03/07/2026
🚨 MAIL BOMBING: DIFENDIAMO LA FAUNA SELVATICA! 🚨
Il DDL Malan sta per trasformare gli animali, soggetti senzienti, in mere "risorse" da cacciare e abbattere. Non possiamo restare a guardare.
Come cittadini lanciamo un'azione di mail bombing diretta ai membri dell'opposizione e dell'Intergruppo per i diritti degli animali per fermare questo scempio e chiedere trasparenza.
⏳ CI VOGLIONO SOLO 2 MINUTI!
Fai sentire la tua voce. Le Istituzioni devono rispondere ai cittadini, non a una minoranza armata.
👇 COME FARE:
1️⃣ Clicca o copia gli indirizzi email qui sotto e inseriscili nel campo dei destinatari (meglio se in Ccn / Copia Nascosta).
2️⃣ Copia l'Oggetto e il Testo della lettera che trovi di seguito.
3️⃣ Aggiungi il tuo Nome e Cognome in fondo al testo.
4️⃣ INVIA!
✉️ INDIRIZZI EMAIL (Clicca o copia e incolla):
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📌 OGGETTO DELLA MAIL:
RICHIESTA DI INDAGINE - Conflitto di Interessi DDL Fauna Selvatica
📝 TESTO DA COPIARE E INVIARE:
📢 LETTERA APERTA AL PARLAMENTO: Richiesta di trasparenza e indagine sul Ministro Francesco Lollobrigida
Ai membri del Parlamento Italiano,
Con la presente, in qualità di cittadini italiani, richiamandoci ai principi fondamentali di integrità e trasparenza nell’agire pubblico, ci rivolgiamo a Voi per richiedere ufficialmente l’avvio di un’indagine in merito a un potenziale conflitto di interessi riguardante il Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in relazione alle proposte di modifica della Legge 157/92 e alle successive attività legislative inerenti la fauna selvatica.
Nell’ambito dell’attività governativa, è imperativo garantire che ogni decisione sia esente da influenze esterne. Vi è il fondato timore che l'attuale proposta di legge possa essere influenzata da una vicinanza agli interessi privati del comparto venatorio, agricolo e armiero.
Il richiamo alla Costituzione
Ci appelliamo all'Art. 98 della nostra Costituzione, il quale stabilisce che i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione. Un conflitto di interessi si configura laddove l'azione amministrativa, che deve essere imparziale, venga deviata per favorire interessi privati o di settore, in contrasto con l'interesse pubblico collettivo. Questa situazione mette a rischio il buon andamento dell’azione amministrativa e la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni.
Dall'inizio dell'attuale legislatura, abbiamo assistito a una serie di provvedimenti che rischiano di scardinare progressivamente le tutele della fauna selvatica nel nostro Paese. La natura non è un giocattolo né una merce di scambio a vantaggio di specifiche lobby: è un bene comune e inalienabile che appartiene a tutte e tutti noi e a se stessa.
Il quadro normativo violato
La nostra azione si fonda sulla violazione sistematica di tre pilastri fondamentali:
Lo stravolgimento della Legge 157/1992 e l'Art. 9 della Costituzione: La Legge 157/1992 stabilisce un principio inequivocabile: la fauna selvatica è "patrimonio indisponibile dello Stato" ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale e internazionale. Le recenti derive legislative sovvertono questo principio, declassando gli animali a mere "risorse" o "nocivi" da eradicare, in netto contrasto con il nuovo Articolo 9 della Costituzione.
La violazione della Direttiva Europea "Habitat" (92/43/CEE): La gestione della fauna selvatica sta ignorando le direttive comunitarie che impongono il mantenimento delle specie in uno "stato di conservazione favorevole". Le politiche letali bypassano l'obbligo di applicare metodi ecologici e non cruenti.
Art. 98 della Costituzione e il Conflitto di Interessi: Quando l'azione legislativa viene piegata per favorire una minoranza armata, in contrasto con l'interesse pubblico alla conservazione (certificato dai dati IUCN), si configura un palese conflitto di interessi.
Un patrimonio da difendere
L'Italia ha una responsabilità enorme nella tutela ambientale:
Ospitiamo circa 67.500 specie (43% di tutte le specie europee).
Possediamo un altissimo tasso di endemismi (il 30% delle specie animali e il 15% di quelle vegetali sono uniche al mondo).
Questi ecosistemi sono già gravemente minacciati da inquinamento, frammentazione degli habitat e introduzione di specie a scopi venatori.
La nostra richiesta
Invitiamo il Parlamento e tutte le forze di opposizione a prendere in esame questa istanza con la massima urgenza per verificare la sussistenza di questo conflitto di interessi. Se l'azione del Ministro dovesse risultare incompatibile con l'imparzialità richiesta dal suo ruolo, riteniamo un atto di responsabilità istituzionale chiederne le DIMISSIONI.
Ci aspettiamo un Vostro riscontro. Restiamo fiduciosi nella capacità del Parlamento di garantire l’integrità delle Istituzioni e di tutelare la nostra inestimabile biodiversità.
[Il tuo Nome e Cognome]
Cittadino Italiano
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