L’Associazione “Pane Quotidiano”, nella sua attività statutaria, promuove sul territorio fiorentino (ma fornita di una concessione che le darebbe, potenzialmente, autorizzazione ad operare su tutto il territorio nazionale), una serie di interventi che hanno per oggetto sostanziale l’aiuto diretto verso le persone svantaggiate e la lotta alla povertà. Tale aiuto si concretizza, oltre che nella simb
olica distribuzione di pane agli indigenti la domenica nella Chiesa fiorentina della Badia al termine della cosiddetta “Messa dei poveri”, attività che in un primo periodo caratterizzava da sola la vita del Pane Quotidiano, soprattutto nella consegna di buoni pasto ad Associazioni laiche e religiose, attività, quest’ultima, che, in accordo con i servizi di assistenza sociale del Comune che segnalano all’Associazione le famiglie in stato di grave disagio, permette di offrire un sostegno molto più incisivo e concreto a chi si trova in condizioni di bisogno. Destinatari delle attività assistenziali dell’Associazione sono famiglie in gravi condizioni di disagio sociale ed a rischio di marginalità, con minori e anziani a carico, privilegiando i nuclei monogenitoriali, in particolare le donne sole con figli minori a carico. L’Associazione ha firmato in data 13 marzo 2018 uno specifico protocollo d’intesa col Comune di Firenze per la realizzazione di interventi a sostegno di soggetti a rischio di emarginazione. In questo ambito è attivo, con il Comune di Firenze, un progetto dedicato al pagamento delle utenze fondamentali (acqua, gas ed energia elettrica), su segnalazione dell’Ufficio di Assistenza, per coloro che non sono in grado di provvedere; inoltre, è in corso un secondo progetto per il sostegno all’acquisto di occhiali da vista, sempre su segnalazione dell’Ufficio di Assistenza, per chi non è in grado di sostenerne la spesa e non risulta altrimenti assistito. Un ulteriore settore di attività dell’Associazione riguarda il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari in tutto il territorio comunale, improntato al contrasto allo spreco alimentare ed alla fame. Il meccanismo ideato è quello del recupero non solo di prodotti alimentari a lunga conservazione ma, magari, prossimi alla data di scadenza, ma soprattutto del recupero del cosiddetto “fresco”, vale a dire del cibo cotto e preparato per la vendita o la distribuzione a mense, supermercati, ristoranti e trattorie, e che, dopo l’ora di pranzo o di cena, risulta invenduto o inutilizzato, e che, a norma di legge, deve essere alienato
L’attività dell’Associazione è resa possibile, oltre che dall’autofinanziamento, da un lato dall’attività di fundraising che alcuni associati ed il Consiglio Direttivo portano avanti da tempo, dall’altro da donazioni varie, provenienti da altre associazioni, fondazioni, istituzioni, singoli ed aziende privati.