27/08/2026
Ci dicono che il bene non fa rumore perché lo si fa in silenzio. Perché non è elegante sbandierare, non è di livello. Ma quel è questo livello? Chi ha messo l’asticella.
Quest’uomo tutte le mattine fa il giro con il suo carrettino pieno di scatolette e bottiglie d’acqua. Fa il giro delle strade sotto l’Acropoli di Atene, per dare da mangiare e da bere ai gatti che ci vivono. Atene è una città immensa, i gatti sono ovunque; parte integrante della vita di una città cosmopolita caotica e indolente allo stesso tempo. Quest’uomo semplice che mi guardava con la stessa dolcezza che riservava ai suoi amati mici mi ha invitata ad avvicinarmi ed accarezzarli. Per il mondo veloce, violento, cinico e civettuolo che abbiamo costruito è solo un vecchio che sfama dei gatti randagi ma per me lui è molto di più. È un esempio di umanità, un ribelle che non si piega alle logiche consumistiche che vogliono imporci. I gesti semplici di persone comuni come lui che parlano di amore, cure e compassione per chi ha meno, dovrebbero essere icone da imitare. E invece ci rivolgiamo a miti effimeri che parlano alla nostra immotivata insoddisfazione. Mentre non riusciamo più a cogliere la bellezza del dono a chi ha meno.
Oggi rincorriamo miti che parlano di perfezione estetica senza comprendere la bellezza di mani ruvide capaci di tenere carezze o di schiene già curve che si chinano a confortare.
Ci vogliono eleganti e invece impongono solo esempi stilosi e civettuoli. “Eleganza” deriva da “eligere” ovvero saper scegliere, allora cosa c’è di più elegante del gesto di una persona buona che sceglie di fare il bene. E cosa c’è di più elegante che raccontare a tutti che scegliere il bene è qualcosa di bello. Forse la verità è un’altra. Il bene disinteressato, la vicinanza agli ultimi, la condivisione, l’accoglienza fanno paura.
Per questo la cura silenziosa e i gesti d’amore di quest’uomo buono non fanno rumore, invece il bene che fa dovrebbe suonare forte come la chitarra di Jimmy Page in Whole Lotta Love.