27/04/2026
La “medicina sciamanica” cinese antica non è una MTC “New Age”, ma la si può considerare la medicina delle origini (nel senso che fu il primo approccio alla cura) dove la malattia veniva letta in chiave ancestrale, demonica, cosmica.
Nelle dinastie Xia Shang (circa 2100–1100 a.C.) e nei secoli subito successivi, la medicina è dominata dal culto degli antenati e dalla divinazione. La causa principale di malattia è il dispiacere degli antenati o l’azione di spiriti maligni e non il bilanciamento tra yin yang, circolazione del qì, ecc...
Ci sono testimonianze che la “diagnosi” avveniva tramite interrogazione degli spiriti (divinazione), e la “terapia” consiste in rito, danze, canti, offerte e ringraziamenti, più che in terapia fisica astratta.
La tradizione medica posteriore (Han Tang in poi) lava via gran parte dell’immaginario sciamanico trasformando la causa della malattia da attacco di spiriti, collera degli antenati, disordine cosmico a squilibrio yin yang, blocchi di qi, influenze climatiche, emozioni, dieta, stile di vita; cambiano gli strumenti da divinazione, rito, esorcismo, talismani, canti a agopuntura, erboristica, regole dietetiche, Qi Gong; e il guaritore diventa un medico dotto, formatosi in testi e scuole, spesso in contatto con potere imperiale piuttosto che uno sciamano.
La cosa molto interessante comunque p che la pratica della medicina sciamanica cinese antica era molto diversa dalla New Age odierna, che tende a “spiritualizzare” il corpo.
Non esisteva una “seduta di rilassamento con musica e guida spirituale”; il rituale era spesso rumoroso, fisico, esplicito. Si interrogavano gli antenati o gli spiriti tramite ossa, piastre di tartaruga, incisioni oracolari. La diagnosi era “Questa malattia è causata da quale antenato?”, “Qual è il periodo di rischio?”, “Quali offerte placano lo spirito?
L’esito “oracolare” orientava la scelta del rito, del tipo di sacrificio e della durata della cura.
Lo sciamano danzava, gridava, batteva strumenti, invocava spiriti, talvolta si “lasciava possedere” per dialogare direttamente con il mondo invisibile. Si usavano talismani, pittogrammi, bastoncini rituali, fuoco, tamburi, incenso per “espellere i” o “richiamare l’anima scivolata via dal corpo” (concetto di hun e po ma non ancora codificato come nei testi Han Tang.
Per quanto sembra che i sciamani avevano qualche conoscenza di piante e preparazione di decotti, che avevano effetti reali (analgesici, purganti, stimolanti, allucinogeni leggeri, l’uso dell’erbe non era separato dal rituale.
La guarigione viene misurata in modo pragmatico: la persona sta meglio allora tutto ok, altrimenti la colpa ricade su rituale sbagliato o spirito troppo potente.
In antichità il “demonio”, lo “spirito” e la guarigione era un affare di vita e di morte, non di “estetica”, di “psicologia spirituale personalizzata” o di “messaggio di crescita”.