27/09/2026
Nel 2025 la crescita vertiginosa dell’intelligenza artificiale ha trasformato il fabbisogno energetico dei data center in una priorità strategica per i giganti della Silicon Valley. Microsoft, Amazon e Google hanno così iniziato a cercare accordi con chi gli prometteva di avere presto energia abbondante, economica e costante. Le partnership con le start-up del nuovo nucleare sembravano un matrimonio perfetto e investitori e grandi fondi hanno iniziato a comprare le azioni delle poche aziende specializzate. In pochi mesi i prezzi sono volati alle stelle. Poi l’inizio del 2026 ha portato il più classico dei risvegli finanziari: lo scontro con la realtà. Il mercato ha dovuto fare i conti con i tempi del nucleare: un conto è firmare un accordo, un altro costruire un impianto e produrre energia. Per i primi SMR commerciali non sarebbero bastati mesi, ma anni, e nessuno sa ancora quanti. Quando è diventato evidente che la promessa dell’atomo correva molto più della sua realizzazione, le quotazioni sono crollate. Dal 1 gennaio 2026, Oklo ha visto evaporare il 50,78% del proprio valore, da circa 77 dollari a 38,29. La pioniera del settore, NuScale Power, ha registrato -48% a 8,47 dollari, mentre la Small-Cap Nano Nuclear Energy ha ceduto il 38,3% portandosi a 17 dollari. Persino X-Energy, quotata solo da aprile, non si è salvata: dal prezzo del suo primo giorno di 29,2 dollari ha perso il 46,2% scendendo in pochi mesi intorno ai 15,7 dollari. Questo tracollo finanziario solleva anche dubbi sulla loro condotta: talvolta accusate di aver alimentato aspettative eccessive per attirare capitali. Comunicati e annunci trionfali hanno spesso oscurato gli enormi ostacoli ingegneristici. Oggi nessuno può sapere se questi micro-reattori arriveranno davvero alla scala commerciale o resteranno costosi prototipi. Il mercato, intanto, sembra aver smesso di credere alle favole del “Fanta-Nucleare”: la fisica ha tempi propri, spesso misurabili in decenni. E la domanda resta una: queste startup manterranno le promesse o siamo davanti all’ennesima bolla speculativa? Intanto il fotovoltaico, senza fare troppi proclami sul domani, macina record su record nel presente e si prende tutta l'energia del pianeta oggi.