Potremmo semplicemente dire che era cerebroleso grave, non parlava e non camminava. Ma ci piace molto più dire chi era, e non cosa non poteva fare. Dario aveva due occhi sorridenti, era biondo e da piccolo era bellissimo. Gli piaceva la musica, in particolar modo le voci femminili come Mia Martini o Laura Pausini. Piangeva se rimaneva solo in una stanza, gorgheggiava quando era felice. Gli piaceva fare il bagno in mare e riconosceva una voce amica dall’altra parte della casa. Nella sua vita ha avuto moltissimi ricoveri, problemi respiratori e molto altro. L’11 Gennaio del 2015 ha salutato tutti, si è addormentato molto stanco: i suoi genitori, le zie e le sorelle erano intorno a lui. Perché dopo tre mesi è nato “l’albero di Dario?”
Perché nella sua vita è stato un ragazzo fortunato: ha avuto tutto il meglio che poteva avere. Ha avuto amore, tanto, tantissimo amore. Ed ha avuto anche gli strumenti giusti per farlo stare al meglio: fisioterapia, visite a domicilio, musicoterapia e tutto ciò di cui aveva bisogno. Purtroppo l’amore non basta: servono anche gli strumenti, economici e non solo. Ed ecco il motivo di questa associazione:
sostenere chi, nelle varie situazioni e difficoltà della vita, non ha gli strumenti adeguati. Per mancanza di risorse, o anche per mancanza di amore. La nostra associazione si avvale della collaborazione di professionisti che credono nel proprio lavoro, che con professionalità e con dedizione operano là dove le famiglie non possono arrivare. E per fare tutto questo contiamo anche su di voi: le vostre donazioni, anche le più piccole, ci sono ovviamente preziose.