Associazione Il Lumicino

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25/08/2026
«Se un amore finisce, è comunque un’esperienza che ci fa crescere. L’amore rende migliori, anche quando passa».
24/08/2026

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Che cosa rende una relazione davvero stabile? Il neuroscienziato Antonio Cerasa spiega come bisogni biologici, psicologici e sociali influenzano la durata dell'amore

19/08/2026

L’IMMAGINE PUBBLICITARIA E’ STATA RIMOSSA: E ADESSO?

L’immagine della pubblicità della Apple è stata rimossa. In questo lungo articolo provo a spiegare perché questa rimozione rappresenta un primo step importante del cambiamento oggi necessario al mondo e soprattutto ai nostri figli. L’articolo è lungo, ma importante. Per leggerlo ci vogliono circa 10 minuti. Se li hai prosegui, altrimenti torna a leggerlo in un altro momento. Io ci ho lavorato per parecchie ore, perciò ti sono grato se saprai valorzzarne i contenuti, ritenendoli adeguati e competenti, facendolo leggere ad altre persone.
La rimozione dell’immagine pubblicitaria, che oggi non è più visibile a Milano, dove era stata affissa, potrebbe rappresentare una vittoria per tutti noi che abbiamo considerato quell’immagine totalmente incongruente con quanto oggi sappiamo rispetto ai rischi correlati all’ingresso precoce dei minori nel mondo digitale. Al tempo stesso, ieri il Conseil Consitutionnel francese ha bloccato la legge, voluta da Macron, che stabiliva il divieto di accesso ai social media da parte dei minori di 15 anni. Al tempo stesso, negli Stati Uniti, Meta sta affrontando un’azione legale che potrebbe portarla a pagare una multa cumulativa di proporzioni mai viste prima, a causa dell’architettura che contraddistingue le sue piattaforme social, considerate additive nei confronti dei minori (e non solo) e in quanto tali, dannose per la salute mentale dei soggetti in età evolutiva.
Questa congiunzione di elementi è solo un piccolo indicatore di come il mondo stia cercando – con molta fatica – di guardare al mondo digitale con uno sguardo totalmente nuovo rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi.

Per anni, si è guardato al mondo digitale considerandolo una straordinaria opportunità. Questo ha favorito la logica pervasiva delle Big Tech che hanno introdotto devices e piattaforme in tutti gli ambienti scolastici (e di conseguenza nella vita di tutti i nostri figli e figlie) proponendo un’urgenza e una precocità di ingresso e di utilizzo che oggi la scienza definisce non oggettivamente vantaggiosa per i minori, che in tutto il mondo presentano indicatori di salute fisica e mentale usurati.

La rimozione dell’immagine gigantesca che a Milano mostrava un bimbo piccolissimo con in mano uno smartphone non è una vittoria né una sconfitta. E’ semplicemente un indicatore che qualcosa sta cambiando e rappresenta la prova che una parte significativa del mondo adulto oggi ha consapevolezze che pochi anni fa non esistevano.

Per anni, tutto il mondo tecno-entusiasta – fortemente sostenuto, finanziato e reso a sua volta pervasivo grazie al sostegno delle Big Tech (tutti ci ricordiamo la presenza alla Casa Bianca di tutti i Ceo delle Big Tech il giorno della seconda elezione di Trunp negli USA) non ha mai considerata degna di approfondimenti e di valutazioni serie e oggettive la correlazione tra uso dei devices e salute degli utenti. Tutte le volte che gli esperti (vedi il lavoro di J.Haidt con il suo fondamentale saggio “Generazione ansiosa”) hanno provato a dare evidenza dell’impatto sulla salute dei minori causato dalla frequenza del mondo online, le Big Tech, corroborate dalle dichiarazioni di alcuni scienziati e specialisti, si sono difese dicendo che non esistono prove scientifiche certe che dimostrino che quei danni siano la conseguenza dell’uso dei devices. Si utilizzano spiegazioni che si rifanno al paradigma della “complessità”, al mantra “correlation is not causation”: tutto ammissibile, se non che genitori e docenti quella correlazione la vedono molto chiaramente nella quotidianità dei loro figli e studenti e la scienza oggi ha sufficienti evidenze epidemiologiche e cliniche per sentirsi autorizzata a non arretrare di fronte ai detrattori che vorrebbero continuare ad affermare al mondo che “il digitale non è il problema”.

Tra l’altro, come spiegazione alternativa, da tutte le parti viene affermato che il problema siamo noi genitori, che non siamo capaci di educare i figli al buon uso del digitale, in quanto pigri, assenti, inetti: alla luce di quale evidenza scientifica, tutti i genitori dei cinque continenti nello stesso momento storico si sarebbero alleati per produrre nei loro figli la peggiore crisi di salute mentale mai vista in età evolutiva? Questa sarebbe la spiegazione scientifica dei dati epidemiologici di cui disponiamo oggi?

Non va trascurato che proprio di recente la stessa Corte di Cassazione, in un caso riguardante proprio la Apple, ha affermato che “l’incertezza scientifica non fa venir meno il dovere di informare l’utente da parte del produttore che gli vende un servizio o un prodotto. Infatti, quando gli studi disponibili abbiano prospettato un rischio plausibile, pur senza dimostrare in modo definitivo la nocività del prodotto, il professionista deve valutare misure informative proporzionate. .L’incertezza scientifica, dunque, non equivale a irrilevanza giuridica. Non dimostra automaticamente la responsabilità del produttore, ma impone al giudice di verificare se il rischio sia stato adeguatamente comunicato e governato”..
Ad oggi, le Big Tech non solo non hanno comunicato il rischio correlato all’uso dei loro prodotti e servizi, ma anche quando lo hanno identificato (ed è successo molte volte) hanno fatto di tutto per negarlo, nasconderlo, minimizzarlo al fine di tutelare il loro profitto economico ritenuto più importante della salute dei suoi utenti. Esattamente la stessa cosa avevano fatto le multinazionali del tabacco e per questo poi sono state condannate. Da quella condanna, è derivato che il tabacco è stato trattato per sempre e in tutto il mondo come “fattore di rischio” per la salute dei suoi utilizzatori.

La sanità pubblica oggi si è assunta la funzione e la responsabilità di raccontare, denunciare, prevenire il rischio oggettivo correlato all’uso del digitale in età evolutiva. Lo fa perché i dati oggi disponibili ci fanno parlare di “emergenza”. E quando c’è un’emergenza di sanità pubblica, si devono fare tre cose: educazione preventiva (interventi formativi rivolti alla comunità), cambiamenti ambientali (per esempio: scuole smartphone-free oppure rimozione di immagini come quella della pubblicità denunciata), interventi legislativi (per esempio: divieti basati sui limiti di età). La sanità pubblica ha già fatto questo con alcol, tabacco, gioco d’azzardo, etc.

Gli interessi delle multinazionali che fanno profitto con questo genere di prodotti e comportamenti non ha mai sostenuto il lavoro degli specialisti di prevenzione. Ogni giorno, io che faccio questo lavoro, vedo quanta contro-narrazione viene rivolta verso ciò che la sanità pubblica afferma e anche contro noi specialisti che stiamo provando a generare un cambiamento di cui siamo convinti non in quanto ideologicamente schierati contro il digitale, ma in quanto le competenze cliniche, epidemiologiche e preventive che abbiamo ci obbligano a fare questo lavoro per la salute della comunità. I pediatri parlano dei rischi associati al digitale in età evolutiva e le loro linee guida vengono smentite da filosofi e sociologi che certamente hanno competenze elevatissime, ma che non si troveranno mai a dover gestire problemi di salute mentale e fisica dei piccoli pazienti. Psichiatri e neuropsichiatri denunciano addiction e dipendenza correlati all’uso dei devices e in giro tantissimi opinionisti affermano che non esiste evidenza che il mondo digitale generi fenomeni di dipendenza. Lo si nega per i social e per i videogiochi, per la pornografia e per lo shopping online, per l’ossessione rivolta al corpo e per le pratiche di skin care e beauty-routine messe in atto da bambini di 9 anni (e ripeto: 9 anni). come è possibile tutto ciò? Come si può smentire di continuo l’emergenza clinica che chi lavora con l’età evolutiva osserva tutti i giorni?

Io da anni, come medico specialista di sanità pubblica e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ho deciso di parlare a genitori e comunità educante raccontando ciò che so, che studio, che constato nello svolgimento della mia professione. Non importa se nel farlo, ho collezionato ormai una lunga lista di haters e detrattori che mi definiscono: tecnofobico, profeta di sventura, ideologo, dinosauro, amante del vintage e spesso anche grande ignorante. No, non importa. Proseguo nel mio lavoro divulgativo e psicoeducativo, consapevole che negli ultimi quindici anni non ho mai dovuto cambiare la mia narrazione, alla luce dei dati di ricerca ad oggi disponibili. Per questo, io personalmente, considero la rimozione del manifesto pubblicitario che tanto ha fatto discutere in questi giorni, un passaggio che segna un movimento fondamentale dalla fase di “precontemplazione” a quella di “contemplazione” del problema, cosa che obbligherà le Big Tech a fare molta più attenzione non solo nei processi comunicazionali ma anche nella qualità, offerta e tipologia dei loro prodotti e servizi, perché la collettività ha dimostrato di aver cominciato a mettere l’asticella (che prima non c’era mai stata) al giusto posto: ovvero all’altezza della tutela della salute dei minori e non della tutela del profitto.
Se pensi che questo messaggio serva oggi ad altri adulti che stanno provando a cambiare lo status quo, commenta e condividi. Credo che sia utile farlo circolare soprattutto fra quegli adulti che ancora faticano ad avere accesso alla divulgazione medico-scientifica su questo tema.

Buon ferragosto.

P.S. L'immagine mi è stata inviata ed è tratta dalla pagina Facebook di Scuole Naturali.

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10/08/2026

Il decreto "anti-Maranza" solleva la necessità pedagogica di responsabilizzare gli adolescenti attraverso limiti chiari, distinguendo la disciplina dalla punizione per prevenire comportamenti impulsivi.
L'analisi evidenzia come la mancanza di conseguenze prevaricanti influenzi negativamente lo sviluppo cognitivo dei giovani. Per approfondire il tema, leggi l'articolo completo di Francesca Birello Psi su MAMME Magazine

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10/08/2026

Un articolo di Francesca Birello Psi
L'articolo analizza le implicazioni psicologiche del ddl "anti-maranza", mettendo in discussione l'efficacia delle misure punitive sugli adolescenti e l'impatto sulle loro famiglie. In contrapposizione a una risposta puramente repressiva, il testo propone un approccio basato sulla cura del trauma e sulla gestione della crescita adolescenziale. Approfondisci l'analisi leggendo l'articolo completo.

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La 3x7K Fiorentina Charity Run powered by Firenze Marathon è pronta a partire! Scegli di correre per IL LUMICINO che sos...
01/08/2026

La 3x7K Fiorentina Charity Run powered by Firenze Marathon è pronta a partire! Scegli di correre per IL LUMICINO che sostiene il progetto KIARA FOR LIFE

📅 Sabato 28 novembre
📍 Ippodromo del Visarno

Forma la tua squadra, condividi la corsa e sostieni una buona causa.
Tre runner, 7 km a testa, un unico obiettivo: vivere insieme un’esperienza speciale all’insegna dello sport e della solidarietà. 💜

✨ Come partecipare:
🏅 Squadre da 3 runner (21 km totali)
🏃‍♂️ Aperta a tutti: amici, colleghi, famiglie e gruppi sportivi
💰 €10 a partecipante (€30 a squadra)
🎁 Pettorale, chip, ristoro finale e medaglia
❤️ Ricorda che non è una semplice quota d’iscrizione, ma una vera e propria donazione alle associazioni coinvolte nel Charity Program.

Correre insieme è ancora più bello quando ogni passo può fare la differenza.

🔗 Maggiori informazioni e iscrizioni: www.firenzemarathon.it

🇬🇧
The 3x7K Fiorentina Charity Run powered by Firenze Marathon is ready!

📅 Saturday, November 28
📍 Ippodromo del Visarno

Create your team, share the run and support a good cause. Three runners, 7 km each, one shared goal: enjoy a unique experience combining sport and solidarity. 💜

✨ How it works:
🏅 Teams of 3 runners (21 km total)
🏃‍♂️ Open to everyone: friends, colleagues, families and running groups
💰 €10 per runner (€30 per team)
🎁 Bib, timing chip, finisher medal and refreshments
❤️ Keep in mind that this isn’t just a simple registration fee, but a genuine donation to the organizations involved in the Charity Program.

Running together is even more meaningful when every step can make a difference.

🔗 More information and registration: www.firenzemarathon.it

31/07/2026

Le nuove Linee di indirizzo Agenas sulle équipe multiprofessionali nelle Case della Comunità rappresentano un passo importante nell'attuazione del DM 77/2022, ma lasciano aperta una questione tutt'altro che secondaria: lo psicologo non è previsto nel nucleo stabile dell'équipe di base, bensì solo in quella "allargata", attivabile in presenza di bisogni specifici.

Una scelta che, secondo Eva Pascoli, referente del Gruppo di Lavoro Sanità del CNOP, rischia di indebolire proprio il modello biopsicosociale su cui si fonda la riforma dell'assistenza territoriale, allontanandosi dalle indicazioni del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030.

Vai all’articolo per approfondire 👇
https://panoramadellasanita.it/site/case-della-comunita-senza-lo-psicologo-lequipe-multidisciplinare-resta-incompleta/

Scegli di correre per Il Lumicino e il progetto KIARA for LIFE
31/07/2026

Scegli di correre per Il Lumicino e il progetto KIARA for LIFE

Una ricerca condotta in Germania, e pubblicata su Nature Genetics, ha identificato nove geni associati al disturbo borde...
29/07/2026

Una ricerca condotta in Germania, e pubblicata su Nature Genetics, ha identificato nove geni associati al disturbo borderline di personalità. La patologia colpisce fino al 2% della popolazione nei paesi occidentali e le donne hanno circa tre volte più probabilità di ricevere una diagnosi.

Identificati nove geni associati al disturbo borderline di personalità, caratterizzato da instabilità e ipersensibilità nei rapporti interpersonali, estreme fluttuazioni dell'umore, rabbia e impulsività. (ANSA)

Indirizzo

Via Villamagna
Florence
50126

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