02/04/2026
Oggi è la Giornata Internazionale per la Consapevolezza dell’Autismo.
Oggi siamo tutti bravi.
Ci coloriamo di blu.
Condividiamo post.
Parliamo di inclusione, di rispetto, di unicità.
Ed è importante. Davvero.
La sensibilizzazione serve.
Oggi l’autismo si vede.
Si nomina.
Si racconta.
E poi?
Poi arriva domani.
E il blu scompare.
Restano le famiglie, da sole, a districarsi in una burocrazia che non aiuta, ma schiaccia.
Restano genitori stanchi, che devono lottare per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito.
Restano bambini e ragazzi che potrebbero imparare, crescere, fiorire…
ma trovano porte chiuse, o appena socchiuse.
Restano scuole che fanno il possibile, ma troppo spesso senza strumenti, senza risorse, senza continuità.
Restano adolescenti che avrebbero bisogno di qualcuno che creda davvero in loro… e invece si perdono.
E poi ci sono i giovani adulti.
Quelli che potrebbero lavorare. Che hanno competenze, capacità, desideri…
o che potrebbero svilupparli, se il mondo fosse disposto davvero a prepararli e accoglierli.
Le aziende parlano di inclusione.
I progetti esistono.
Le possibilità, sulla carta, ci sono.
Ma quante volte diventano davvero realtà?
Quante volte qualcuno apre davvero una porta… e resta abbastanza a lungo da non richiuderla?
Allora sì, oggi parliamone.
Facciamolo. È importante.
Ma non basta.
Siamo davvero pronti a esserci anche domani? O siamo presenti solo quando è facile esserlo?
Perché l’autismo non dura un giorno.
Le famiglie non vivono un giorno.
I ragazzi non crescono in un giorno.
La consapevolezza non è un colore.
È responsabilità quotidiana.
E quella, o c’è tutto l’anno…
o rischia di non esserci davvero mai.
Associazione Sussi&Biribissi