No inceneritori salviamo il Pianeta

Indicazioni

No inceneritori  salviamo il Pianeta SALVIAMO il Pianeta!!!

08/10/2026
04/10/2026

Se voli da/per Firenze tra novembre e febbraio, il rischio reale è:
• vento: 2-3% dei voli dirottati/cancellati su base annua, picchi del 4-5% nei mesi ventosi
• nebbia: ∼1% su base annua, ma 2%+ nei mesi invernali
Totale: stai tra il 3% e il 5% di voli impattati, che per un aeroporto piccolo diventa tantissimo perché ogni dirottamento poi genera cancellazione del volo di ritorno.
La discussione sull’aereo porto di Firenze è paradossale , non ci sono spazi e non ci sono le condizioni ambientali per farlo crescere .
Comunque vada saremo sempre sottoposti al rischio cancellazione è dirottamento su Pisa .
Scegliere di ridimensionarlo e puntare su Pisa che con 45 minuti di autobus porta nel centro di Firenze lasciando ai comuni della piana gli
Ultimi spazi da riportare a bosco per provare a respirare!
L’aereoporto internazionale di Firenze è Pisa.


04/10/2026

FARE ENERGIA ELETTRICA E CALORE GEOTERMICO DAI POZZI ESAURITI DEL PETROLIO E DEL GAS
Questa idea ecofutura presentata da Giga a Ecomondo in un convegno nel 2016 sta cominciando a diventare realtà.L'inventario ufficiale pubblicato dal MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) ad agosto 2025 censisce 1.614 pozzi di petrolio e gas non più attivi dal 1994, così suddivisi:‌
• 538 in mare e 1.067 a terra.
• Per stato: 866 inattivi, 123 tappati temporaneamente, 625 tappati permanentemente e abbandonati.
A 5 km di profondità si trovano sempre 150 gradi e le tecniche per usarli ci sono senza inquinare e reiniettando tutto da giacimento di provenienza !
Vuoi collaborare a questa svolta?

27/09/2026

Nel 2025 la crescita vertiginosa dell’intelligenza artificiale ha trasformato il fabbisogno energetico dei data center in una priorità strategica per i giganti della Silicon Valley. Microsoft, Amazon e Google hanno così iniziato a cercare accordi con chi gli prometteva di avere presto energia abbondante, economica e costante. Le partnership con le start-up del nuovo nucleare sembravano un matrimonio perfetto e investitori e grandi fondi hanno iniziato a comprare le azioni delle poche aziende specializzate. In pochi mesi i prezzi sono volati alle stelle. Poi l’inizio del 2026 ha portato il più classico dei risvegli finanziari: lo scontro con la realtà. Il mercato ha dovuto fare i conti con i tempi del nucleare: un conto è firmare un accordo, un altro costruire un impianto e produrre energia. Per i primi SMR commerciali non sarebbero bastati mesi, ma anni, e nessuno sa ancora quanti. Quando è diventato evidente che la promessa dell’atomo correva molto più della sua realizzazione, le quotazioni sono crollate. Dal 1 gennaio 2026, Oklo ha visto evaporare il 50,78% del proprio valore, da circa 77 dollari a 38,29. La pioniera del settore, NuScale Power, ha registrato -48% a 8,47 dollari, mentre la Small-Cap Nano Nuclear Energy ha ceduto il 38,3% portandosi a 17 dollari. Persino X-Energy, quotata solo da aprile, non si è salvata: dal prezzo del suo primo giorno di 29,2 dollari ha perso il 46,2% scendendo in pochi mesi intorno ai 15,7 dollari. Questo tracollo finanziario solleva anche dubbi sulla loro condotta: talvolta accusate di aver alimentato aspettative eccessive per attirare capitali. Comunicati e annunci trionfali hanno spesso oscurato gli enormi ostacoli ingegneristici. Oggi nessuno può sapere se questi micro-reattori arriveranno davvero alla scala commerciale o resteranno costosi prototipi. Il mercato, intanto, sembra aver smesso di credere alle favole del “Fanta-Nucleare”: la fisica ha tempi propri, spesso misurabili in decenni. E la domanda resta una: queste startup manterranno le promesse o siamo davanti all’ennesima bolla speculativa? Intanto il fotovoltaico, senza fare troppi proclami sul domani, macina record su record nel presente e si prende tutta l'energia del pianeta oggi.

27/09/2026

Una delle cose più interessanti delle innovazioni è che spesso fanno molto più di quello per cui sono state progettate. È quello che possiamo chiamare "effetto rampa": una soluzione pensata per rispondere a un bisogno specifico produce benefici che vanno oltre quel bisogno. Le prime rampe sui marciapiedi vennero costruite per consentire a una persona in sedia a rotelle di superare un gradino. Ma, una volta che una rampa c’è, la usa anche un genitore con il passeggino, chi trascina una valigia, il corriere con un carrello. La sua funzione iniziale rimane, ma se ne aggiungono altre. Con le rinnovabili sta accadendo qualcosa di simile. Sono state promosse soprattutto dalla necessità di ridurre le emissioni di gas serra, ma il loro effetto va ben oltre. Sostituire i combustibili fossili significa anche importare meno gas, petrolio e carbone, riducendo l’esposizione a guerre, crisi internazionali e oscillazioni dei prezzi. Una tecnologia nata per contrastare il cambiamento climatico diventa così anche uno strumento di sicurezza energetica. I benefici arrivano fino alla vita quotidiana: un impianto fotovoltaico può ridurre la spesa energetica di un’impresa, di un’azienda agricola o di una famiglia; una produzione più distribuita può rendere il sistema più resiliente; una comunità energetica può trasformare l’energia da costo in una risorsa condivisa. È questo l’effetto rampa: una soluzione nata per affrontare un problema finisce per rimuovere molti altri ostacoli. Per questo è riduttivo raccontare le rinnovabili solo come risposta alla crisi climatica. Sono nate per ridurre le emissioni, ma oggi mostrano che il loro valore è molto più ampio: meno dipendenza energetica, costi più contenuti, meno inquinamento e maggiore resilienza.

https://www.vanityfair.it/article/stefano-mancuso-cervello-intelligenza-riscaldamento-globale-rischi-intervista?fbclid=I...
19/09/2026

https://www.vanityfair.it/article/stefano-mancuso-cervello-intelligenza-riscaldamento-globale-rischi-intervista?fbclid=IwdGRjcAUbGd9jbGNrBRsZ1XBkb2YBZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEex7pWLMHR801jkMFuQJBp_7MEDriZVbffdASlzfe394D2i4FeF4eJzQvfnGI_aem_6SJrp0UHSd5hWdVf1vds5g

Il più celebre botanico italiano, direttore artistico del Pianeta Terra Festival di Lucca, parla di intelligenza, artificiale e non, di crisi climatica e di un pianeta sempre più difficile da abitare. E mette in discussione il nostro modo di ragionare: «Pensare di essere i migliori è uno dei pro...

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