola delle donne è sempre anche un atto politico: strappa margini, rompe confini, costruisce futuro.
Le donne della Casa delle Donne di Firenze ne ricordano il talento, la forza e la libertà, cantiamo tra i denti, al vento caldo di queste giornate, i tuoi versi ... così antichi e così contemporanei:
𝑁𝑜𝑖 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑠𝑝𝑎𝑔𝑛𝑜𝑙𝑖, 𝑎𝑓𝑟𝑖𝑐𝑎𝑛𝑖, 𝑓𝑒𝑛𝑖𝑐𝑖, 𝑐𝑎𝑟𝑡𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒𝑠𝑖,
𝑟𝑜𝑚𝑎𝑛𝑖, 𝑎𝑟𝑎𝑏𝑖, 𝑝𝑖𝑠𝑎𝑛𝑖, 𝑏𝑖𝑧𝑎𝑛𝑡𝑖𝑛𝑖, 𝑝𝑖𝑒𝑚𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑖.
𝑆𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑙𝑒 𝑔𝑖𝑛𝑒𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑑'𝑜𝑟𝑜 𝑔𝑖𝑎𝑙𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑝𝑖𝑜𝑣𝑜𝑛𝑜
𝑠𝑢𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑟𝑜𝑐𝑐𝑖𝑜𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑖 𝑙𝑎𝑚𝑝𝑎𝑑𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑒.
𝑆𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑖𝑡𝑢𝑑𝑖𝑛𝑒 𝑠𝑒𝑙𝑣𝑎𝑔𝑔𝑖𝑎, 𝑖𝑙 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜 𝑖𝑚𝑚𝑒𝑛𝑠𝑜 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑜,
𝑙𝑜 𝑠𝑝𝑙𝑒𝑛𝑑𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑖𝑒𝑙𝑜, 𝑖𝑙 𝑏𝑖𝑎𝑛𝑐𝑜 𝑓𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑖𝑠𝑡𝑜.
𝑆𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑖𝑙 𝑟𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑟𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑙𝑒𝑛𝑡𝑖𝑠𝑐𝑜,
𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑜𝑛𝑑𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑢𝑠𝑐𝑒𝑙𝑙𝑎𝑛𝑜 𝑖 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑖𝑡𝑖 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑐ℎ𝑖,
𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑜𝑠𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑖𝑛𝑎,
𝑑𝑒𝑙 𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜, 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑖𝑚𝑚𝑒𝑛𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑎𝑟𝑒.
𝑆𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝑙𝑢𝑛𝑔ℎ𝑖 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖,
𝑑𝑖 𝑜𝑟𝑖𝑧𝑧𝑜𝑛𝑡𝑖 𝑎𝑚𝑝𝑖 𝑒 𝑝𝑢𝑟𝑖, 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑓𝑜𝑠𝑐ℎ𝑒,
𝑑𝑖 𝑚𝑜𝑛𝑡𝑎𝑔𝑛𝑒 𝑏𝑟𝑢𝑐𝑖𝑎𝑡𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑠𝑜𝑙𝑒 𝑒 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑛𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎.